littlepot
Ard Righ

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Titolo Ard Righ
Autore littlepot
Genere Poesia      
Pubblicata il 28/12/2007
Visite 2526
Scritta il 01/12/2007  
Punteggio Lettori 20

ARD RIGH[1]


 


 


It seems I have been losing my eyes in Antrim[2],


The lens sliding down, down, along the swarded slopes of Dunluce Castle[3],


And nothing seemed left to lose[4]


Except the remind of you, The King of Firbolg[5].


 


I cross the lines to see the Truth


 


You, you that

an imaginary torc[6] put around my heart

and worked at it with great care, in the sluggish rinsing,

roaring and dating back of the days

of the ancient refined Latenian[7] technique


We all mean nothing

except our inner force

we’re the Northern ones,

you know


You, you that

still an abstract symbol, though the eternal one

of the dominant clan descent

with a firm hand, portrayed

on its sweet threshold

The cave was white, its light blinding

and the dumb word was holy and mighty,

and nothing to be committed except than to the wind.

It passes after death from those who are

to those who’ll come.


You, you that

a part of magic, temporal jump,

doorway on the other world, the truly mine,

sense and scent of honour, struggle for supremacy,

my same common idiom


You proud of a gentle soul,

your glance as a deer,

you are now passing through the doorways of the worlds

with your strings and shoelaces in your hands,

creating me Maeve[8], leader,

and I still remain in your memory, still,

Boadicea[9] and Skya[10].


 


Re Supremo


 


Sembra abbia perso la mia vista nella contea di Antrim,


La lente scivolava giù, giù, lungo le rupi scoscese del Castello di Dunluce,


e nulla sembrava dover restare


tranne che il ricordo di te, Re di Firbolg


 


Attraverso i versi per vedere il Vero


 


Tu, tu che


Ponesti un torc immaginario intorno al mio cuore


Cesellato con cura, nel lento sciabordare,


scrosciare e risalire dei giorni,


dalla raffinata antica tecnica di La Tène


 


Noi tutti non abbiamo significato


Tranne che nella nostra forza interiore

Noi siamo quelli del Nord,


lo sai


 


Tu, tu


Ancora un simbolo astratto, sebbene eterno


Della stirpe del clan dominante


Con mano ferma, ritratta


Sulla sua dolce soglia


L’antro era bianco, la sua luce accecava


E la parola muta era sacra e potente,


e a nulla da assegnare se non al vento.


Essa passa, dopo la morte, da coloro che sono


A coloro che verranno.


 


Tu, tu


Parte della magia, salto temporale,


porta all’altro mondo, che davvero m’appartiene

senso e profumo d’onore, lotta per la supremazia


il mio stesso identico idioma


 


Tu fiero dall’anima gentile,


Sguardo da cervo,


ora passi tra le porte dei mondi


con le tue corde e lacci nelle mani,


creandomi Maeve, condottiera,


e ancora rimango nella tua memoria, ancora,


Boadicea e Skya.



© Eleonora Matarrese, 2007







[1] Ard Righ, re supremo. Egli esercitava un potere limitato essenzialmente alla sfera religiosa. Questa carica era riservata ai discendenti dei Niall dei Nove Ostaggi che risiedevano sulla collina di Tara. Ogni regno era, a sua volta, diviso in tuath, ovvero tribù , ciascuna con un proprio capo.




[2] Antrim, in irlandese Aontroma, è una delle sei contee che formano l’Irlanda del Nord.




[3] Dunluce Castle è un insieme di rovine di un castello medioevale, tra le più estese nell’Irlanda del Nord. Si trova sulla cima di uno sperone di basalto nella contea di Antrim, nell’Irlanda del Nord, e ci si può accedere tramite un ponte collegato alla terraferma. Si trova tra Portballintrae e Portrush. Il castello è circondato da tremende rupi da ambo i lati, importante fattore questo che fece sì che fosse scelto dai primi cristiani e vichinghi che si diressero in questo luogo perché c’era un antico forte irlandese.




[4] Da With or Without You degli U2: “nothing to win / and nothing left to lose”.




[5] Nella mitologia irlandese i Fir Bolg (o Fir Bholg, Firbolg) erano una delle razze che abitarono l’isola d’Irlanda prima dell’arrivo dei Tuatha Dé Danann. In antichi tempi lontani i Fir Bolg erano i governatori d’Irlanda, all’epoca chiamata Ériu, immediatamente prima dell’arrivo dei Tuatha Dé Danann, che molti credono essere gli dei gaelici. L’origine del nome è oggetto di alcune dispute. Molti considerano questa denominazione come “gli uomini di Builg” o “gli uomini delle borse”, o possibilmente “gli uomini con le lance”, in quanto bolg significava “lancia” o per paragone con la parola in irlandese moderna bolg, che significa “addome” (e originariamente significava “sacca, borsa”). Alternativamente, ci si può riferire alla tribù Belgae, il cui nome significava “coloro che risplendevano” (dal Proto-Celtico *belo, che significa “lucente”). Nell’Irlandese primitivo, boillsg significava “raggio”; dal Proto-Celtico *bolg-s-cio-; collegato al Latino fulgeo, “brillante”, Inglese effulgent, Lituano blizgù e persino Russo byela (bianco).




[6] Un torc, o torq o torque, è una collana a forma di anello, rigida e circolare, aperta alle estremità che vanno sul fronte. I torc sono tipici gioielli sciti e celti, prodotti nell’Età del Ferro in Europa, dall’VIII secolo a.C. al III secolo d.C. Il torc celtico scomparve nel periodo delle migrazioni, ma le collane in metallo dell’Età Vichinga sono anch’esse definite torc.




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