Carlo Menzinger
BAMBINA SENZA BLUES

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Titolo BAMBINA SENZA BLUES
Progetto Being Blues
Autore Carlo Menzinger
Genere Narrativa      
Dedicato a
Francesco Faraoni
Pubblicata il 24/04/2007
Visite 4336
Punteggio Lettori 37
Note Con questo racconto aderisco al Progetto Being Blues lanciato da Faraoni per una narrativa blues (Forum http://www.liberodiscrivere.it/forum/forum_posts.asp?TID=72&PN=1). Si tratta di una rielaborazione di una mia poesia blues scritta il 22/01/1985.
1
Mi sono svegliato questa mattina con un groppo in gola. Sai cos’era, mio Dio? Io credo di saperlo. Era un ricordo? Era una memoria. Era il ricordo di lei. Stamattina pioveva. Pioveva a dirotto e l’acqua scorreva sui vetri a fiumi. Sembrava il Mississippi. Sembrava che il Mississippi passasse sopra la mia casa. Mi sono svegliato con in mente questo ricordo. Il ricordo della mia vita. Oh sì!

2
Oh mio Dio, ti voglio raccontare, raccontare la mia storia, la mia storia di molto tempo fa. Ero giovane. Ero giovane? Oh sì! Lo ero. Molto più d’ora, oh Signore. Ora me ne sto qui in questo letto vuoto. In questo letto troppo grande per me. Non è stato sempre così, però. Non è stato sempre così.
Un tempo c’era una ragazza. Era giovane? Era giovane, oh mio Dio. Per me era una bambina. La mia bambina, oh Signore. Oh sì!

3
Era giovane ma aveva occhi grandi. Aveva occhi grandi. Così grandi! Immensi occhi! Occhi azzurri e profondi come il tuo cielo, come il tuo mare, Onnipotente Signore. E’ grande il tuo mare, Signore? E’ grande! E così grandi erano i suoi occhi, mio Dio. Occhi in cui scorgevo una strada. Una via. Una via? Sì, proprio così. Una lunga, lunghissima via. Lucida. Una via che non conoscevo. Tutte le vie portano a te, Signore? Non lo so. E’ così? Se non è così, così sia.

4
Rimasi così stupito. Era una via deserta. Senza blues. Senza blues? Oh sì, senza blues. Proprio così.
Tutte le donne che avevo conosciuto avevano gli occhi colmi di blues. Erano occhi pericolosi. Occhi in cui potevi precipitare. Precipitare e restare vittima di quei blues. Restarne prigioniero. Ma erano quelle le donne che m’attraevano. La mia adolescenza pretendeva amore, amore doloroso e dolente, amore colmo di blues. Blues. Oh sì, blues! Oh sì!

5
Volevo amore? Sì cercavo l’amore, mio Dio. Lo cercavo, l’Amore. Amore. Ma non cercavo amore facile. Cercavo amore forte e sofferto. Amore e blues. Oh sì, amore e blues. Eppure in quegli occhi chiari non c’erano blues. Non c’erano ombre. Era amore quello? Esisteva amore senza dolore? No. Non poteva esistere. Il mio giovane cuore rifiutava di crederlo.

6
La fanciulla mi porse il suo amore. Cortesemente. E mi spaventai. “Non capisco” dissi “non capisco chi sei. Non capisco i tuoi occhi. Non capisco dove conduca questa strada lucida che li attraversa”.
La fanciulla mi guardò, forse un po’ delusa. “Ti amo” disse ma io non capii. Non capii. Proprio non capii.

7
“Dove va questa strada che scorre dentro i tuoi occhi? Dove conduce? E perché? Perché, bambina mia, non ha blues? No, non ha blues”.
E sai, Signore Iddio, cosa mi rispose? Mi rispose:
“Perché cerchi la tristezza, se puoi avere la felicità?”
E poi cosa aggiunse? Cosa aggiunse quella bambina senza blues?
“Ti amo” disse ma io ancora non capii. Non capii. Proprio non capii.

8
“Nei tuoi occhi c’è una strada lucida” dissi “so che, se mi lascerò sprofondare nei tuoi occhi, potrò cadere e mai più mi rialzerò”. La guardai ancora negli occhi e cosa feci? Cominciai a precipitare, mio Dio. Le gambe non mi reggevano più, s’erano fatte molli. Gli occhi erano umidi e non riuscivano più a trattenere le lacrime. Oh no!

9
“Verrò con te” le dissi “ verrò con te. Ovunque conducano questi tuoi occhi senza blues, questi tuoi occhi così radiosi, questi tuoi occhi così felici”. Ti seguirò in cima alle montagne. Ti seguirò oltre il mare. Affronterò il vento e affronterò il sole. Affronterò l’invidia e affronterò la gelosia. Affronterò le suocere e affronterò i cognati.

10
Poi feci un passo indietro e la guardai con orrore e riconquistata consapevolezza.
“Dov’è?” le chiesi “dov’è il tuo fantasma? So che ne hai uno. Ogni donna ha il suo fantasma. Il suo fantasma, che viene a tormentarmi quando dormo. Mi manderai il tuo fantasma? Lo manderai nelle mie notti che diverranno insonni? Dov’è, bambina senza blues?”

11
Dovevo fuggire. Dovevo fuggire, mio Dio? Dovevo lasciarla là, prima che il suo fantasma le spuntasse dalla gola e mi saltasse addosso? Dove lasciarla là, mio Dio? Dovevo? Dovevo voltarle la schiena e chiudere il mio cuore. Chiudere il mio cuore in una tasca e fuggire via. Lo feci. Mio signore. Fuggii via. Fuggii. Fuggii da quella fanciulla senza blues. Oh sì!

12
“Anche tu hai i blues!” le gridai fuggendo “lo so. So che li hai e li manderai ad inseguirmi, a darmi la caccia. E non avrò riposo e le mie notti… le mie notti diverranno insonni e allora verrà il tuo fantasma a tormentarmi. Non voglio il tuo amore. Lasciami andare. Non mandarmi i tuoi demoni blu a tormentarmi. Non mandarli sul mio letto”.

1
In quel momento pioveva, mio Signore. Pioveva proprio come stamattina ed io stavo sotto la pioggia e non avevo neanche un cappello. Pioveva e l’acqua mi scorreva lungo il viso. Pioveva come se venisse giù il Mississippi. Come se venisse giù dal cielo. Almeno le lacrime non si potevano vedere. Le lacrime non si potevano vedere. Oh no!

2
Poi mi fermai e chinando il capo e abbassando la voce aggiunsi:
“Io ero un lupo. Ero una creatura libera e selvaggia. Davanti a te sono un agnello. Hai ucciso il lupo che ululava in me. Le mie gambe sono molli. Non posso fuggire. Sono giovane. Sì sono giovane, ma le mie gambe non mi reggono. La luna non mi interessa più. Sei tu la mia sola stella, bambina senza blues”.

3
Avevo gli occhi colmi di pioggia e anche lei li aveva pieni di pioggia. Non so se era solo pioggia. I suoi occhi erano lucidi ed in fondo scorgevo una strada. Lucida. Una strada che non avevo il coraggio d’imboccare. Una strada in fondo agli occhi. Una via per l’anima. Una via bagnata e lucida. Senza blues. Senza blues, mio Signore.

4
Guardai quella bambina senza blues. Senza blues. La guardai un attimo e poi aggiunsi:
“I tuoi blues? Dove sono i tuoi blues? I maledetti blues che ti entrano in gola e non ti fanno respirare? I blues che ti svegliano la notte, saltandoti sul petto? I blues che ti fanno lacrimare gli occhi mentre leggi una poesia? Dove sono i piccoli demoni bastardi?”

5
L’Amore. Cos’è l’amore, mio Dio? Ero giovane, Signore e non lo sapevo. Non sapevo cosa fosse l’amore. Sentivo però che in tutta quell’acqua sarei potuto annegare. Sentivo che le gambe non mi aiutavano a fuggire. Pensavo di essere fuggito ma ero sempre lì. E’ questa la forza dell’Amore? E’ questa? Dimmelo, mio Signore.

6
Aiutami, mio Dio! Aiutami, perché non capisco, pensavo. Non capivo e forse anche adesso non capisco. L’amore è una cosa troppo misteriosa, troppo difficile per uno come me, mio Dio. Io sono per le cose semplici, per le cose chiare. Mi piacciono le Cadillacs. Mi piace il buon whisky in fondo alla vecchia bottiglia. Mi piace il suono della mia armonica davanti al fuoco e mi piace come soffia nella tromba il vecchio Headless Cabbage Bush. Oh sì!

7
Sentii allora che il lupo dentro di me non era morto. Il grigio animale si stava riprendendo. Si destò di nuovo. Ringhiò. Ringhiò per cacciare gli assenti blues. Ringhiò per spaventare l’invisibile fantasma. Ringhiò per scacciare la tristezza. La tristezza che mi stava ammollando il cuore, come pane in fondo ad un bicchiere di vino rosso.

8
E allora fu come se fossi sull’orlo di un precipizio, mio signore: mi pareva di dover precipitare. Era un abisso immenso quello sotto di me, quello in cui stavo per precipitare. Un abisso quale neppure Satana conobbe quando tu, oh Signore, lo facesti precipitare tra le roventi fiamme dell’Inferno. Era un abisso immenso quello in cui stavo per precipitare. Oh sì!

9
Fu il lupo a darmi la forza di fuggire dal baratro. Fu il lupo a darmi la forza di fare un passo verso di lei. Fu il lupo ad aiutarmi a baciarla. Sulla fronte. Il lupo. Il lupo dentro di me. Quello, mio Dio. Il lupo dentro di me mi aiutava ad affrontare ogni cosa. Il lupo poteva affrontare mute di cani, il lupo poteva affrontare orsi immensi. Il lupo poteva affrontare la paura e la tristezza. Il lupo poteva affrontare una bambina senza blues. Per fortuna era ancora vivo. Vivo dentro di me.

10
In quel momento, dietro di me, lontanissimo ma vivo, sorse il sole, inondando la notte di luce e tingendo di rosso il cielo. Il cielo immenso. Il tuo cielo, mio Signore. Così grande. Così vasto. Come i suoi occhi. Gli occhi di quella bambina senza blues. Senza blues. Ed io ero un fantasma umido nella pioggia. Il solo fantasma sopravvissuto alla notte. A quella notte torrenziale.

11
Il lupo si ritirò nelle grotte del mio cuore e la mia anima esultò, finalmente consapevole che quella era la realtà. Che lei esisteva. Che lei c’era. C’era una fanciulla senza blues. Senza blues. Non potevo più fuggire. Non pensavo più a fuggire. Non ricordavo più di esser mai voluto fuggire. Oh no, non lo ricordavo.

12
C’era, mio Signore? C’era questa donna senza blues? Mi avrebbe tormentato? Mi avrebbe mandato i suo piccoli demoni blu a tormentarmi? Io credevo che c’era. Credevo che questa donna c’era ed era lei. O almeno così mi pareva allora, tanti anni fa. Quando ero ancora giovane e mi lasciavo tormentare dai blues. Ero così giovane. Ero giovane? Lo ero, mio Signore.
Questo pensavo, questa mattina quando mi sono svegliato.

1
Mi sono svegliato una mattina, un’altra mattina, qualche tempo dopo. Anche quel giorno pioveva. Mi misi il vestito scuro e persino la cravatta e la camicia bianca di lino e le scarpe lucide. Lucide come la strada bagnata di pioggia. Sono salito sulla Cadillac. Non era mia. Mi era stata prestata. Sono salito e sotto la pioggia che inondava il parabrezza sono andato in Chiesa.

2
Ero ancora giovane quella mattina, vestito di scuro, sotto la pioggia e lei era giovane più di me, vestita di bianco, quella mattina davanti alla Chiesa. Quando sono entrato lei era già lì. Con i suoi genitori, le sue sorelle, suo fratello e gli amici. Eravamo giovani quel giorno, quando ci siamo sposati nella Chiesa di Saint Louis. Fuori pioveva e si sentiva l’acqua scrosciare sulle vetrate.

3
Quando il prete m’ha chiesto: “vuoi sposare questa donna?” io l’ho guardata negli occhi, quegli occhi infiniti e fondi, l’ho guardata e, mio Signore, ho detto “sì. Sì lo voglio.” Voglio sposare questa donna, questa donna che mi divorerà vivo prima che me ne accorga, questa donna colma di demoni blu, questa donna che finge di non avere blues. Oh sì!

4
Guardai negli occhi la mia bambina senza blues. Non li vedevo. Non li vedevo ancora i maledetti demoni blu. Per quanto scrutassi in quegli occhi color del mare non scorgevo né demoni, né pesci. Eppure sentivo di essere io quello che era stato pescato. Sentivo che sarei rimasto prigioniero, che la mia anima si sarebbe consumata, mio Signore.

5
Su quell’altare, mio Dio, giurai d’amarla. Lo giurai e anche lei. Credevamo di sapere cosa fosse l’amore. Credevo di conoscere l’amore. Credevamo che sarebbe stato eterno. Che sarebbe stato diverso che per gli altri. Ogni amore finisce. Non il nostro. Il nostro amore non poteva finire. Nei suoi occhi c’era una lunga strada lucida. L’avrei percorsa in eterno, questo credevo, mio Signore. Oh sì!

6
Fu così che cominciò la nostra vita assieme. La mia vita con Betty Bell. La mia vita con la bambina senza blues. Credevo di conoscerla ma non la conoscevo. Credevo di conoscere l’amore ma non lo conoscevo. Credevo di capire Betty Bell ma non la capivo. Ed un giorno le dissi: “Betty Bell, io non ti capisco! Non capisco perché sei così diversa dalla bambina senza blues che conoscevo. Non capisco perché sei diversa dalla donna che ho sposato”.

8
Ancora una volta mi parve di precipitare. Non avevo più appigli. Non avevo più la forza dell’amore a sorreggermi, ad impedirmi la caduta. Dove sarei finito, mio Signore? Cosa sarebbe stato di me? Quella donna non era la mia bambina senza blues. Quella donna non era la donna dei miei sogni. Come potevo vivere per sempre con lei? Come potevo essere una cosa sola con lei?

9
Come potevo affrontare tutto questo, oh Dio Onnipotente? Chi mi avrebbe aiutato ad affrontare una vita così? Fu il lupo. Fu il lupo, Signore, oh sì! Fu il lupo che dormiva dentro di me, che ancora una volta si svegliò ed ululò alla luna. La sua forza scorreva nelle mie vene. Il suo sangue mi riempiva i polmoni. I suoi muscoli tendevano la mia pelle.

10
Di me era rimasto solo un fantasma. Di quello che ero prima era rimasto ben poco. Uno spirito vago, forse. Un fantasma che aleggiava sopra il corpo vibrante del lupo, sopra la sua corsa scattante, sopra la sua sete di sangue, sopra il suo sguardo predatore. Un fantasma era ormai la mia volontà. Un fantasma era ormai la mia razionalità Un fantasma la mia umanità. Un fantasma l’amore. L’amore era un fantasma. Oh sì!

11
C’era un destino cui non potevo fuggire, quella mattina. C’era un destino cui lei non poteva fuggire. Betty Bell non lo sapeva. Betty Bell pensò di poter fuggire. Betty Bell cercò di fuggire. Non si sfugge alla corsa del lupo. Non si sfugge alle zanne del lupo. Non si sfugge alla sete del lupo. Non si sfugge al suo morso letale. Oh no!

12
“Lasciami stare” gridò Betty Bell “non mi tormentare”. “Sei tu che non mi devi tormentare” le risposi “sono i tuoi blues fantasmi che non mi devono tormentare. Hai tradito il mio amore. Hai tradito la mia fiducia”. Così le dissi, mio Signore, per darle una spiegazione. Poi lasciai fare al lupo. Al lupo che era in me. Fu lui ad ucciderla. Non fui io, mio Signore. Fu lui a sbranarla, quella mattina, mio Signore. Fuori pioveva, mio Signore. Non fui io. Non fui io”.

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