Nella grande notte del sabato sera
siamo in attesa di collegarvi con l’unica
ed irripetibile poesia che esiste al mondo
in fondo, l’e-vanto mediatico dell’anno
di tutti coloro che sanno - adesso -
non esistono più foglietti e fogliettini
in giro per le tasche
e ai giardinetti, tagliati perfetti - dove nemmeno i bambini
hanno volontà di-di d’istruzione
dicono
non saltellate più sulle aiuole
della poesia, non ci sarebbe nessuno ad ascoltarvi
e nel masticarvi voi e l’ultima foglia di cicuta per chi gradisce
Lei assume la prima nota
e poi sparisce.
§
Dimmi come si scrive una poesia
(ed io lo chiedo a te)
che in giorni abbandonati e nella notte
resisti al fuoco d’un camino e invano
ti lasci rotolare di ali e menti
dimmi e spiega, di cosa ci si dota
del che s’impasta dentro al calderone
rilasciami una poesia per questa volta
e non m’importa
se del sorriso -o- al pianto
tu non vorrai del gioco con l’inganno -
segnami una poesia su questo foglio
non d’un numero perso
in cielo o
d’un cordoglio, prendila dal sentimento
perché "voglio" -
che tanto più non giace - e nel profondo
d’un animo mendace, che non ha forza a divenire
sfondo
il mio vissuto passa inosservato -
scardina quel dolore e tirami le note
sul pentagramma perso della mente.
Crescimi di poesia per questa notte
e non m’importa - se sentenzianti in fretta
tutte le facce che vedi un po’ distante
saranno poi zittite dall’evento
distilla d’ora, ancora, due o tre versi
di cui avrò sete - averla per cent’anni -
tu che non vedi cosa porto indosso
straziami con la poesia qui, senza veli
lascia che ne respiri - e non affoghi
donami tempo che diventi TEMPO
(e non sia tardi a renderlo
incompiuto).