Carlo Menzinger
IL SETTIMO PLENILUNIO - ROSSO TIZIANO

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Titolo IL SETTIMO PLENILUNIO - ROSSO TIZIANO
Capitolo 4
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
A chi ha voglia di disegnare
Pubblicata il 16/05/2008
Visite 4554
Punteggio Lettori 44
Note Partecipa anche tu a questa Gallery Novel. Interpreta questa storia con un tuo disegno e mandacelo. Lo inserirò nel mio blog htpp://menzinger.splinder e i migliori illustreranno il romanzo. Guarda sul blog i disegni pervenuti sinora.

SCRITTO DA CARLO MENZINGER E SIMONETTA BUMBI, CON LA COLLABORAZIONE DETERMINANTE DI SERGIO CALAMANDREI


 



 


 

I suoi folti capelli erano di un violento rosso tiziano, ma la carnagione era talmente candida da far paura, quasi cadaverica e, di conseguenza, al minimo raggio di sole le si arrossava. Quindi, per precauzione, indossava sempre un cappello a falde larghe che, oltre a proteggerla, donava un certo non so che a quel visino tondo e a quegli occhi verdi a mandorla, che invitavano, chi la guardava, a sgranocchiarla come un pistacchio. Aveva gambe ben modellate e sode, che usava come letali armi da battaglia nell’eterno scontro con l’altro sesso. Nell’insieme aveva un aspetto alquanto conturbante. Quel pallore, la sua magrezza, quegli occhi verdi e quella criniera rossa formavano un insieme che incuteva nel contempo istinti di protezione, desiderio di sprofondare nel chiarore di quegli occhi, ma anche un certo timore per quell’aspetto un po’ feroce che le derivava dalla folta chioma e dal suo ostentare un passo sensuale e aggressivo.


 

Girava disinvolta per la casa come se non avesse nulla da fare, ma sapeva bene che, se fosse arrivata in ritardo anche quella mattina, sarebbe stata la volta buona che l’avrebbero licenziata.


 

Ciononostante, finì di truccarsi con cura e precisione. Le mancava di indossare i suoi stivali neri con i tacchi a spillo, quando ricevette un messaggio dal suo talk: “mancano 5 minuti all’ora richiesta”.


 

“Devo fare in fretta, pensò, altrimenti Susanne mi fregherà anche questa volta”.


 

Prese la giacca, la borsa e la scheda della macchina e si chiuse la porta alle spalle, sbattendola.


 

La fortuna sarebbe stata dalla sua parte quella mattina, se lo sentiva.


 

Salì in macchina e partì.


 

Non ci mise molto ad arrivare, stranamente il traffico si era dileguato al suo passaggio, e tutto era filato liscio come l’olio. Salì in fretta la lunga scalinata che la separava dall’entrata dell’ufficio e, come sempre, sorrise al ticchettio dei suoi tacchi, perché le ricordava il lavorio di un picchio. A qualcun altro faceva pensare, invece, al suono di un’antica mitragliatrice. Certamente era un suono che molti in ufficio sapevano riconoscere. Ogni volta c’era qualcuno che si girava per godersi lo spettacolo. Altri (e altre) si appiattivano contro i muri, in attesa che quell’uragano di fuoco scoppiettante fosse passato oltre.


 

Continuando a sorridere, entrò con affanno nel grande ufficio e si diresse alla sua scrivania. Gettò la borsa e si sbracò sulla poltroncina con aria soddisfatta, per aver raggiunto il suo traguardo in perfetto orario.


 

“Ce l’ho fatta, oggi ho vinto io”.


 

– Salve Esha, ti vedo sconvolta, qualcosa non va?


 

– Ciao, Susanne, affatto, è tutto sotto controllo.


 

“Che ipocrita” pensò ”Sconvolta? Ma se sprizzo soddisfazione da tutti i pori? Quel mezzobyte di donnetta non vede l’ora di farmi fuori e fa finta di preoccuparsi per me, ma… E poi chi le dà il permesso di chiamarmi Esha (così mi ci chiamano solo gli amici), forse perché è il mio capo? Il mio nome è Esharhamat per tutti qui dentro, in particolar modo per lei che non sopporto! Ma guarda un po’ con chi mi tocca avere a che fare, oltre a tutto il resto, per quattro soldi! Tutti se ne approfittano perché sono piccolina, ma non sanno che palle ci sono qui sotto. Uffa!”


 

Lasciò che i brutti pensieri prendessero un’altra strada e cominciò a sistemare le sue cose prima di rivolgersi all’assistente per ricevere direttive gestionali di quella nuova giornata.


 

Il lavoro era tutto programmato: chi arrivava prima riceveva più progetti, fra telefonate da effettuare e schede magnetiche da completare e, se non si riusciva a terminare ciò che ci si proponeva, si poteva chiedere a qualcuno di completare il lavoro. Naturalmente più si lavorava e più si guadagnava, quindi ci si faceva in quattro per fare tutto da soli, in modo da farsi pagare il più possibile.


 

Spinse il pulsante verde, che divenne subito rosso, e le notizie cominciarono a confluire sul suo PC.


 

Infilò velocemente il visore e i suoi appuntamenti le fluttuarono davanti agli occhi, come se fossero scritti nell’aria di fronte a lei. Avrebbe effettuato prima le urgenze evidenziate in giallo, poi avrebbe pensato a quelle in verde e poi alle rosa. Era questa la procedura. Semplice e chiara.


 

 “Tre telefonate hanno la precedenza in eguale maniera, tanto vale tirare a sorte”.


 

In quel momento, però, un logo a lei ben noto lampeggiò virtualmente al centro della stanza. Quel segnale aveva precedenza assoluta. Passava davanti anche ai gialli e persino ai rossi e ai neri. La donna batté le ciglia per consentire l’accesso.


 

La voce della psyco-mail le penetrò direttamente nel cervello, senza produrre nessun suono.


 

– Adesso? – chiese Esharhamat dopo qualche secondo.


 

– Avete verificato che sia un soggetto V? – chiese, poi, dopo aver ascoltato la risposta.


 

La sua voce veniva ogni volta trasformata in psyco-mail e trasmessa nella mente dell’interlocutore.


 

– Qual è il motivo della visita? – domandò ancora. – Un disservizio… Capisco. Dev’essere piuttosto incavolato, allora.


 

Dopo aver interrotto il contatto, si collegò ad un nuovo indirizzo e attese.


 

– Buongiorno, sono Esharhamat della succursale italiana della Fastissimo, ho ricevuto la segnalazione della sua chiamata, Lei è il signor Piero De Mastris?


 


 


 

(CONTINUA)

 

 

Il romanzo è ora edito da Liberodiscrivere, cui può essere ordinato. Il resto del capitolo è stato pertanto cancellato.

La scheda del libro è http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159373

Per maggiori infrmazioni vedi anche http://sites.google.com/site/carlomenzinger/home-1/i-nostri-libri/il-settimo-plenilunio


Questa è una storia da leggersi guardando le immagini realizzate da diciassette illustratori, che potete vedere qui http://menzinger.splinder.com/tag/il+settimo+plenilunio.

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