Fango.
tonnellate
di parole disperate
riversò i’fosso
di Firenze
ad annegar
l’anima inquieta
de’ fiorentini.
Ricordi
in bianco e nero
d’un bimbo
di quattro anni
sbiaditi
ma vivi
nella sua
adulta memoria.
Visioni di Angeli
a ripulir
antichi Tomi
lustrano
di sorrisi
la speranza
della gente.
Il giglio
tornò
splendente
e……
l’Arno
perdonato
del suo peccato………
Volevo scriverla in vernacolo fiorentino, ma ho preferito lasciarla per farla comprendere a chi fiorentino non è............
Alberto Pestelli