Carlo Menzinger
IL SETTIMO PLENILUNIO - CALL CENTER

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Titolo IL SETTIMO PLENILUNIO - CALL CENTER
Capitolo 3
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
Agli illustratori volenterosi che si uniranno a noi in questo gioco
Pubblicata il 07/05/2008
Visite 4673
Punteggio Lettori 18
Note Vorremmo trasformare questa storia in un libro illustrato con la partecipazione di vari disegnatori. Se Vi va di essere dei nostri, contattatemi. I disegni finora ricevuti sono su http://menzinger.splinder.com

SCRITTO DA CARLO MENZINGER E SIMONETTA BUMBI, CON LA COLLABORAZIONE DETERMINANTE DI SERGIO CALAMANDREI


 



– Buongiorno, sono Stefano, in cosa posso esserle utile?

– Senta Stefano, oltre che un nome, Lei ha anche un cognome?

– Certamente.

– E allora me lo dica, perché è la quattordicesima chiamata che faccio al vostro call center e ogni volta mi raccontano una cosa diversa. Voglio sapere con chi sto parlando. Non tollero questo mezzo anonimato dilagante di gente che si presenta solo con il nome.

– Come vuole, non ci sono problemi.

– Problemi ci sono, sennò non chiamerei.

– Mi dica, allora, di cosa si tratta…

– No, mi dica prima LEI il suo cognome – quel pronome era talmente sottolineato nella frase che con il suo peso sembrava trascinarla verso qualche abisso grammaticale.

– Glielo dico subito Signore… Oh, un calo di tensione improvviso, Signore, potrebbe cadere la linea….

– Bastardo! Ha riattaccato! – imprecò De Mastris rivolto contro il muro, da cui si era vaporizzata l’immagine tridimensionale dell’operatore. Avesse avuto tra le mani quello Stefano, gli avrebbe strappato il cuore dal petto e poi glielo avrebbe fatto ingoiare. Ma chissà in che parte di mondo era quel call center, ormai li avevano tutti spostati dall’Europa. Forse gli addetti rispondevano da un paese dell’Unione Europea Allargata, uno di quelli con le agevolazioni, come il Marocco o l’Azerbaigian. Forse era un lituano al quale avevano fatto un corso per imparare l’italiano con accento milanese. Devo cambiare approccio, pensò De Mastris, o non avrò mai quella linea.

– Buongiorno, sono Silvio, in cosa posso esserle utile? – rispose un viso sorridente, materializzandosi davanti al tavolo.

– Buongiorno, sono Piero De Mastris. Chiamo per questa linea di psyco-comunicazione tridimensionale, la Tripsyco, cui ho aderito cinque mesi fa. Si trattava dell’offerta “velocissimo and Fastissimo”.

– Sì, l’offerta superflat, senza costi di istallazione.

– Così dovrebbe essere, però mi è arrivata una bolletta con 750 dolleuri di costi di istallazione e con otto canoni mensili, ognuno addebitato per un importo doppio rispetto a quello indicato nell’offerta.

– Aspetti, che controllo… Ah, è chiaro, quell’offerta valeva solo se la linea veniva attivata entro lo scorso mese, mentre la sua linea non risulta ancora installata.

– Esatto, per cui faccio presente tre problemi:

1) perché dopo cinque mesi non mi avete ancora attivato questa strabenedetta linea straveloce?

2) perché mi sono stati addebitati i costi di istallazione di una cosa che non è stata installata?

3) perché mi vengono richiesti otto canoni mensili, se ho richiesto l’attivazione cinque mesi fa?

– Vedo nella sua scheda che ha già chiamato più volte.

– Con questa sono quindici.

– Per il problema di fatturazione dovrebbe mandare un cifrex al nostro Numero Verdissimo.

– Già mandati tre cifrex e due e-vision raccomandate.

– Riprovi, io farò presente il suo caso a un mio collega che sta con una dell’amministrazione e vediamo se così si riesce a mettere a posto la cosa. Non è che conosce qualcuno di importante che la possa raccomandare, questo sveltirebbe un po’ le cose…

–… – non rispose De Mastris.

– Ecco, ho già mandato una psyco-mail al mio collega… Per quel che riguarda la mancata istallazione, inoltro un sollecito alla ditta a cui abbiamo subappaltato il servizio nella sua area… A dire il vero, Lei sta in una zona piuttosto isolata, Signore.

– La vostra pubblicità diceva: “velocissimo, anzi, di più, ovunque, comunque, quantunque, e dunque?”. Ovunque significa: in ogni luogo.

– Certo, Signore, faremo fede ai nostri impegni. È che il tecnico che segue la sua zona ci ha dato qualche problema in passato. Le assicuro che lo contatterò personalmente ed entro la fine della settimana lui verrà a trovarla.

– Silvio, Lei mi pare un bravo ragazzo – lo blandì spudoratamente il cliente.

– La ringrazio – rispose l’addetto. “Dove vuole arrivare, questo?” si chiese.

– Ha un accento romano.

– Sì, sono di Trastevere.

– Ah. Un romano verace? Romano de’ Roma, eh?

– Beh…sì. In un certo senso.

– E da quale zona viene? EUR, Prati…

– A metà strada… – azzardò il ragazzo.

– A metà strada? Ma a quale zona abita più vicino?

– Prati – tentò.

– Davvero? Proprio davanti all’Isola Tiberina, bello!

– Eh sì. Da casa vedo il mare.

– E anche il Monte Bianco, magari? Ragazzo, tu sei romano come Abramo Lincoln. A Roma non ci sei neanche mai stato. I Prati non sono a Trastevere e non stanno certo davanti all’Isola Tiberina e, soprattutto, questa non sta in mezzo al mare, ma sul fiume. Dimmi la verità, Silvio, di che nazionalità sei? E da dove parli? – l’averlo colto in castagna sembrava autorizzare il De Mastris a passare da quell’ostentato “Lei” ad un confidenziale “tu”.

– Questi sono segreti aziendali, Signore. Non posso dirglielo.

– Dimmelo.

– Non so perché glielo dico, Signore, ma mi chiamo Borat Vinokourov, sono kazako e lavoro ad Aktau.

– Bene, Borat. Tu sai che se questo maledetto tecnico non viene da me entro stasera, io ti raggiungo lì sul Mar Caspio e ti squarcio la gola… Lo sai che lo farò, vero?

– Sì, Signore. Ho perfettamente compreso la situazione. Contatterò subito, di persona, il tecnico, solo che è un italiano, e ci ha dato parecchi problemi negli ultimi tempi…

– Questo non mi interessa. HO BISOGNO del collegamento psycoweb immediatamente. NON POSSO attendere oltre.

– Sì, Signore.

Borat Vinokourov riattaccò, si tolse la cuffia e si mise la testa tra le mani, curvo sul suo banco di sessanta centimetri per quaranta. Dopo un paio di minuti rialzò il capo e osservò attorno l’immenso capannone dove lavorava con i suoi tremilaseicento colleghi. Compose poi un numero italiano e, mentre attendeva che il tecnico rispondesse, alcune lacrime gli scorsero lungo le gote. E non erano di nostalgia per il ponentino di Roma.


 



(CONTINUA)

 

Il romanzo è ora edito da Liberodiscrivere, cui può essere ordinato. Il resto del capitolo è stato pertanto cancellato.

La scheda del libro è http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159373

Per maggiori infrmazioni vedi anche http://sites.google.com/site/carlomenzinger/home-1/i-nostri-libri/il-settimo-plenilunio


Questa è una storia da leggersi guardando le immagini realizzate da diciassette illustratori, che potete vedere qui http://menzinger.splinder.com/tag/il+settimo+plenilunio.

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