Claudia Torello
Come nuova

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Titolo Come nuova
La vita dopo il trapianto
Autore Claudia Torello
Genere Divulgazione scientifica      
Pubblicata il 13/09/2006
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Punteggio Lettori 10
Editore Liberodiscrivere® Studio64 srl Edizioni Genova
Collana L’approfondimento  N.  5
ISBN 88-7388-085-1
Pagine 80
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Ecco il libro per quelli che preferiscono fare gesti scaramantici quando si parla di donazione degli organi. Ma anche per i trapiantati e le loro famiglie, che leggendo capiranno di essere meno soli.

Per i medici, perché si rendano conto quanto è prezioso ogni gesto del loro lavoro. E infine per i bambini, che insieme con le tabelline, possono imparare (con delicatezza) a conoscere la malattia.
Cosa comporta la vita con un pezzo di ricambio nuovo o meglio… quasi nuovo? E’ una illusione che affrontando un trapianto si concluda la vita di “paziente”?
È così tremendo e invalidante essere, ma soprattutto vivere, da “trapiantati”?
Questo libro non parla di trapianti, ma di trapiantati. Della loro vita, di come ogni cosa – anche la più banale - venga amplificata: il “dopo trapianto”, il quotidiano in 13 anni di vita “da trapiantata” di rene.
Il libro è dedicato a chi vive grazie ad un trapianto, a chi ha scelto di donare gli organi di un congiunto, a chi del trapianto ha paura anche solo a sentirne parlare, ai medici che del trapianto hanno fatto il loro lavoro.
Sì, raccontano che una trapiantata può vivere tranquillamente… Vero! A patto che riesca a “barcamenarsi” (e passare indenne) tra le innumerevoli visite, a mandare giù i commenti delle persone che la vedono gonfia per il cortisone e girare in pieno centro con una mascherina, tra gli occhi incuriositi della gente facendo finta di niente.
E per le vacanze: mare o montagna? Qualsiasi destinazione… purché ci sia il benestare del medico!
Ma sono certa che la donazione degli organi crescerebbe se le persone realizzassero che una persona trapiantata riceve in dono una cosa fondamentale: la vita! Dove vita vuol dire sposarsi, viaggiare, andare a fare la spesa, tenere a battesimo un bambino, poter lavorare, andarsi a comprare un paio di scarpe nuove, fare un corso di cucina, avere un sogno…
Spero che questo libro faccia sorridere e pensare allo stesso tempo.
Sorridere, però, come lo intendo io: ridere sopra una malattia che va accettata e vissuta senza angoscia; sorridere perché chi è stato trapiantato solitamente da ridere ne ha ben poco.
Lo dovevo alla mia amica Simona, che è stata trapiantata con me e che adesso mi sorride tra le nuvole e a chi il rene me l’ha donato: la mia mamma, che invece è qui con me.
Spero faccia sorridere anche loro.
Ecco il libro per quelli che preferiscono fare gesti scaramantici quando si parla di donazione degli organi. Ma anche per i trapiantati e le loro famiglie, che leggendo capiranno di essere meno soli.

Per i medici, perché si rendano conto quanto è prezioso ogni gesto del loro lavoro. E infine per i bambini, che insieme con le tabelline, possono imparare (con delicatezza) a conoscere la malattia.

Pagina dopo pagina ti accorgi che guardare in faccia la malattia vuole dire affrontare le questioni grandi della vita: l’amore, la perdita, la speranza, la memoria, la fede, la paura, la morte. Il racconto di Claudia non fa sconti. La prima reazione è chiudere il libro. La seconda è un formicolio ai reni. Ma quando arrivi a questo punto, ti accorgi che vuoi andare avanti, soprattutto per te stesso. Eppure quando giri l’ultima pagina non provi un senso di liberazione, perché chi scrive ha inoculato in ogni riga un antidoto collaudato prima di tutto su se stessa: l’ironia.

Grazie al sorriso insinua nel lettore lo stato d’animo della compassione, la capacità di sentire insieme con tutti i trapiantati e le loro famiglie ciò che hanno provato. E d’un tratto ti rendi conto che la malattia, se non è una fortuna, è una condizione – prima o poi comune a tutti – che ci avvicina al cuore della vita. Non c’è contraddizione tra la vita e la sofferenza, perfino quando culmina nella morte.

Claudia entra nella sala operatoria senza paura perché sua madre nella stanza accanto le sta donando il rene e la vita, perché sa che il medico è accanto a lei e nella sua chiesa gli amici stanno pregando. Alla fine esce “Come nuova”. E noi con lei dopo aver letto il suo racconto.



FERRUCCIO SANSA

(La Repubblica)

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