Maldola Rigacci
IL NOME DEL DESIDERIO

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Titolo IL NOME DEL DESIDERIO
Autore Maldola Rigacci
Genere Poesia      
Dedicato a
tutti coloro che si sentono "condannati" a desiderare l’Assoluto
Pubblicata il 24/11/2004
Visite 4585
Punteggio Lettori 127
Note nata dall’incontro della mia Compagna Inquietudine con un bellissimo allestimento teatrale della "Salomè" di Oscar Wilde. Chi fosse interessato può richiedermi la versione multimediale, la manderò per e-mail
IN NOME DEL DESIDERIO ( ispirata a Salomè di O. Wilde)

Sfinita
in rosso
d’arpe a modular attese
nelle lande dove pavoni sontuosi
cerchiano senza fine
deliri adagiati in piaghe
di carne prigioniera
la luna
martella il mio desiderio,
fiore così bianco
si lambisce in uno specchio d’argento.

Nella sera che attorciglia i suoi venti
alle spire di inutili profumi,
nella sera dei profeti
e degli incubi che s’alzano
e ricadono nel silenzio dell’erba,
al desiderio
dai un nome, un canto, una danza
fanciulla,
dagli un nome finchè
si zittisca l’aria nell’ali dei pipistrelli,
s’impiglino i sussurri nelle bocche
e gli angeli si addolorino
in uomini troppo puri.
Notte
così rossa
la luna spumeggia
al sangue,
il desiderio vuole un nome
Salomè fanciulla,
un nome a ritornare
da distanze di vette
esiliate nella terra dell’abbandono
come colomba liberata
da freddi candori.

Con canti
ho gonfiato i silenzi,
di desideri ho colmato le mani,
di sentieri ogni corpo,
nella mia mente
come chicco rannicchiato
in dura splendente pannocchia
cantilena un unico nome,
luna voce d’acqua,
luna pantera su ramo di cristallo,
il mio nome può avere
la luna,
il desiderio può avere
la luna,
verso i miei seni nella lingua del fiume,
la schiena s’inclina a ramata dolcezza
come rosa di fichi nel sole meridiano,
la bocca un anello a cingere respiri,
incide il desiderio una lama
d’oro su cosce d’acanto.

Tutti i nomi sono ingannati
Salomè fanciulla,
un velo giallo per il primo
per l’ultimo l’aurora dovrà morire
in follia di collo piegato
a chiamare un Dio incatenato
a spazi vuoti.
La luna, fanciulla,
chiamerà flotte di stelle
erigeranno un muro
al tuo desiderare eterno
in immobile quiete di carne.
Sognerà la tua danza il signore
di mille donne riflesse
in ombelichi teneri e malinconici
corpi annunciati per ghirlande d’assenza.
Sognerà la tua danza la donna
magnolia disseccata al riparo dell’alba
ma nel ventre le dita dorate del vento,
tutti sogneranno
fuoco perenne
che in tutti arde
e non arde in nessuno.

Sola
ondulerai il ritmo perfetto
della tua sete
unica acqua al desiderio.

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