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Il libro nasce a commento della raggiunta maggiore età del FolkClub di Torino. Nel tracciarne il canovaccio, però, non ho potuto fare a meno di considerare quanto la sua nascita sia stata sussidiaria ad una serie d’eventi concatenati che giustificano una progressiva metamorfosi della musica folk nell’Italia del dopoguerra. Fatti apparentemente scollati e dispersi sull’intero territorio, appuntati su un diagramma che ha per coordinate il tempo e i personaggi, tracciano una linea ascendente di costante crescita che chiarisce e giustifica l’impennata e la controtendenza di un processo in evoluzione. Attraverso l’analisi dei fatti, dei momenti e dei personaggi, ho rivisitato la rinascita della musica folk italiana maturata negli ultimi cinquant’anni, durante i quali il FolkClub ha recitato un’importante parte di co-protagonista in un copione che annovera grandi personalismi. L’analisi di tanto protagonismo consente di giustificare la longeva persistenza del Club e di inserirlo nella giusta casella d’appartenenza. Tutto si avvicenda al di fuori di una mente unica, di un’accorta regia e straordinariamente tutto si dipana autonomamente. Personaggi che non si conoscono si ritrovano attori dello stesso sceneggiato, orfano d’autore. Nell’analisi del percorso evolutivo nazionale registrato dalla musica folk emerge la persistenza e l’ostinazione di Torino. Dalla fine degli anni Cinquanta una serie di eventi, di seguito descritti, evidenziano i tanti gradini di una scala immaginaria in cima alla quale il folk è faticosamente salito, partendo dagli scantinati in cui stagnava. In tale ascesa, Torino non solo è stata compartecipe, ma ha svolto un ruolo primario. Basta scorrere date e fatti per rendersi conto non solo di quanto è stato prodotto, ma quanto questa stessa città è riuscita a mantenere e ad esaltare, invertendo quella tendenza, che è anche leggenda metropolitana, che la vuole capace di inventare ed incapace di conservare.Un solo sggerimento alla lettura. Le pagine che seguono snocciolano molti nomi, date, luoghi che potrebbero sembrare nozionistici ma che invece vale la pena di leggere. Essi rivelano personaggi e fatti che si rincorrono, si accavallano e non sono mai solamente occasionali. Se davvero manca una regia al cammino del folk nel dopoguerra è anche vero che esso si dispiega in una fortunata autonomia fatta sì di molta improvvisazione, ma anche ricca di personaggi ostinati.
Il volume contiene più di 140 immagini a colori e bianconero
F. L.
Opera n°127351 di Liberodiscrivere