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Edgar Lee Masters

L’anno di nascita: 1868 o 1869?

È generalmente noto e acquisito che Edgar Lee Masters nacque a Garnett, Kansas, il 23 Agosto 1869, ma sull’effettiva data di nascita sussiste una certa confusione. In molte biografie e in più d’un’antologia si riporta il 1869 come anno di nascita, e tale anno fu peraltro confermato dallo stesso Masters. C’è da rilevare tuttavia che la targa commemorativa sul muro della casa natale riporta l’anno 1868, oltre ad aggiungere che alcune lettere comprovano quest’ultimo anno.

 

La sua famiglia

Emma Jerusha Dexter, sua madre, era figlia di un ministro di culto metodista itinerante; conobbe Hardin Masters allorquando s’era recata in visita ad una sua sorella, già maritata, che viveva nel Kansas. I due si sposarono nel 1867 e si trasferirono nell’Illinois dove venne cresciuto il giovane Edgar Lee. Il loro matrimonio non si rivelò né tranquillo né positivo: come sua madre era religiosa, amante della musica e della cultura intellettuale e disprezzava la vita nelle cittadine dell’Illinois, così suo padre, un famoso avvocato e un politico (democratico progressista) sulla cresta dell’onda, mal sopportava ed era del tutto indifferente all’amore per la letteratura della moglie e del figlio. Non apprezzò mai, anzi disdegnò la tendenza della moglie a coltivare e preservare, in quel milieu di provincia, la signorilità e la cortesia tipiche del New England e si rifiutò sempre di frequentare la chiesa. Un resoconto completo di questi anni lo si può leggere in Across Spoon River, l’autobiografia che E. L. Masters pubblicò nel 1936.

 

Gli anni giovanili

La fanciullezza di Masters trascorse nella vallata del fiume Sangamon, principalmente a Petersburg e a Lewistown (una città sulle rive del fiume Spoon). Queste piccole comunità, veri e propri minuscoli microcosmi organizzati, gli fornirono opportunità e occasioni per descrivere quei personaggi e dar vita a quelle storie che lo scrittore americano doveva in seguito proporre in molti suoi libri. Fu proprio in questo periodo che egli si dedicò alla lettura della poesia e indubbiamente i suoi autori preferiti si rivelarono essere l’americano Whitman, gli inglesi Shelley e Swinburne, il tedesco Goethe e Theocritus di Siracusa, il maggior poeta greco dell’età alessandrina. Furono varie le esperienze che gli fornirono materiale per la sua futura attività di scrittore: dall’iniziale pratica redazionale nei giornali locali alla frequenza, per un intero anno, di corsi di Tedesco e Greco presso il Knox College, e ancora dal suo apprendistato legale dapprima sotto la ferrea dipendenza di suo padre, in seguito da solo e indipendente a Chicago. 

 

Le esperienze a Chicago

Da giovane studente di giurisprudenza alle prime armi faticò non poco a trovare un’occupazione nella Chicago del 1892, e riuscì a guadagnarsi da vivere grazie a piccoli lavoretti. Fece l’esattore per la Società Edison, e fu proprio grazie a queste prime esperienze di lavoro che approfondì al meglio la conoscenza della città e dei suoi abitanti. Ernest McGaffey fu uno dei suoi amici più fidati e fu lui a presentarlo al Circolo della Stampa dove Masters ebbe la fortunata opportunità di venire in contatto e fare la conoscenza di giornalisti e uomini di cultura. E sempre con l’aiuto di McGaffey conobbe un giovane avvocato che stava proprio cercando un socio come collaboratore, e insieme i due aprirono e avviarono il loro studio nel 1893. 

 

I matrimoni

Nel 1898 sposò Helen Jenkins; ebbero un figlio che chiamarono Hardin, e due figlie cui diedero i nomi di Marcia e Madeline, ma la loro unione si concluse col divorzio nel 1923. Successivamente Masters si unì, per la seconda volta, in matrimonio con Ellen F. Coyne nel 1926 ed ebbe da lei un figlio cui fu posto nome Hilary.

 

Dal Diritto alla Poesia

Per svariati anni svolse la professione di avvocato a Chicago e si fece la fama di difensore degli oppressi e degli emarginati. Nel periodo in cui cominciò a dedicarsi alla scrittura di drammi in versi conobbe William Marion Reedy, direttore responsabile di “The St. Louis Mirror”, il giornale che doveva trasformarsi nel suo trampolino di lancio verso il successo letterario. Reedy pubblicò saggi e poesie di Masters ancor prima che apparissero gli epitaffi di Spoon River. Per la verità, se non sono questi primi lavori ad attirare grande attenzione, i suoi primi epitaffi (1914) riversarono sul giornale grande fama. I componimenti di The Spoon River vennero pubblicati sotto lo pseudonimo di Webster Ford, e fu proprio Reedy a rivelare la vera identità del loro autore nel numero in uscita nel mese di Novembre del 1914. Più tardi il direttore pubblicò anche un lettera entusiastica proveniente da Ezra Pound e un omaggio poetico a Masters da parte di Carl Sandburg.

Nel 1915 Spoon River Anthology apparve in volume pubblicato dall’editore Macmillan e stabilì un record di vendite: la prima edizione (212 epitaffi) ebbe ben diciannove ristampe. Coll’andar del tempo Masters aggiunse altri 32 epitaffi a quelli iniziali e proseguì l’esercizio della professione di avvocato. Secondo quanto lui stesso asserì, buona parte di Spoon River Anthology venne scritto mentre riceveva i clienti nel suo ufficio o mentre rispondeva al telefono. Ma nel 1920, abbandonata la professione di avvocato, si dedicò completamente all’attiovità letteraria: nel 1924 sullo schema di Spoon River Anthology pubblicò The New Spoon River, raccolta di epitaffi, a mio parere altrettanto pregevoli, che, immeritatamente (o forse per saturazione?), non incontrò il medesimo successo della raccolta del 1915. Barbara Lanati (Introduzione), Umberto Capra e Attilia Lavagno (Traduzione) l’hanno portata all’onor del mondo e ne hanno fornito, per i tipi della Newton, un’accurata e magistrale versione. Non si può che concordare con la Lanati quando, nella sua preziosa e ben circostanziata Introduzione, giudica “Il nuovo Spoon River” più classico, più affascinante e più coinvolgente ancora.

 

Dal successo alla rovina

Dal 1931 al 1944 prese in affitto un appartamento all’Hotel Chelsea di New York, un albergo denominato talvolta “Waldorf Astoria di Greenwich Village” perché per qualche periodo vi soggiornarono scrittori del calibro di Eugene O’Neill, Arthur Miller e Dylan Thomas. Masters, anche perché gli piaceva molto quell’angolo di New York, fu assai felice di abitarvi ed ebbe tra l’altro l’opportunità di conoscere nuovi amici ed editori. Nel febbraio del 1944, un suo caro amico, che si era recato a trovarlo all’Hotel Chelsea, lo trovò ridotto in pessime condizioni di salute. Fu trasferito, allora, dapprima all’Ospedale Bellevue Hospital e in seguito in varie case di riposo. Fino alla sua morte visse in condizioni di salute così precarie da non essere più in grado di scrivere. Morì a Melrose Park, in un quartiere periferico di Filadelfia il 7 marzo 1950.

 

Su Liberodiscrivere.it è presente un'opera dell'autore

Liberodiscrivere® edizioni

2013
Poesia Spoon River Anthology  30 ott 2013 

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