Carlo Menzinger
IL FANTASTICO FANTE FARNETICANTE

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Titolo IL FANTASTICO FANTE FARNETICANTE
Autore Carlo Menzinger
Genere Poesia      
Dedicato a
a chi gioca con i fanti
Pubblicata il 07/05/2003
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Punteggio Lettori 127

Sono un soldato bello e fiero
Mio condottiero
Vado in guerra, vado in guerra
Per difendere la Terra
Dall’antrace, dal vaiolo e dalla tosse
Vado in guerra, vado in guerra
Con i soldi delle tasse
Sono un fante
Mio condottiero
Bello e aitante
E vado in guerra
Per difendere la Terra
Con il cuore in mano
Dai kamikaze e dal Korano
Da Kabul e dai kretini
Sono un militare
Mio condottiero
E quel birbante col turbante
Farò crepare
D’invidia nel vedermi bell’e fiero
Nell’uniforme mia da fante
Nella polvere sua marciare.
M’hai detto
Mio condottiero
Che io son americano
E ti ringrazio per davvero
Che non me n’ero accorto affatto
E pensavo d’essere italiano
E m’illudevo d’esser d’Europa figlio.
Ti ringrazio, mio Signore,
d’aver corretto il mio abbaglio
d’avermi liberato dall’errore.
Una croce m’hai dipinto
Rossa sul mio petto
Come fossi un cimitero
Ed or la mostro assai contento,
Oh mio caro condottiero,
al bimbo afgano cui dono
una bomba ed un biscotto
e prendendolo per la mano
sulla tomba della madre
scusandomi lo saluto
e vado ad uccidere suo padre
ma in cambio ho ricevuto
un burka, un pianto ed un sorriso
che nei bimbi anche nel dolore
sempre affiora sul viso
sconfiggendo ogni pallore.
Son un soldato forte e fiero
Con la mano posso fermare
- e con la tua guida
mio condottiero, sia ben chiaro -
dei missili il volo senza cuore
e persino una donna nuda
che mi offra il suo amore.
Con la mano posso fermare
Un virus ed un batterio
Un cane scodinzolante
O un discorso serio.
Sono un fante,
Mio comandante,
con una mano sostengo un ponte
con l’altra scavo gallerie
e con l’altra faccio cose mie
non c’è terrorista che mi terrorizzi
non impresa che non intraprenda
non ipotesi che non m’imponga
non slogan che non mi stenda.
I miei occhi sono radar
Le mie orecchie sono sonar
Cammino nella notte
E chi incontro lo prendo a botte
Ho picchiato un muhajedin
Senza una gamba
Ho menato mio cugin
Con una mano sola
Ho dato un ceffone ad un bambin
Ed una sberla ad una bimba
E un bacio ad una mula.
Sono il fante mirabolante
Sono il fantastico fante farneticante
Vado in guerra, vado in guerra,
per salvare la Terra
Non vado in chiesa
Ma una rossa croce
M’hai donato
E m’hai detto che va difesa
Ed una bandiera m’hai dato
E m’hai detto”combatti per la Pace”
Rotta era la tua voce
Per la commozione ed il fumo
Ed il Nasdaq in picchiata
Ma come di un profumo
Della bandiera mi son coperto
E da allor la porto addosso
Senza averla mai levata
E finché non sarò morto
Mai la laverò
Per serbare il tuo sapore
Serbandola commosso
Nei campi di papaveri rossi
Dove con la frusta i talebani
Costringo a coltivare con le mani
Quei nobili fior tra i sassi
Che, crudeli, volevano bandire
Dai lor aspri monti
Ed al Venerdì li faccio pur scavare
Oleodotti e pozzi di petrolio affascinanti
Per punirli della loro falsa fede
Che la nostra Borsa lede
Son il fantastico fante farneticante
Vado in guerra, vado in guerra
Per salvare la Terra
E la Gilet
Dai barbari barbuti senza bidet.

Firenze, 7.11.01

Opera n°58030 di Liberodiscrivere


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