Vulcanizzato questo terrore (variazione sulla foto in monotone di Avril Lavigne)
Quel getto, all’inizio violento, improvviso come un singhiozzo, poi dolcemente abbandonato, coincideva con un trasporto di gioia disumana.
Georges Bataille – Storia dell’Occhio
Vulcanizzato questo terrore
Ricevi vestale fin quando alle mammelle
Terrai avvinte le graffette di un contratto
Di formazione sottoscritto non vidimato
Da cento e cento e cento e cento
Rantoli compressi non contenuti
Dentro la tanica dello spirito
Per il bruciore che la morte sa lasciare
In fondo al taglio di prima
Dove la fragranza che le mescole
Di orgasmo e dolore liberano nell’aria
Sopra i giacigli d’interminate ecatombe
Attossica la demenza cingolata
Mentre delizia meati vocali
E monetarie mucose.
Vulcanizzato questo terrore
Ti si conficchi di traverso
Nella valvola mitrale mentre
Boccheggi a vuoto il fiotto
Che s’ingorga si tracanna da sé
Cagliando suppurando
A ritroso tra lebbrosari di carta stampata
E bordelli e rave-party e cortei
Agli ioni di litio e camere ovali
Quanto uteri capaci solo d’aborti
Espulsi secondo procedure binarie
Nel doppiofondo dello specchio intanto
La terza immagine riflessa cannibalizza
L’arcano imbonito dallo psichiatra
In lizza per la poltrona in seconda serata.
Sfogliando nel bagno un giornale
Fresco d’alopecia l’isometria del suo
Sorriso assente improvviso con quelle labbra
Violò il quarto e quinto riflesso:
Felice nel viluppo negai la guarigione
E maledissi l’Onan della mia decisione ….
Vulcanizzato questo terrore
Incornicia il riflesso che s’attarda
Fuori da me, da voi, dalla storia,
Dal senso primo ed ultimo…..
Dal non-senso ultimo e primo…..
Monocroma l’impronta tornò a vivere
Soffice atonìa benessere del dire la morte.