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La notorietà in Italia dei testi di Horacio Ferrer è dovuta soprattutto alle traduzioni interpretate da Milva in teatro per la versione italiana della tango-operita “Maria di Buenos Aires”, musicata da Astor Piazzolla, compositore e bandoneonista di meritata fama mondiale e figura per molti versi determinante nella traiettoria poetica di Ferrer, vuoi per la qualità e la quantità delle loro collaborazioni, vuoi per l'importanza che l'incontro con il “mágico Astor” ha assunto nel percorso di autocoscien-za dell'autore Ferrer, un percorso personalissimo, sviluppatosi, sul filo del controcanto, in dialogo con l'inimitabile stile, musicale e non, dell'a-mico Piazzolla. Nella voce poetica di Maria (cioè in quella delle grandi interpreti, da Milva a Maria de Madeiros, che in più lingue le hanno pre-stato la loro) ci sono in effetti molti dei temi e dei caratteri salienti del discorso poetico di Ferrer, radicato nel mondo del tango e della tangofi-lia (uso del gergo lunfardo; costante omaggio alla memoria di Gardel, Troilo, Discépolo, etc.), ma anche capace di reinterpretarne il repertorio, divergendo dai percorsi della nostalgia, del machismo e della rassegna-zione con vertiginose accelerazioni verso l'avvenire, straordinarie intui-zioni e folgoranti aperture liriche, (quasi squarci) sull'universo femminile.
Marco Cipolloni
Opera n°158932 di Liberodiscrivere