Carlo Menzinger
IMAMIAH

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Titolo IMAMIAH
Autore Carlo Menzinger
Genere Poesia - Sociale      
Pubblicata il 25/11/2006
Visite 5385
Scritta il 24/11/2006  
Punteggio Lettori 93
Note Endecasillabi. Rime ABCABCDD. <br>Imamiah è un angelo del Coro dei Principati.<br><br>P.S.: per favore non prendetemi troppo sul serio!

Rovente giunge nel tramonto cupo
Color del sangue di chi fu ucciso
Imamiah bianco e immenso sogno
Percorre le strade qual fiero lupo
E con immani colpi lui deciso
Le auto che incivil fan ristagno
In doppia fila lui dur capovolge
E con piroette in ciel le travolge.

Furioso soffoca con fiero soffio
Eterni scaltri evasor immondi
Con vorticar di fattur impagate
Popol del fisco frodator e loffio
Con eruttar ardente dalle grandi
Possenti nari ecco son spazzate
Tutte le vie e tutte l’ampie strade
Di queste ‘sì amate car contrade.

Ed ecco or che il suo soffio puro
Vomita lava sui contorti corpi
Di quei rachitici raccomandati
Che si rivoltan nel fiammar oscuro.
Con il suo passo possen aspre serpi
Di questo mondo pesta con pie’ beati
Imamiah il sommo, il grand’Imamiah!
Il giustiziere Imamiah. Ah! Ah! Ah!

Colossal ecco vien il grand’Imamiah
Gigante tra nani e ballerine
Ballerin in tanga e reggiseno
Il giustiziere Imamiah. Ah! Ah! Ah!
Nudo tra la folla lui scorge crine
Del peggior dei peccator senza meno.
Incandescente il suo sguardo vede
Politican farnetican che ride.

Con iracondo batter d’ali schizza
Volteggia, si proietta e si tuffa
E la volgare genia or travolge
Dei maghi dell’illusion che impazza
Della promessa nata mort’e goffa.
Ecco l’applauso or coral l’avvolge
Dei Principati suoi par e con loro
Cherubin plaudon con i Tron in Coro.

Ancor volteggia Imamiah con l’ali
Corrotti e corruttor tutti piega
Sotto i suoi roventi giusti colpi.
Dei bilan falsificatori sleali
e mistificator di bassa lega
E plagiatori e cantori turpi
di verità e moral biech’e false
Travolge ché in fallo tutti colse.

Ah, Imamiah! Ah, Imamiah celeste!
Il batter delle tue immense ali
Diffond’alfine la divin giustizia
Sulle nostrane facilone creste
Sulle volgari furberie mortali
Sull’arroganza e pur la malizia
La prepotenza soffia via dal mondo
Col perbenismo, il razzism orrendo.

Ecco incede Imamiah e spazza
Il moralismo più bigotto dei gonzi
I truffatori e gl’imprenditori
d’inganni e dei ladri la vil razza
e con lor tutti quegli altri stronzi
che degl’onesti si prendono gioco.
Imamiah li avvolge col suo fuoco.

Ah, Imamiah! Quanto t’abbiam atteso!
Tu non sarai l’Alfa né sei l’Omega.
Non suonerai le trombe del Giudizio
Universale. Nel tuo pugno teso
La chiave che l’Abisso a Dio piega
Non serri, né catene di topazio
Per domar il Dragone che c’ha presi,
Né tieni il quarto dei sette vasi.


Hai solo schiaff’e fiamme per i figli
Suoi, volgari e ridicol nani
Ma quanto bene ci fa il tuo vento
Quando quei vili un ad un sbaragli!
Quant’aria ci portano le tue mani
Se li colpiscono sul brutto mento!
Quanto ci scalda il cuor il tuo fuoco!
Davvero per gioir ci basta poco.

Ah, Imamiah! Grazie: C’hai liberato!
Grazie per non averci fatt’uguali
A chi si crede miglior di noi tutti
solo perché calpesta da ingrato
chi mollemente fare tutt’i mali
lo lascia e ride poi com’i matti.
Ah, Imamiah! Ah, Imamiah furente!
Ah, Imamiah! Ah, Imamiah ardente!

Firenze, 24/11/06

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