Peronospera dei Radiolari
"Ogni rituale mostra la porta per i nostri vagabondaggi
Aperta e poi chiusa, poi sbattuta in faccia"
Ian Curtis, Decades
Vacilla
Lingua d’amianto
Tra graspi di micropolveri.
Lessata nel mattinale magone
Essudato dal catalitico muco
Solo la distingue
Dal grappolo di nere limacce
In cui dibattendosi proclama novene
Un sobbolito diesis che le canne fumarie
Ripetono, su quell’eco intrecciando
Lunghi futon distesi a mezz’aria
Che già l’ansia dei binari deserti
Reclama come freatici feretri per le sue
Deragliate bisarche.
Fibrilla
Palato d’aspartame
Per l’attesa di una decretale
Che sotto le ogive orbitali del duomo
Un chierico agghindato con velcro e silicio
Incide con i suoi due peli pubici
Sulla ceralacca ancora calda;
Giù nella cripta di chevlar
Cariati ostensori ululano
Perchè a loro è preclusa la cena
Che di sopra una commissione di parastatali
Sbocconcella
Sotto le orbite ogivali di un teschio senza glabella.
In cinque cerchi di pura Afasia
Il trionfo delle radiogalassie
Disperde il suo strepito.
Ieri notte sotto il ponte
Incaprettati
I cassieri si mutavano in fuchi.
Solo li vigilava dall’alto
Il Giroscopio degli IBAN
Che immobile celebrava
L’igrometrica paresi del Progresso.