SOTTO IL SEGNO DEI PESCI
Ho cercato
nel respiro del tuo corpo
ceduto al sonno,
fragile loto blu
sull’acqua del sogno,
chiarore
di vita lunare.
Sono entrata
con lampade spente
nel tuo silenzio
come l’ape nel fiore.
Ho chiuso
con un pentagono di stelle
le mie colline d’oro,
il battito del mio cuore
dimenticato
dove i tramonti rubano l’ombra
alle alte piante.
Ma i miei desideri
son tutti negli orti fiammanti,
bruciano
di vino, di gerani, di fieno.
Sul mio corpo l’acqua
sguscia fra l’aspro quarzo,
beve resine
di pini arsi nel mezzogiorno.
Venti con voce d’indaco acceso
divorano un cuore
d’oscuro topazio.
Chiederò al mio fuggevole
sole di marzo
un amico bruno
con occhi d’estate.
Il suo sapore
che io lo possa lacerare
con baci macchiati
d’un ebbro desiderio
in odio ai pallidi anemoni.
Danza illusione
l’ultimo cielo d’inverno.