Mauro Macario
Silenzio a Occidente

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Titolo Silenzio a Occidente
CD-Audio allegato
Autore Mauro Macario
Genere Poesia      
Dedicato a
A Donatella,
che da altre vite ho amato in questa
e in vite future amerò ancora
Pubblicata il 10/04/2007
Visite 18269
Punteggio Lettori 16
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Nuda Poesia  N.  19
ISBN 978-88-7388-119-3
Pagine 148
Note Curatore prof. Francesco De Nicola
Fotografie di Giuseppe Gilardi
Prezzo Libro 13,00 € PayPal

La metafora per Macario, non è una figura letteraria: fa parte del suo pensiero profondo, dei suoi progetti di rivoluzionario. Léo Ferré

SILENZIO A OCCIDENTE

Più non ci rincorre
il senso del sogno
perduto tra la polvere
o nel suo bozzolo gelato
dove una crisalide abortita
non volerà
dalle crepe di un’era glaciale
alle nuvole barricate
di una memoria luminosa
che lascia l’utopia infrangersi
sulla nostra disfatta dorata
e sono argini sfondati
su speranze immolate
di un messaggero che s’affanna
oltre le linee
tra fuochi ormai spenti
in corsa verso nessuno
verso paesaggi in rovina
e tribù scacciate
che mutano controvoglia lo sguardo
volgendo in rancore
l’antico rimpianto

stiamo cadendo
a uno a uno
nella terra promessa
che mai attraversammo
con gli aneliti filanti
sfuggiti da un pugno di neve
nel cielo di maggio
per immaginare un mondo
al di là degli uomini
disciolto quel pugno
e anche quel cielo
nel raggio verde inumati
ridiamo di tutto
e del sogno moriamo

quando non ci saremo più
cadremo ancora da età lontane
per la nostalgia del corpo giovane
e l’improvviso risveglio nel tempo murato
issando palamiti vuoti
al largo dei venti
esausti bagliori
di riflessi stellari
cenere adolescente
da spargere in mare

    Sarzana, gennaio 2004

 

CANZONE PRIVATA
                                                                a Patrizia        
Sei caduta come cadono i santi
che cadendo s’innalzano al cielo           
la nuca rivolta alla strada
gli occhi ben fissi alle nubi
per fermare lo schianto
in un’immagine lieve
e non tra la folla
che ti ha sepolta all’aperto
sotto insulti vestiti
di falsa pietà

Patrizia non farlo
oggi non si vola
una generazione ci ha provato
e poi tutti in picchiata
contro i sogni traditi
Patrizia così sola
da non lasciare
l’orma nel letto
come un fantasma
che attraversava la gente
senza essere visto

Quante mani
hanno aperto la finestra
quanti sorrisi
t’hanno spinta sull’orlo
perché tu chiudessi le ante
dalla parte del vuoto
scrivendo sui vetri
non gioco più
ed è stato un morire
così simile all’esistere
da non poter dire
che sei morta davvero
se non per l’offesa dolente
alla tua voglia di vita
misfatto di tutto un paese
che sopprime i suoi figli
con grazia turistica
per lo stile esclusivo
di perla del golfo
vietando l’accesso
ai nativi scomodi
imbarazzanti
diversi
o semplicemente tristi

Patrizia non farlo
oggi non si vola
salvami tu
dal mio peccato d’assenza
io che non raccolgo
i tuoi resti per strada
ma quelli degli altri
in un cimitero di coscienze
d’un colpo cadute
dalla stessa finestra
Patrizia così sola
da non lasciare
l’orma nel letto
come un fantasma
che attraversava la gente
senza essere visto

Non sono migliore
di una gretta beghina
che al tuo passaggio
bisbigliava rosari maligni
perché ti vedevo in un bar
veleggiare lontano
da questa terraferma
e dal suo cuore anoressico
prossima al naufragio annunciato
senza soccorsi al tuo muto richiamo
che mi assordava come un grido straziato
ma anch’io t’ho lasciata volare
senza afferrarti quando potevo
pur sapendo da vile fuggiasco
che l’abbandono è un crimine
e il suo castigo
il rimorso

Santa Margherita Ligure, 18 dicembre 2004

 

INCIDENTE SULL’AURELIA

Non mi fanno passare
nessuno si ferma
dalla traversa non uscirò più
prima io
è un imperativo irrinunciabile
un’intesa del branco
Darwin che dirige il traffico
agitando la sua coda
la selezione naturale
mi schiaccia
come un trattore americano
sono facce senza naso
cavità senza occhi
armeggiano al volante
contro la solidarietà
per inchiodarmi sullo sbocco
e lasciarmi lì
altri cento anni
verranno i turisti
una guida in tre lingue
con ombrello segnalatore
spiegherà che son morto
in un incidente invisibile
di mancata speranza
e qui allo stop
non capisco perché siamo caduti
a Madrid
il Che in Bolivia
e Gesù sulla croce
ricordo solo
che gli scout Pawnee
tradivano i fratelli rossi
per una razione in più
non mi faranno passare
non tornerò a casa
verrò dato per disperso
lanceranno appelli televisivi
fotocopie del mio viso
sui pali della luce
ricompensa a chi trova
maschio bianco
di razza europea
taglia media
pochi capelli
occhiali firmati
risponde al nome di Mauro
è senza collare
e ha bisogno d’amore
nel frattempo
ti prego
sii gentile
pezzo di merda
bastardo d’occidente
fammi entrare
la fila si perde nella sera
sotto le ruote
rimangono stritolati
Madre Teresa
Ghandi
il dottor Schweitzer
e il Natale del mondo
è ancora lontano

Sarzana,13 gennaio 2006

Anche in questa sua nuova prova Macario offre dunque la cifra esatta della sua originale e autentica poesia, ricca di immagini di grande forza e incisività e giocata su un’ efficacissima commistione di linguaggi fortemente trasgressivi e perfino giustificatamente iconoclasti; ingredienti necessari, del resto, per trasmettere quell’indignazione vigorosa ben poco frequente nella lirica italiana contemporanea che spesso, destinandosi però così a vita effimera e vana, preferisce contemplare se stessa estraniandosi dal proprio tempo e dalla distruzione che incombe.

 Francesco De Nicola
 




Al libro è abbinato un CD audio, estratto dall’album “Bestiario d’amore” di Chantango che interpreta la poesia “Sam,” presente in questa raccolta, avvalendosi dell’intervento dell’Autore.



“…Sonorità provenienti dall’Argentina, chanson francese, frastagliata di poesia, “versetti satanici, parole che straparlano stridendo, illudendo, compiacendo, versi in musica… di un ensemble strumentale straordinario perché quando la musica ha la ‘M’ maiuscola non si usano eufemismi…”

Simone Mercurio  Il Mattino
 

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