Carlo Menzinger
IL BERLUSCONI DIVERGENTE (ucronia)

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Titolo IL BERLUSCONI DIVERGENTE (ucronia)
Racconto ucronico
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
A Riccardo Farina che mi ha ispirato con la sua lapide (vedi sotto)
Pubblicata il 22/06/2007
Visite 6564
Scritta il 12/06/2007  
Punteggio Lettori 79
Note Qui giace Carlo Menzinger, morto scivolando sopra un assegno postadatato, mentre stava meditando di scrivere un libro dal titolo "Il Berlusconi convergente". Lascia un abisso e un foglio di carta assorbente. Amen. -- Riccardo Farina



Silvio stava completando il trucco nel camerino. Il monitor sul tavolo mostrava il Ministro per la Giustizia Antonio Di Pietro che, nello studio accanto, stava illustrando i risultati delle riforme attuate dal Governo Segni in quegli ultimi anni.
Mentre la truccatrice gli aggiustava il fondotinta, Silvio ascoltava distrattamente le parole del Ministro:
“…se dapprima gli imprenditori hanno visto nella penalizzazione dei reati finanziari, del falso in bilancio e del fallimento delle norme che andavano contro di loro, in questi ultimi anni si sono potuti convincere che, avendo ripulito il sistema, ora gli investitori esteri tornano a puntare sull’Italia. Il nostro Paese sta riacquistando credibilità internazionale e questo ha permesso all’economia di riprendere a girare. Tangentopoli è ormai solo un ricordo lontano…”
- Attenzione, signorina – sbottò a quel punto Silvio – per poco m’infilava il pennello in un occhio.
- Mi scusi! Comunque devo truccarla anche vicino agli occhi, vede…
- Lo so. Lo so. Non è certo la prima volta che mi faccio preparare per un’apparizione in TV. Lei però stia più attenta.
- Certo… Non si preoccupi.
Il Ministro finì di parlare. Ora sullo schermo stava arrivando Pippo Baudo, per annunciare il nuovo ospite.
- Tocca a te! – lo avvertì un collaboratore, chiamandolo da dietro alle spalle.
- Lo vedo. Con lei abbiamo fatto? – chiese alla truccatrice.
- Mi dia due secondi… uno e… due. Voilà. Può andare.
Silvio entrò sul palcoscenico. Non era certo la prima volta. Era stato ormai su tutte le diciotto reti nazionali in miriadi di spettacoli e quasi ogni TV locale l’aveva ospitato almeno una volta. Anche all’estero era stato ospite ormai di moltissime televisioni.
Quello era un giorno come tanti altri. A renderlo un po’ diverso era il fatto che quel giorno, il 29 settembre del 2007, compiva 71 anni, ma questo aveva poco a che fare con la sua apparizione.
- Carissimo Silvio – l’accolse sotto le telecamere il presentatore.
- Carissimo Pippo – rispose Silvio, stringendogli calorosamente la mano e afferrandogli il braccio con la sinistra.
- Sei sempre fresco come una rosa.
- Lo stesso si può dire di te… Anche se sei più vecchio di me – lo punzecchiò.
- Ora facciamo i sofisticati, eh Silviaccio, per tre mesi di differenza vuoi darmi del vecchio? A proposito, ricordi che giorno è oggi?
- No – finse.
- Certo che lo ricordi – poi rivolto al pubblico – Oggi è il suo compleanno! Questo vecchiaccio fa settantun’anni...
Applausi.
- Ma quello che stupisce di te non è l’età, caro Silvio, ma il tuo continuo successo. Sono ormai decenni che sei sulla breccia. Dicono di me che sono nazional-popolare ma il vero nazional-popolare sei tu.
- Non è vero, caro Pippo, sei troppo buono. Tu sei amato da tutti. Lo dicono anche i sondaggi. A me invece il 30% degli italiani non mi può vedere.
- Ma un altro 30% ti adora e gli altri comunque ti sostengono.
- Questo è vero.
- E poi dimmi chi altro può vantare tutti i tuoi successi?
- I Rolling Stones!
- Già! – rise Pippo Baudo – Forse solo loro calcano le scene da più tempo. Ma io parlavo dell’Italia. L’avresti mai detto di arrivare fin qui, quando rinunciasti a fare l’imprenditore?
- No, davvero. Non pensavo al successo. L’ho fatto per amore.
- Rimpiangi mai quella scelta? Ti capita mai di dire: ma chi me l’ha fatto fare, avevo la mia azienda da portare avanti e ho rinunciato a tutto per…
- No. Mai. Sono troppo contento dei risultati raggiunti. Se fossi rimasto un imprenditore, invece, oggi forse me ne pentirei.
- E non saresti il solo. Sarebbe l’Italia intera a dover rimpiangere una simile scelta. Se non avessi deciso di prendere in mano il microfono, di farti vedere in TV e far sentire la tua voce, oggi l’intera Italia sarebbe più povera. Avrebbe perso qualcosa d’importante. Qualcosa di grande. Hai accompagnato il nostro Paese in questo secondo boom economico. Il successo dell’Italia è legato a te. Alla tua voce. Ne sei il simbolo.
- Sei il solito esagerato.
- Niente affatto. Cosa sarebbe oggi l’Italia con un Silvio Berlusconi che facesse solo l’imprenditore? Forse avresti costruito qualche casa in più ma noi non avremo avuto “Forza Italia”, “Mare nostro”, “Cuore di papà” e…
- Sono solo canzonette…
- No, caro Silvio, se mi consenti (come dici sempre tu), non sono solo canzonette, sono veri e propri inni nazionali. Le tue canzoni hanno fatto l’Italia. Intere generazioni le hanno cantate e continuano a cantarle. Solo tu continui a vincere un Festival di Sanremo dopo l’altro. Sei riuscito a riunire intorno a te generazioni diverse, a farle cantare. Neanche Claudio Villa aveva avuto il tuo successo. Neanche Modugno.
- Se mi consenti – rise – non penso di poter essere paragonato a queste colonne immense della musica italiana.
- Io credo di sì, Credo che tu sia uno dei più grandi cantanti del nostro Paese. Credo che la Storia ti renderà ragione e che sarai ricordato ancora per molte generazioni e che ancora a lungo canteremo tutti in coro “Forza Italia”. Ce la canteresti ancora una volta?
- Devo?
- Devi.
- E allora sia.

Storia e divergenza

Silvio Berlusconi nasce a Milano il 29 settembre 1936. E’ un politico ed imprenditore italiano. Presidente e fondatore, nel 1993, del partito politico Forza Italia. È stato eletto per la prima volta nel 1994 alla Camera e ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio nel 1994 e nella XIV legislatura (2001 - 2006), svolgendo anche ad interim le funzioni di ministro degli Esteri, dell'Economia, della Salute e della Funzione Pubblica. È deputato alla Camera.
Secondo la rivista Forbes è l'uomo più ricco d'Italia e il 51° più ricco del mondo, con un patrimonio stimato nel 2007 in 11,8 miliardi di dollari.
Pare che nel 1954 cantasse sulle navi da Crociera. E se non avesse mai smesso?

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Il Berlusconi divergente si può ora leggere nel volume UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO, edito da liberodiscrivere http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=131466

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