Alberto Pestelli
Mugnon River - I’Mugnone

Vedi
Titolo Mugnon River - I’Mugnone
Autore Alberto Pestelli
Genere Prosa in vernacolo      
Pubblicata il 09/08/2006
Visite 1865
Punteggio Lettori 29
Note Gli errori presenti sono voluti. Nel vernacolo tutto è consentito

Se ‘un fosse per la mi’fonte, lassù n’vetta all’Olmo, che a miccino mesce i’mi’sangue, sarei un torrente smemorato, senza rihordi. D’estate s’intende. E quella poh’acqua ch’arriva all’Arno mi permette di mantener n’vita la mi’storia. Glianno detto che l’acqua possiede la memoria. Sembra che sia proprio vero, perdinci. Voi ‘un sapete quanti rihordi ho regalato a’i’fiume, laggiù a valle… Icchè ne abbia fatto ‘un posso sapello. Lui se li porta fin’a’i’mare. Archiviati ne’su’abissi. E quelli che rimangono qua e son quelli behuti dalla terra e dalle piante che crescono lungo i’mi’breve cammino. Ogni tanto alzo lo sguardo dalle pozze sotto le cascate verso i’cielo. Sono i mi’occhi, sapete? M’aspetto di vedere che i’tempo abbuzzisca… un po’ di pioggia ‘un mi farebbe male di questi tempi magri. Questi po’eri gamberetti sguazzano in du’dita d’acqua. Per non parlar de’barbi e delle boghe co’le pinne rosse. Almeno un tempo e c’erano du’o tre pischellotti che venivano a salvarli per gettarli in pozze più grandi. Pure i germani son vorsuti volare verso le pescaie più gonfie. Che piacere sentir la loro voce tutt’i’giorno. Le zampette de’loro piccini mi fanno i’solletico all’onde… Rimpiango la gioventù sulle mi’sponde. Nessun di loro ciaveva paura ad avvicinassi un po’ troppo. Li accoglievo nelle mi’pozze. Si sciacquavano un po’ piedi e poi li rendevo alle loro mura e alle grida delle mamme un po’ apprensive. Eh già… erano un po’ apprensive. Adesso ‘sti po’eri fanciulli di ora ‘un sanno nulla d’un torrente. Quelli d’un tempo sapevano quando ero buono e sapevan ancor di più quand’ero cattivo. Non li vedevi mai vicino all’acqua che ribolliva furiosa e veloce.
Altri tempi cari mia. Ora aspetto che il leone se ne vada via. Aspetto l’autunno e l’inverno a gloria. E allora vedrete quante parole sarò in grado di dare al mondo. Importante è che tutta l’acqua nova la ‘un vada a finì ni’buho di viaino, o dell’acquajo se volete che parli meno fiorentino. Ma pe’i’momento le nuvole m’alleccoriscono di desiderio. Si fanno veder gonfie e scure e poi i’vento se le porta via…

Alberto 9 agosto 2006

Fare a “miccino” = risparmiare
Abbuzzire/ abbuzzirsi = detto del tempo, vale divenir buzzo, cioè rannuvolarsi e accennare di volere piovere. Vuol dire anche riempirsi la pancia di cibo.
Alleccorire = allettare altui promettendogli e mostrargli cose delle quali abbia gola
Viaino = piccolo lavabo.

Opera n°126593 di Liberodiscrivere


Per partecipare a Liberodiscrivere è necessario avere i cookies attivati!
Per segnalazioni di errore o richieste di aiuto scrivi alla Redazione.
Liberodiscrivere® edizioni - marchio registrato di STUDIO64 s.r.l. unipersonale
Via G.T. Invrea 38 rosso 16129 Genova - Telefono 010 540464 Fax 010 8632411   info@liberodiscrivere.it
N. Registro Imprese Genova e Codice Fiscale e Partita IVA 01142100104 - Capitale Sociale Euro 10.000,00 N. R.E.A. 0255155