Carlo Menzinger
Parole nel web

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Titolo Parole nel web
4 AUTORI x 3 RACCONTI A 4 MANI
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
Andrea Didato (che non ha potuto vedere la fine di quest´avventura)
Pubblicata il 13/04/2007
Visite 11273
Punteggio Lettori 80
Editore Liberodiscrivere® edizioni (Studio64 srl Genova)
Collana Spazioautori  N.  10
ISBN 978 - 88 - 7388 – 1
Pagine 124
Note Autori: Bumbi, Calamandrei, Didato e Menzinger
Il volume raccoglie una storia scritta con Sergio Calamandrei (questa), un romanzo scritto con Andrea Didato e una storia in versi scritta con Simonetta Bumbi.
Prezzo Libro 11,00 € PayPal

Tre storie scritte nel web.

Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori.

“Lei si sveglierà”, scritto da Calamandrei e Menzinger, è il racconto di un amore rubato.

“Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, scritto da Menzinger e Didato, è il romanzo d’amore di un ragazzo e una ragazza l’uno per l’altra  e di entrambi per la musica lirica. Un amore che li porterà a costruire un teatro tra le nevi di un’altissima montagna. Una storia irreale ambientata su un’inesistente vetta alpina del sud Italia tra tormente di neve e tormenti d’amore.

“Cybernetic love” di Bumbi e Menzinger, è la storia in versi di un tragico triangolo nato nel web, attraverso una chat. E’ una storia in versi scritta usando un linguaggio informatico e anglofono parafrasando i classici della letteratura. Una moderna e-tragicommedia d’amore.

LEI SI SVEGLIERA’



di



Sergio Calamandrei & Carlo Menzinger







Alla fine l’ho fatta la stronzata grossa, quella che ti fotte. Mi avevano avvertito che prima o poi sarebbe successo. Ora non ci sono dubbi: sono il malvagio di questo fottutissimo B-movie che è la mia vita!



Mi son dato da fare, in effetti, e ci son riuscito per bene a far la parte dello stronzo. Ma cacchio, avevo i miei motivi, io, i miei sacrosanti fottutissimi motivi.



E lei? Lei dunque sarebbe l’anima candida, l’ingenua fanciulletta, la dolcepurabuonissima eroina di questo B-movie bastardo.



E così ora io sarei il granfigliodiputtana, l’abietto sfruttatore della fiducia che tutti mi avevano concesso, il cinico, la bestia… Però…







Insomma, arrivo ai fatti, c’arrivo, eh. Ero andato a quel cavolo di festa che piacciono tanto al mio bravo fratellino e alla sua cara Sandra. Una noia mortale, una di quelle serate sfigate passate a parlare della pioggia e del sole e del “machebelvestito” e dei “macomehaicucinatobene” ed altre simili menate. Era pieno di fighetti in tiro e di bambole tirate a lucido. L’unica cosa positiva era che si mangiava bene e, soprattutto c’erano alcolici a sfare, champagne, spumanti, whisky, martini, cocktail variopinti e bum bum vari.



Lei, che poi sarebbe la Sandra, s’era capito, no? Chi altri volete che fosse, è sempre con lei che mi vado ad incasinare, lei, dicevo, va matta per tutti ‘sti cocktail arcobaleno e ne deve aver fatto fuori una decina di troppo.



Insomma, perbacco, era fradicia, fuori di zucca come un verme ebbro, fuori come un balcone, non connetteva, aveva staccato tutti i fili, modem sconnesso… partita… via!



Ed era venuta da sola… Da sola! Quella bestia di mio fratello la lascia andare da sola a ‘sti party drinkosi. E’ un ingenuo ed un cretino, ecco cos’è!



Ok. Arrivo al sodo, c’arrivo. Insomma, morale immorale della solfa, l’affidarono a me, gli amici, la fidanzatina del fratello, perché la riportassi a casa, bella impacchettata e infiocchettata. Manco fossi un infermiere o un’autista. Di me ci si poteva fidare, dicevano; e poi gli altri amici erano quasi tutti sbronzi o fumati o persi per altre vie.



Però c’è un però. Lei oltre che fatta era uno schianto per come era fatta, ma non dall’alcol bensì da mamma sua. E dato che anch’io, malgrado tutto, ero bello, ma non di fisico, bensì bello ciucco, cominciai subito a domandarmi come l’avesse veramente fatta la sua mamma, sotto quei vestiti da cocktail party, intendo… ma avevate già capito. In realtà, questa era una domanda che mi ero già posto un bel po’ di tempo prima ed a cui mi ero già risposto da solo: la sua mamma doveva averla fatta proprio ben carrozzata, la sventola. Con l’occasione però ebbi modo di rimeditare sulla questione. E ci meditai eccome!



Insomma ‘sti amici mi mollano ‘sta sberla di figliola in macchina. Ed io accendo il motore e parto. E vado. E le guardo le gambe. Lei praticamente dorme, anche se ogni tanto si gira e mugugna versi senza senso, cose che non sembrano neanche parole… Gambe da favola! Quelle sì che parlavano davvero e ne dicevano di cose! Già. A forza di pensare a lei, sapete com’è andata? E’ andata che mi sono confuso e invece d’andare verso casa sua, beh …



Ora però non mi dovete giudicare male, non troppo, almeno, eh! In realtà la Sandra non è che mi è capitata lì per caso. Io per la Sandra c’ho sempre avuto una cotta bestiale.



Il fatto è che io sono sempre stato un poco di buono, mentre lei è sempre stata così… perfetta. Insomma, non mi si filava. Neanche un po’. Anzi, quando avevo cercato di farle capire cosa provavo per lei, mi aveva sempre trattato come una caccola. Sapeva essere davvero stronza, quando ci si metteva, e ci si metteva spesso! Ci si metteva in tutti i modi e le pose possibili. Se avessi avuto ancora un cuore da ferire ne avrebbe fatto poltiglia. Il mio cuore però ormai era consumato. Si era consumato tutto per lei, struggendosi per quella smorfiosa e non quella sera ma per mesi, ere prima.



Mi aveva reso la vita impossibile. Si prendeva gioco di me. Mi sfruttava e non mi dava mai niente in cambio, neanche un po’ di amicizia vera, che la sua amicizia era solo facciata, anzi nemmeno quello, nemmeno uno straterello di vernice, nei miei confronti, ché mi trattava sempre come uno straccio. “Ehi, avrei bisogno di una cosa!” Ed io, giù a prostrarmi e lei neanche grazie.



Era arrivata al punto di divertirsi a vedermi soffrire e lo faceva con raffinatezza: la parte dello stronzo toccava sempre a me, insomma. Sembrava fossi io a trattarla male. Beh, un po’ lo facevo, finivo per farlo, come avrei potuto fare altrimenti. Dovevo reagire, no!



Ed io, cacchio, ne soffrivo…sì.



Ma ora basta parlare del passato trapassato remoto.







Ora lei è la ganza del citrullo, cioè di Aldo, che sarebbe mio fratello. E tutti non fanno che lodare il loro stomachevole amore, la loro wonderful love story. E gli amici lodano persino la sua “devozione”, manco il mio fratelloide fosse la madonna!



Ma se lo ama tanto il fratellino, ma perché diamine, continua a sfrantumarmi i marroni?



Anche a quella cocktail-festa non aveva fatto altro che punzecchiarmi, ‘sta scorpionaccia ebbra.



Ed io? Io mi torturavo, chiedendomi perché lo facesse. Forse era delusa per la mia poca determinazione nel cercare di strapparla alle molli braccia di Aldo? Forse voleva, masochisticamente, che l’aggredissi? Sperava che io le dessi contro e che qualcuno poi andasse a raccontarlo al fratellino? Voleva che io e Aldo litigassimo di brutto? O magari… magari era solo un’emerita figlia di puttana.



Insomma ho passato la serata a pormi simili domande idiote e a odiare me stesso per questo stupido fottutissimo amore per lei. E cercavo di odiarla. Cercavo di odiarla con tutte le forze ma, cavolo, non ci riuscivo! Non ci sono mai riuscito. Anche ora mi sforzo, ma…







*****



Così comincia “Parole nel web”, con questo racconto (“Lei si sveglierà”),



scritto a quattro mani da Sergio Calamandrei e Carlo Menzinger,



che narra di un amore rubato.







Il libro prosegue poi con “Se sarà maschio lo chiameremo Aida”,



un romanzo scritto da Menzinger con Andrea Didato, un amico scomparso un paio d’anni fa.



E’ il romanzo d’amore di un ragazzo e una ragazza l’uno per l’altra



e di entrambi per la musica lirica.



Un amore che li porterà a costruire un teatro tra le nevi di un’altissima montagna.



Una storia irreale ambientata su un’inesistente vetta alpina del sud Italia



tra tormente di neve e tormenti d’amore.



La tragicomica trama incede sotto le altisonanti note dell’Aida di Verdi.







Il volume si chiude con “Cybernetic Love”, scritto da Menzinger con Simonetta Bumbi.



E’ la storia in versi di un tragico triangolo



nato nel web, attraverso una chat.



E’ una storia in versi scritta usando un linguaggio informatico e anglofono



parafrasando i classici della letteratura.



Una moderna e-tragicommedia d’amore.







Parole nel web” è stato pubblicato da Liberodiscrivere e può essere acquistato su questo sito.



Tre storie scritte nel web.

Tre storie scritte per e-mail da tre coppie d’autori.

“Lei si sveglierà”, scritto da Calamandrei e Menzinger, è il racconto di un amore rubato.

“Se sarà maschio lo chiameremo Aida”, scritto da Menzinger e Didato, è il romanzo d’amore di un ragazzo e una ragazza l’uno per l’altra  e di entrambi per la musica lirica. Un amore che li porterà a costruire un teatro tra le nevi di un’altissima montagna. Una storia irreale ambientata su un’inesistente vetta alpina del sud Italia tra tormente di neve e tormenti d’amore.

“Cybernetic love” di Bumbi e Menzinger, è la storia in versi di un tragico triangolo nato nel web, attraverso una chat. E’ una storia in versi scritta usando un linguaggio informatico e anglofono parafrasando i classici della letteratura. Una moderna e-tragicommedia d’amore.





Carlo Menzinger nato a Roma, vive a Firenze.

Ha pubblicato la raccolta VIAGGIO INTORNO ALLO SPECCHIO, i romanzi (Liberodiscrivere edizioni) IL COLOMBO DIVERGENTE, GIOVANNA E L’ANGELO e ANSIA ASSASSINA e altre cose minori. Web site: www.scrivo.too.it.



Andrea Didato di Palermo ha pubblicato il romanzo GARIBALDI HA DORMITO QUI e molto altro in rete e non solo. Questo volume è pubblicato postumo per desiderio della sua famiglia.



Simonetta Bumbi di Roma scrive soprattutto poesie pubblicate in alcune antologie.  Blog: http://iostoconletartarughe.splinder.com.



Sergio Calamandrei è nato e vive a Firenze. Ha pubblicato il romanzo L’UNICO PECCATO (Editrice Zona) e molto altro, come si può vedere dal suo sito www.calamandrei.it. Blog: http://calablog.splinder.com

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