Maldola Rigacci - NELLA VALLE DEI SOVRANI D’ORO

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Titolo NELLA VALLE DEI SOVRANI D’ORO
Autore Maldola Rigacci
Genere Poesia - Amore      
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Nell’unica valle
dove il cielo fiorisce nell’oscurità delle rocce
i giardini sono di gesso,alla brezza
d’un’ antica arenaria s’inclina il loto
di sovrani d’oro
la morte vi disegna sorrisi troppo rossi.
La luce nasce e muore intorno alla cima d’occidente
come il volo circolare d’un falco perduto.
Le nuvole hanno trovato pasto d’avvoltoi
la bocca del silenzio ha dissolto lo scrigno d’ogni segno
e la pietra brucia
d’amore perfetto.
Portavoce dell’oro che dorme nei re
torni dalla dimenticanza
e mi sogni.
Sono un vestito strano
ore sempre riparate all’ombra
incerti i piedi sui gradini dei giorni e degli dei.
Re d’oro
bevo la tua sete, mangio la tua fame
nel mio corpo nudo non faccio più ordine
signore occhi lunghi
i sentieri del mio paese sono notti nere
come foreste di cui le stelle hanno paura.
Coprirò la via del ritorno di vipere e mosche
lascerò alla luna mari e maree
un filo rosso a sette nodi a sbarrare la mia casa.
Per il mio corpo nudo
solo attracco il tuo fiume
e un sicomoro a liberare pudore e riposo.
Mi sogni
nell’oscurità della spianata ardente, signore occhi lunghi,
mi sogna
il leone dorato del tuo carro in frantumi
e il cobra che guarda sibilare il tempo.
Sono solo pelle.
I miei capelli sono lacci
per le gazzelle del tuo giardino
il mio viso un acquamanile fresco
per il tuo indice stanco di preghiere
i miei occhi trasparenza a riflettere
ogni donna del tuo ieri
il mio collo una conchiglia dove nasconderti e dormire
le mie spalle rive in ceste
di pensieri vagabondi per le sere accaldate
i miei seni vasi d’olio per le tue offerte assorte
il mio ventre un sontuoso mantello
a liberare le parole che coprono
le piogge del delta.
Pelle solo pelle voglio essere
assottigliato ogni pudore e riposo
cieca ad un’infanzia di glicini a primavera
e fate piangenti sulla culla.
Incerta
troppo incerta
a questo sole
che intrecciò antichi respiri.

Allora svegliami
d’amore
all’azzurro che morde la valle
d’amore guidami nei giardini di gesso
e non mi abbandonare
quando sogno in questa luce
che del sole è un inganno rovente.



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