Si arrestò.
Intorno non c'era nessuno e la campagna restituiva al suo orecchio, fattosi attento, i consueti fruscii.
Eppure non si era sbagliata, nonostante l'età ci sentiva benissimo, era un suo orgoglio quell'udito da ventenne; ad un tratto si era mosso qualcosa, vicino, nei cespugli a fianco del sentiero, un rumore che le aveva fatto formicolare la nuca... al giorno d'oggi se ne leggono tante sui giornali.... Si fece coraggio:
"Che stupida - pensò, riprendendo a camminare- questa strada l'ho fatta migliaia di volte, al buio. Poteva essere il vento, un ramo che si sposta d'improvviso... certo a nessuno salta in mente di aggredire una vecchietta... eppoi chi? Il primo foresto che capitasse qui sarebbe segnalato come un fatto straordinario per mesi!"
Forse quei discorsi l'avevano impressionata più di quanto volesse ammettere, comunque il rumore non si era ripetuto.
Forse una faina...
Proseguì per il viottolo, rincuorata dai suoi ragionamenti.
Fatti pochi passi, dietro alla curva, la casa le si presentò a una trentina di metri, più illuminata dalla luna che dal lampione fioco, era una promessa di tepore nell'aria secca e già troppo fresca, da Autunno.
Senza avvedersene, la vedova Von Berger, nata Maria Dapueto, tirò un sospiro di sollievo, e fu in quel momento: si sentì artigliare la caviglia da qualcosa che le strappò un breve grido di terrore, facendola quasi cadere, mentre Cirri, il gatto malandrino della Teresina, le si strofinava tra i polpacci.
"Ah, sei tu! Brutto vigliacco! Mi hai fatto prendere uno spavento!..." Si chinò ad accarezzarlo.
Lì la raggiunse il primo colpo, alla base del cranio.
La vecchia signora cadde a terra, ruotando su se stessa, con le mani sulla testa subito piene di sangue e la faccia dolorosamente sbigottita; non ebbe la forza di aprir bocca, mentre già perdeva i sensi, annichilita dall'esplosione di totale sofferenza, e il bastone colpì di nuovo, sulla fronte, con un suono secco.
Poi la Marchesa non avrebbe più potuto contarli, i colpi.