S. Venturino e A. Greco
La musica dell’innovazione

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Titolo La musica dell’innovazione
Dalla ricerca al mercato: generare e trasmettere fiducia
Autore S. Venturino e A. Greco
Genere Divulgazione scientifica      
Pubblicata il 06/04/2006
Visite 13501
Punteggio Lettori 10
Editore Liberodiscrivere® Studio64 srl Edizioni Genova -
Collana L’approfondimento  N.  4
ISBN ISBN-88-7388-067-3
Pagine 112
Prezzo Libro 12,00 € PayPal
Innovation starts in one brain - Stefania Venturino L’innovazione ha inizio in un cervello, nella mente di una singola persona. E’ stata questa la frase da cui è partita anche la storia di questa pubblicazione.



E’ quasi un motto, “Innovation starts in one brain”, che usa spesso il Dott. TIM COOK, Direttore Generale di ISIS Innovation Ltd (Compagnia di trasferimento tecnologico dell’Università di Oxford–UK), che conobbi nel 2001 a Genova nell’ambito di un convegno sul trasferimento tecnologico.



Rimasi colpita dall’entusiasmo, oltre che dalla grande competenza, con cui Cook parlava del suo lavoro e gli feci una domanda:

“Cosa Le fa amare tanto il Suo lavoro?”.

Mi rispose: “Il fatto che ogni giorno devo affrontare e cercare di superare una delle più difficili sfide che si possano immaginare: mettere in comunicazione il mondo dell’Università con quello dell’Impresa. Così ogni mattina mi dico: ci riuscirò? Come?”.

Chiesi a Cook se aveva mai pensato di raccontare in un libro la sua vita professionale, ma la cosa lì per lì non sembrava essere né possibile né utile.



Tuttavia, nel mio piccolo, raccolsi quella interessante affermazione e provocazione di Cook e la lasciai lavorare nella mia mente.

Col tempo l’ho sviluppata attraverso un lavoro di ricerca e di confronto di idee finalizzato a scoprire se e come si potesse effettivamente cercare di sintetizzare il tema del trasferimento tecnologico, visto dalle sue diverse angolature e ricadute.

In particolare, mi interessava verificare l’intuizione che proprio gli aspetti culturali e di mentalità presenti in un determinato contesto sociale e territoriale determinano – o meno - il giusto terreno affinchè le potenzialità innovative proposte dal singolo possano essere effettivamente trasferite con successo sul mercato, a vantaggio della società (cfr. citazione Vangelo di Matteo, 13, 3-9).



Oggi l’innovazione, soprattutto quella tecnologica, entra sempre più a far parte dell’intero ciclo della nostra vita. E, in ogni caso, ci condiziona.

Il progresso scientifico e tecnologico sta rapidamente trasformando l’intera società a livello mondiale, ponendo l’uomo di oggi di fronte alla non facile sfida di riuscire a gestire la conoscenza non più secondo schemi settoriali, ma nella sua complessità e globalità.

L’organizzazione e la trasmissione del sapere e della conoscenza rappresentano già oggi il vero problema del futuro: “L’analfabeta del futuro – dice lo scrittore e futurologo Alvin Toffler – non sarà la persona che non saprà leggere, bensì la persona che non saprà come imparare”.



Il seme gettato in quel primo incontro con Cook iniziò a dare i suoi frutti nel Febbraio del 2004, quando lo incontrai nuovamente a Siena (durante un seminario organizzato dal NETVAL – Network Univeristario per la Valorizzazione della Ricerca Scientifica) e gli parlai meglio della mia idea di scrivere un libro divulgativo sul tema del trasferimento tecnologico.

Gli chiesi cosa ne pensasse e se fosse disponibile ad aiutarmi.

“I’m not saying is impossible, but it is very difficult!” (Non dico sia impossibile -fu il commento di Cook- ma è davvero difficile! ).

”If you can do it, you’re great. Anyway: great challenge! I will be with you” (Se ci riesci, sei grande. In ogni caso è una bella sfida! Ci sto.).



A quel punto mi convinsi che valeva davvero la pena di provare a scrivere questo libro...
L’innovazione

Alessandro Musumeci


L’innovazione è il propulsore della crescita economica e dello sviluppo complessivo della nostra società: la natura pervasiva delle nuove tecnologie, che si applicano ormai ad ogni settore delle attività umane, arricchisce il valore dell’innovazione, che costituisce sempre più il punto di riferimento sul quale si misura la competitività del nostro Paese.

Per effetto di tale spinta tecnologica e della diffusione sempre più ampia dell’innovazione, si aprono inoltre nuove opportunità di occupazione, di conoscenza, e di mercato per le aziende italiane. Per continuare ad essere un fattore economicamente rilevante, l’innovazione tecnologica deve però essere fonte di vantaggio competitivo sostenibile nel tempo.

Questo volume intende essere un contributo in tal senso, mostrando concretamente come l’innovazione tecnologica sia legata in modo stretto con l’evoluzione della società, con i rapporti fra università e impresa, e con le tecniche di comunicazione che rivestono una sempre maggiore importanza nella nostra vita.

Si tratta di un processo assolutamente irreversibile e la tendenza per il futuro non può che essere per ogni settore dall’industriale all’elettronico, al pubblico, al sanitario, al bancario, a quello dell’istruzione di passi sempre decisi in questa direzione. Pena la totale perdita non tanto di competitività, quanto e ben più gravemente, di funzionalità e operatività.

Proprio per questo appare insensata la tendenza in atto di tagliare gli investimenti in IT, in quanto tale scelta relega le nostre imprese e la nostra società in una posizione di svantaggio e di costante rincorsa rispetto ad attori che invece hanno capito l’importanza di investire in nuove tecnologie.

Fondamentale in questo senso il ruolo delle istituzioni, che possono assumersi l’incarico di sensibilizzare e supportare i vari attori che concorrono a formare il sistema paese, tramite incentivi, fondi e manovre concrete a sostegno di un evoluzione tecnologica che equivale a sviluppo economico e sociale. Ovviamente tali misure devono essere erogate, legandole ad un rigoroso processo di valutazione delle iniziative, che analizzi l’utilità per il cittadino e per l’impresa, e cofinanziate in una logica di amplificazione dell’intervento pubblico con capitali privati, con la possibilità di attivare vere e proprie forme di “Project Financing”.

A un problema di tipo infrastrutturale, ovvero di adeguata dotazione tecnologica e di adeguati investimenti in tecnologia aggiornata ed evoluta, si sovrappone infine anche un problema di utilizzo della tecnologia. In generale la tecnologia è utilizzata infatti nelle sue modalità più immediate, spesso legate al reperimento o all’invio di informazioni o all’incremento dell’efficienza operativa, ma raramente nelle sue modalità evolute, di supporto e di sviluppo del business e di comunicazione strutturata con i propri partner.

Sposando questa logica, è evidente che in molti casi la tecnologia viene considerata come un costo da contenere e non un investimento per incrementare l’efficienza. Si evidenzia dunque ancora di più un problema culturale, di conoscenza da parte delle utilizzatori dei vantaggi derivanti dalla tecnologia, nonché di crescita di competenze informatiche.

L’innovazione in atto permette di abbassare i costi della tecnologia, aumentandone contemporaneamente l’efficacia ed investendo i sensibili risparmi nella formazione culturale, che deve diventare un processo di apprendimento permanente; è una strada che va percorsa con coraggio e determinazione, ma che sono certo potrà avere successo.


Alessandro Musumeci
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Direttore Generale dei Sistemi Informativi



Indice



Innovation starts in one brain
Stefania Venturino

L’innovazione
Alessandro Musumeci

La tecnologia nascosta e la sfida della ricerca
Gianni Vernazza

Innovazione: quale strategia di successo
Arianna Greco

Rapporto Università - Imprese
Intervista a Tim Cook. (S.V.)

L’innovazione in Europa
Intervista a Ezio Andreta. (S.V.)

Scienza e Società
Intervista a Massimiano Bucchi (S.V.)

Innovazione, proprietà intellettuale e brevetti
Intervista a Fabio Marazzi. (A.G..)

NETVAL Network Univeristario per la Valorizzazione della Ricerca Scientifica
Università aderenti al NETVAL
a cura di Andrea Berti

Glossario
a cura di Arianna Greco

Alcune fonti di informazione e approfondimento

Note sugli esperti intervistati e sugli autori
Un dato riassume le difficoltà dell’Italia a tenere il passo degli altri paesi più sviluppati. Le nostre esportazioni di prodotti hi-tech rappresentano soltanto l’8,6 per cento del totale, contro la media del 19,7 dei 25 paesi che formano l’Unione Europea. Le esportazioni hi-tech del Giappone superano il 26 per cento, quelle degli Stati Uniti il 28.
A spiegare l’affanno del nostro paese concorrono molti fattori: investimenti nell’innovazione modesti sia nel settore pubblico sia nel settore privato, miopia e provincialismo della classe politica, cultura tecnico-scientifica poco diffusa tra i cittadini.
Ma c’è un dato più generale, che continuerebbe a pesare anche se tutti gli altri problemi venissero risolti con una bacchetta magica: in Italia ricerca di base, ricerca applicata, università e industria quasi non si parlano, operano come se fossero mondi separati.
Questo libro è uno strumento per avviare il dialogo. Fa parlare docenti universitari, economisti, manager, sociologi, e ognuno dal suo punto di vista ci spiega come trasferire l’innovazione dai laboratori al mercato in modo vincente. E si chiude con l’elenco dei referenti delle Università italiane che aderiscono al Netval, una rete fondata nel 2002 per valorizzare la nostra ricerca. Un atto di orgoglio che può lanciare la ripresa.
Piero Bianucci
giornalista scientifico, collaboratore de La Stampa

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