Carlo Menzinger
IL SETTIMO PLENILUNIO - LA CHIAMATA

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Titolo IL SETTIMO PLENILUNIO - LA CHIAMATA
Capitolo 7
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
A tutti gli illustratori di questa gallery novel
Pubblicata il 23/06/2008
Visite 4369
Punteggio Lettori 9
Note Chiunque volesse partecipare a questo romanzo collettivo inviando propri disegni, può visitare il blog http://menzinger.splinder.com/tag/il+settimo+plenilunio, la cui visione è raccomandata a tutti.

SCRITTO DA CARLO MENZINGER E SIMONETTA BUMBI, CON LA COLLABORAZIONE DETERMINANTE DI SERGIO CALAMANDREI


– Pronto – Chew rispose alla psyco-mail con tristezza e rassegnazione. Non gli restava che sperare si trattasse di un posto vicino e di una richiesta facile. Una chiamata a quell’ora gli avrebbe sicuramente fatto saltare tutti i piani di ritorno a casa.
– Salve, sono Esharhamat, c’è una chiamata per istallare un collegamento psycoweb nel settore H15. Priorità Alfa.
– Il settore H15? Fammi pensare… non è quello in fondo alla statale 18?
– Esattamente – rispose la voce femminile nella sua testa.
– Sarà a cinquanta chilometri da qui, cavolo, ed oggi è venerdì.– sbottò il giovane tecnico – Tra due minuti avrei finito il mio turno. Questo mi rovina completamente la serata!
– Non essere pessimista, ragazzo: non saranno più di trentotto chilometri.
– Diamine! Non è mica molto meglio. Ho anche l’idrobike da ricaricare.
– Quanta autonomia ha?
– Non ricordo. Ma non arriva a ottanta chilometri.
– Si può andare e tornare senza ricaricare. Sta tranquillo. Ci si vede al check-out tra 5 minuti.
– Come? Vieni anche tu?
– Sì.
– Ma non è previsto dal regolamento. Ci vuole il visto di un dirigente per andare in due ad un appuntamento, costa trop…
– Ho tutti i visti che servono, non ti agitare, amico – rispose estraendo un badge e sventolandoglielo davanti.
– E come li hai ottenuti? E soprattutto chi è che vuole che si vada in due ad un appuntamento?
– Sono le nuove politiche commerciali. Questo è un pezzo grosso e si è già incazzato abbastanza. Vogliono che mentre tu risolvi il problema tecnico, io mi lavori il tipo.
– Hanno paura che io sia scortese? Che gli dica le parolacce? – ironizzò. Poi riassunse un tono più professionale – Non ho mai lavorato con te. Sei la nuova commerciale del settore H?
– Esatto. Per chiacchierare abbiamo ottanta chilometri di strada. Rimandiamo le presentazioni formali a dopo – lo derise la voce della ragazza, che gli arrivava dritta nel cervello attraverso la psyco-mail.
– Ok. Chiudo – concluse Chew.
Erano ormai tre anni che lavorava in questa ditta, che aveva il subappalto da Fastissimo. Era un lavoro ingrato, orari massacranti, spostamenti continui ed una paga non certo eccezionale. Chew, però, era contento lo stesso, almeno un lavoro ce l’aveva. Molti suoi coetanei vivevano ancora d’espedienti, soprattutto i suoi connazionali.
Chew aveva ventun’anni. Era un ragazzo sveglio e si era diplomato in fretta con buoni voti e questo gli aveva aperto presto le porte prima di una società d’elettronica e poi, grazie alla raccomandazione di un suo zio, era riuscito ad entrare in una miniazienda, che in quella zona si occupava delle istallazioni e manutenzioni per Fastissimo, la società locale della multinazionale delle comunicazioni tridimensionali. Di regola Fastissimo cambiava i subappaltatori ogni due o tre anni e questo, in quei tempi di precarietà era un gran bel lungo periodo di lavoro assicurato. Sempre che nel frattempo la multinazionale non decidesse di lasciar fallire Fastissimo. Questo di solito accadeva alle succursali locali ogni sette od otto anni, principalmente per evitare di rimborsare un po’ di bond e per ricontrattare i rapporti di lavoro e le concessioni statali.
Chew, però, se era contento di avere un lavoro, non lo era altrettanto della sua vita. Era stato un paio d’anni con una bella ragazza immigrata dalla Repubblica Itinerante Berbera, l’unico stato a non avere confini, ma, dopo una serie interminabile di divergenze su quasi tutti gli argomenti possibili, si erano lasciati. Chew, però, l’aveva amata molto e l’amava ancora. Continuava a struggersi per la sua perdita e a rimproverarsi di non essere stato abbastanza comprensivo.
Lei, però, non voleva più neanche parlargli.
Chew viveva con la famiglia di suo fratello e sua cognata in un piccolo appartamento di periferia, dove pagavano un affitto esagerato, ma di meglio non si trovava. Da poco tempo aveva una nuova ragazza. Le voleva già molto bene, ma non pensava di amarla veramente. Quella sera, però, lei era di servizio e non si sarebbero potuti vedere.
Dunque quel week end non aveva impegni particolari. Ugualmente si sentiva stanco e avrebbe voluto tornarsene a casa e buttarsi sul letto a guardare un virtual match di ball-kicking o qualche vecchia proiezione 3D. Di prendere quell’ultimo incarico non aveva affatto voglia. Quella sera, anche se nessuno l’aspettava, voleva tornare a tutti i costi a casa prima di mezzanotte. Era una delle sue serate speciali. Una volta al mese si chiudeva in casa e non voleva vedere nessuno.
“Se non altro il commerciale di Fastissimo è una donna” pensò “ed ha anche una bella voce. Ma che strano nome! Chissà da dove viene”.
Scese al check-out, che si trovava proprio accanto al parcheggio. Notò una rossa dai vestiti attillati e dal largo cappello. Non c’era nessun altro. I piccoli seni risaltavano prepotentemente sotto la maglietta. Gli stivali coprivano solo in parte le belle gambe, scoperte dalla coscia in giù.
“Uhm!” pensò “strano vestito per una commerciale”.
Si avvicinò, preparando il tesserino per sbloccare l’idrobike ed aprire il cancello del parcheggio.

(CONTINUA)
 

 

Il romanzo è ora edito da Liberodiscrivere, cui può essere ordinato.

La scheda del libro è http://www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159373

Per maggiori infrmazioni vedi anche http://sites.google.com/site/carlomenzinger/home-1/i-nostri-libri/il-settimo-plenilunio


Questa è una storia da leggersi guardando le immagini realizzate da diciassette illustratori, che potete vedere qui http://menzinger.splinder.com/tag/il+settimo+plenilunio.

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