Maldola Rigacci
GEISHA

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Titolo GEISHA
Autore Maldola Rigacci
Genere Poesia - Amore      
Dedicato a
Renzo, principe dei mari della Cina
Pubblicata il 31/05/2004
Visite 4676
Scritta il 31/05/2004  
Punteggio Lettori 127
Note Ascoltate, se volete, in sottofondo "China girl" di David Bowie... se vi interessa richiedetemi la versione multimediale della poesia che vi posso inviare per e-mail

GEISHA

Per biondo era biondo
da bruciare un vapore
d’api d’oro fra le lenzuola
leggere di me bambina
nelle notti aspettate per sogni
a fiabe obbligate.

E dolcesorriso aveva sempre treni
su binari di pioppi diritti
e orologi bianchi bianchi
a scandire amori ben predisposti
negli scaffali dei suoi grilli zoppi.

Occhi azzurri, oh occhi azzurri,
in un maggio a grappoli di lune d’afa
fra ginestre in sospetto d’audacia
m’offrì un sospiro veloce
e sacerdotessa casta mi volle
in vesti di candido nardo pura mi volle
per anni di donne dagli occhi di mela verde verde
sulle pensiline di un’unica voglia.

Così masticai l’erba di San Giovanni
nei tini della fattucchiera, quella zoppa
dei canneti di stagno,
e dormendo nell’urna di cristallo
esiliata ogni rugiada dai mattini
sposai re e poveri diavoli
rapii principi e locandieri.

E poi, le tue mani
benedette le tue mani amore mio
sottili mani brune
lucenti come mandrie di cavalli
in danza d’onde sotto spade di stelle,
le tue mani d’orientale antico
principe dei mari della Cina,
dispersero la mia mente fra il tuo corpo,
scorrevano in me
dalle caviglie inchiodate a spine di rosa
alle tempie in battito di dolcezza.

Scorrevano fiumi dilaganti
gli argini d’ ogni marea,
pesci d’argento morivano sulla battigia
farfalle nere accendevano gli abissi.
Benedette le tue mani, amore mio
nel gesto di un silenzio misterioso
a far tacere ogni memoria
di fame e di sonno.

Per i tuoi occhi scuri scuri
scaglie d’un sacro serpente,
per la tua voce viola
raccolta sul cuscino
dei miei sfinimenti,
tagliai i capelli
oscurai gli occhi di topazio
di nebbia avvolsi
bocca e naso e ogni segno
di me stessa.

Per mille anni masticai fragole
a colar profumi per la tua mensa.
Misi veste rossa
e lasciai tu disegnassi
a capriccio
una geisha gentile
sul mio volto immobile e sereno.


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