O mia Madonna orsù non me ne voglia
se io talvolta vengo frettoloso
sì compiacente bussando sulla soglia
tirando a mano il salice a riposo.
Macchio di concerto la tovaglia
nei Suoi pranzetti, con fare delizioso
dello starnuto faccio una mitraglia
inviso all'ospitanza, irrispettoso.
Desìo da Lei, da solo compagnia
ma Ella mi vole sempre raggruppare
con quelli artisti, dotta l'allegria
evanescenti come il suo pitale.
Rusticamente bramo un'Hostaria
Sistina fatta a pecorino e fave.