S’intravedono veloci
dal treno in corsa
quei calanchi del Valdarno
che il mancino
ritrasse a sfondo
d’un sorriso misterioso
Fa strano effetto
risvegliarsi di soprassalto
per uno scossone
nell’incrocio d’uno scambio
nel bel mezzo di due rupi
di sabbia pressata dal tempo
dove ciuffi di gramigna e sterpi
ricoprono la calvizie dell’abbandono
Ci passeggia un gregge
al bordo della scarpata
che l’acqua avvelenata
rende incerta ed insicura
sì che nasce l’inquietudine
dal canto di un agnello
che non comprende
la scelta del suo pastore
che lo destina allo scottadito
da vendere per due lire
al banco delle illusioni
della fiera cittadina
Fa strano effetto
risvegliarsi di soprassalto
per uno scossone
d’un treno che incrocia
i tuoi pensieri in corsa
nel buio d’una galleria
Alberto 28 maggio 2005