Guido De Marchi
L´ombra del verso

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Titolo L´ombra del verso
laboratorio di poesia e immagini
Autore Guido De Marchi
Genere Poesia      
Pubblicata il 11/03/2008
Visite 11202
Punteggio Lettori 64
Editore Liberodiscrivere® edizioni (STUDIO64 srl Genova)
Collana Il libro si libera  N.  36
ISBN 978-88-7388-160-5
Pagine 98
Note Lavoro a due mani di poesia e immagini di Francesco Brunetti e Guido De Marchi
presentato da Francesco Dario Rossi
Prezzo Libro 8,00 € PayPal
Cosa si ottiene lavorando su qualcosa di altrui?

È una domanda che nell’ambito del circolo Banchina ci si è posti più volte e ne sono scaturite risposte alquanto diverse:

- Si può operare in antitesi

- oppure in sintonia

- si può dar vita ad una analisi del lavoro letto

- si può creare un contenitore nel quale l’opera venga inserita in un altro contesto creativo, come un cammeo

- si può prenderne spunto e costruirne una nuova e diversa...

L’elenco può essere compilato all’infinito...

In ogni caso siamo sempre in presenza di un’operazione che vede interagire una realtà creativa con un’altra, nell’ambito di un progetto comune, dove è possibile riprendere tutto il materiale e tentare ulteriori varianti.

È una prospettiva affascinante, densa di incognite.

Una tenzone, per gli autori, nella quale cimentarsi e aprirsi a nuove sperimentazioni... un laboratorio, appunto.
Componenti essenziali della poesia sono la ricchezza di immagini e la potenzialità evocativa. Il lettore, secondo la propria sensibilità, proietta le immagini evocate sullo schermo della mente, le vede, le ammira, si commuove. Ma è un’ammirazione, un’emozione personale, difficile da comunicare agli altri.
In questa raccolta di versi “illustrati” si percorre una strada nuova e difficile, ma emozionante.
Partendo dai versi di Francesco Brunetti, Guido De Marchi ne ha dato una lettura in prosa e illustrata con foto elaborate al computer. A sua volta Brunetti ha concluso il circolo creativo con distici di particolare intensità espressiva, che allargano in estensione e scavano in profondità il senso dei versi iniziali e delle immagini, in dimensioni senza spazio e senza tempo.
Il circolo virtuoso e creativo attinge quindi la valenza universale della vera arte, che trascende l’occasione, l’hic et nunc con-tingente per “lidi e aure” con un soffio di eterno.
La nostra civiltà è caratterizzata dall’ipercomunicazione, dall’eccesso di immagini multimediali che ci coinvolgono, stravolgono, frastornano. Fotogrammi, videoclip, filmati, spot pubblicitari riempiono i nostri occhi, si fissano nelle nostre retine. Se chiudiamo gli occhi, la mente fatica a “vedere” in una dimensione di sogno. È abbagliata dalla saturazione e sovra-esposizione ad immagini imposte dai media con fini commerciali e di propaganda.
E nello stesso tempo ci stiamo disabituando alla fantasia, al sogno, al profumo dei ricordi e delle speranze. Diventiamo “disabili della fantasia”.
Ma la poesia e l’arte non muoiono, non possono morire.
“L’ombra del verso” ce lo dimostra, già dal titolo felicemente metaforico.
Il verso ha sempre avuto un suono, un’estensione metrica. Qui ha anche un’ombra che lo staglia nello “scalcinato muro” delle nostre esistenze.
L’ombra è stata da sempre suggestiva. Si pensi al mito della caverna nel dialogo di Platone. Si pensi alle ombre cinesi. Ombra è una parola dalla forte valenza polisemica; è una parola con un alone di senso ampio e sfumato.
Tutti i versi veramente poetici hanno un’ombra che penetra dentro di noi e nei nostri occhi.
In questo libro si è lavorato creativamente attorno a questa ombra. Si sono cercate immagini, con luci e ombre, con chiaroscuri, che parlassero direttamente alla vista dei lettori. Qualche amante della poesia, abituato a dialogare direttamente con i versi, a farseli riecheggiare nell’animo senza interferenza altrui, potrebbe torcere il naso. Ma le riletture in prosa, le immagini in bianco e nero, le sintesi dei distici a mio avviso non creano una saturazione di sensazioni. La poesia di Francesco Brunetti è talmente sinestetica (nel significato etimologico di complessità e unione di sensazioni trasmesse) che le foto e le riletture coprono soltanto una minima parte dello spettro di immagini che essa evoca.
Per il lettore rimane libero un arco amplissimo di tale spettro, di tale prisma policromatico.
Ci auguriamo che molti lettori-poeti possano inserirsi in questo prisma creativo. Poesia genera poesia, arte genera arte. E poesia e arte son aria pura, sono sogno, sono salvezza. SEMPRE E COMUNQUE.

Francesco Dario ROSSI
Cosa si ottiene lavorando su qualcosa di altrui?

È una domanda che nell’ambito del circolo Banchina ci si è posti più volte e ne sono scaturite risposte alquanto diverse:

- Si può operare in antitesi

- oppure in sintonia

- si può dar vita ad una analisi del lavoro letto

- si può creare un contenitore nel quale l’opera venga inserita in un altro contesto creativo, come un cammeo

- si può prenderne spunto e costruirne una nuova e diversa...

L’elenco può essere compilato all’infinito...

In ogni caso siamo sempre in presenza di un’operazione che vede interagire una realtà creativa con un’altra, nell’ambito di un progetto comune, dove è possibile riprendere tutto il materiale e tentare ulteriori varianti.

È una prospettiva affascinante, densa di incognite.

Una tenzone, per gli autori, nella quale cimentarsi e aprirsi a nuove sperimentazioni... un laboratorio, appunto.

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