Maldola Rigacci
NATA CON L’OLIO DELLA FATTUCCHIERA

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Titolo NATA CON L’OLIO DELLA FATTUCCHIERA
( 2 o 3 cose che so di me )
Autore Maldola Rigacci
Genere Poesia - Introspettiva      
Pubblicata il 29/09/2005
Visite 4831
Punteggio Lettori 127
Ho cuore d’albero
di nave
da preferire il fondo
come d’annegata
in notte di cani vagabondi
con le ferite nei talloni
piuttosto.
Non divori ruggine di luna
i fili d’acqua dei miei silenzi
sanscriti sbalzati di vento
alla secca dello scafo,
non scoppi l’onda né s’accigli
negli abiti d’addio degli abissi.

Come sabbie di carovane tutto mi cresce
in nubi d’ombre ad allucinare tempo vecchio
cent’anni vene di grano molle e pazienza
cent’anni e mezz’ora d’amore per
una morte piccola e maliziosa.

Salpano le mie bianche città
fondendo confini
in precipizi di ore folgorate
che le ruote degli orologi
scavino vane nell’infinito
piuttosto,
ma gridi la quieta combustione
di ogni mio ormeggio
dalle terre della madre.

Dico sgomento bruciando da mani
dischiuse
come uccello roco che taglia il vento
e su ponti incerti stringe il sole
per vedermi
corpo nudo di reti
luce inclinata d’epilogo incanto
al balzo del cielo.


Mi bacerà chi è folle
senza sintassi
né paragrafi
al sentire primo
come vaso colmo di silenzio
da tenere sotto il vestito
per trafiggermi su un letto
duro di sorprese
che fuggo al rumore lieve
della saggezza.

Sono nata con l’olio
nella lampada della fattucchiera
e le Pleiadi immote
sghembe di noia.

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