Fermatevi un po’ da me
vi offrirò immagini da sognare.
Qui il tempo s’incanta e tira il fiato
quando il trenino diventa mulo
e sale lento e sicuro
sulle sponde d’un tacco
Per qualche istante a voi concesso
fermatevi quassù d’estate,
meglio se in primavera,
Sotto il ponte scorre il fiume
in piena di pietre levigate
e di qualche stilla d’acqua
che si fa strada fino a valle
Alzate il vostro sguardo
su quel nido sulla grande roccia
L’astore vi urlerà severo
di tenermi rispetto, se potete,
ché quelle gocce son preziose
quanto il succo della vite
da distillare e bere
davanti al fuoco d’inverno
Partite adesso
vi chiederò di fermarvi di nuovo
su questa strada in autunno
Vi offrirò un canto
che non conosce alcun tramonto
Antico come il sole
libero come il vento
forte come il vino
di questa terra