Alberto Caminiti
La guerra delle Falkland

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Titolo La guerra delle Falkland
Autore Alberto Caminiti
Genere Narrativa - Storico      
Pubblicata il 30/04/2007
Visite 16898
Punteggio Lettori 10
Editore Liberodiscrivere® edizioni (Studio64 srl Genova)
Collana Koine´  N.  10
ISBN 978-88-7388- 149-0
Pagine 96
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Nel 1982 vi fu una guerra che, per essersi svolta a migliaia di chilometri di distanza dall’Europa, passò quasi inosservata.  Fu sanguinosa, come purtroppo ogni conflitto, ed ebbe tali caratteristiche da essere pressoché unica nel suo genere.


Unica in quanto:
-     rappresentò l’ultimo scontro ad avere connotazioni colonialistiche;
-     intercorse fra due Stati occidentali, prima ed unica volta dopo la 2^ G.M.;
-     si svolse quasi al Polo Sud e la Gran Bretagna mise a punto la più lunga linea di rifornimenti bellici mai costituita;
-    provocò il crollo del regime militare argentino, responsabile di decine di migliaia di desaparecidos.

Capitolo 1° - NOTIZIE SULL´ARCIPELAGO DELLE FALKLAND

Affinché resti più chiara al lettore la situazione territoriale ed ambientale delle Isole Falkland, si propone qui di seguito una scheda illustrativa.

L´arcipelago delle Falkland (per gli argentini: Isole Malvine) è situato nell´Atlantico meridionale fra i paralleli 51° e 53° di latitudine Sud, ed i meridiani 57° e 61° di longitudine Ovest.
Sulle carte geografiche lo si trova di fronte alla Patagonia, con cui -poggiando sul medesimo zoccolo continentale- divide le caratteristiche meteorologiche, fisiche ed ambientali.
Esso è formato da due isole principali: la Falkland Occidentale (in spagnolo: Gran Malvina) e quella Orientale (Soledad), nonché da circa altri 200 isolotti, per una superficie complessiva di kmq. 11.961 ( per capirci, meno della metà della Sardegna).
Le due isole maggiori hanno coste molto frastagliate e sono prive di montagne elevate (la cima più alta è il Monte Adam con m. 705) ma si presentano con pianure ondulate, spesso acquitrinose, e basse catene. Il terreno è a base di torba. Il clima è fresco e prettamente oceanico,con temperature medie che vanno dai 10° del mese più caldo ai 2°del mese più freddo. L´inverno è poco piovoso e senza gelo. Le piogge comunque favoriscono la crescita di un folto manto erboso, ideale per il pascolo di bovini ma soprattutto di ovini ( circa 650.000 capi) con una conseguente alta produzione di lana esportata, in specie verso la Gran Bretagna.
Il citato allevamento rappresenta la risorsa economica principale. Fino ai primi del ´900 le isole erano la base avanzata per la caccia alle balene, che ora si è spostata ancora più a sud.
Di recente risultano eseguite trivellazioni sottomarine che hanno accertato la presenza di idrocarburi sul fondo, ma non si conoscono al momento tentativi di sfruttamento.
Fauna e flora sono molto povere; rarissimi gli insetti. Note invece parecchie colonie di pinguini e di uccelli marini.
Gli abitanti sono circa 2.000, quasi interamente di origine britannica (c.d. "kelpers") e risiedono quasi tutti nel capoluogo Port Stanley (East Falkland), nonché negli altri centri minori di Port Darwin e Goose Green (sempre nell´East Falkland) o di Port Howard e Weddel (West Falkland).
Dalle Falkland dipendono anche (amministrativamente dal 1962) i cosiddetti Territori Antartici Britannici, che comprendono.
- la Georgia del Sud (o Georgia Australe) con capoluogo Grytviken (1.000 abitanti);
- le Sandwich australi;
- le Shetland australi;
- le Orcadi australi;
- e la Terra di Graham.

Inutile appare ricordare che tutte queste ultime isole sono quasi totalmente disabitate e si trovano ai margini della zona perenne dei ghiacci del Polo Sud.

Dopo questa panoramica geografica, passiamo ora a dare un breve quadro delle vicende storiche di tale arcipelago, soprattutto perché appare utile, anzi necessario, conoscere il motivo di fondo che portò al casus belli, ed a tale scopo occorre richiamare gli eventi che l´arcipelago attraversò in passato sin dalla sua scoperta.
Sebbene si vociferasse già da tempo "di certe isole vicino al Capo Horn", la scoperta ufficiale delle Falkland va datata al 1592 quando il navigatore inglese John Davis le avvistò,denominandole "Southern Islands". Per una più approfondita descrizione bisognò attendere ancora qualche anno (1594), quando sempre un inglese, Richard Hawkins, le visitò accuratamente e ne disegnò i contorni. Ovviamente erano deserte e furono dimenticate, stante la loro estrema ubicazione.
Una missione geografica olandese guidata da Sebald de Weert (1600) le "riscoprì", anzi il comandante propose di chiamarle "Isole Sebaldine".
Passò di nuovo il tempo e la Marina britannica le rivisitò con una spedizione alla guida del Commodoro John Strong (1690) che si soffermò soprattutto nello stretto fra le due isole maggiori, cui assegnò il nome di Falkland Sound, in onore del Tesoriere della Royal Navy, Lord Falkland.
Si giunse infine alla prima colonizzazione,dovuta ad un gruppo di marinai francesi provenienti dal porto di Saint-Malo,guidati dal Barone Louis-Antoine de Bougainville (1764). Ovviamente le isole furono ridenominate "Malouines", e da tale vocabolo venne fuori la dizione spagnola di "Islas Malvinas".
La Royal Navy, venuta a conoscenza della suddetta occupazione,ritenuta indebita, l´anno successivo inviò una nave al comando del cap. John Byron, con l´ordine di riprendere possesso dell´arcipelago e di fondarvi una propria stazione di pesca; questo piccolo insediamento prese il nome di Port Egmont.
Il destino delle Falkland era però, già allora,di continua incertezza, per cui si affacciarono in zona anche gli Spagnoli, che rivendicarono il proprio diritto sull´arcipelago in base al Trattato di Tordesillas (7.6.1494).
Ricordiamo che tale accordo venne firmato da Spagna e Portogallo,sotto gli auspici di Papa Alessandro VI Borgia, e poneva fine agli scontri fra tali potenze coloniali, stabilendo una linea precisa di demarcazione che correva lungo un meridiano ideale a 370 leghe Ovest dalle Isole del Capo Verde. Da notare che il Trattato parlava specificamente di territori "già scoperti o da scoprire".
Da qui l´occupazione spagnola avvenuta nel 1770, che ebbe due risvolti significativi: l´inclusione dell´arcipelago nel Vicereame del Rio de La Plata, e lo sfratto -previo indennizzo- della colonia francese ancora ivi esistente.
Nuova reazione britannica, diciamo, d´orgoglio con uno sbarco nel 1771 sulle isole in questione; e per affermare il proprio diritto di bandiera, gli Inglesi posero una targa, e ripresero il forte ed il porto di Egmont. In seguito però le isole furono abbandonate (1774) per ragioni economiche, non giustificandosi le forti spese di approvvigionamento della piccola colonia col totalmente nullo rendimento.
Le Falkland vennero però nuovamente alla ribalta nel 1811,in quanto la Repubblica Argentina,sorta sui domini spagnoli più meridionali, e che nel 1816 dichiarò la propria indipendenza, intendeva far valere i propri diritti (di successione alla Spagna) sulle Malvine. A tale scopo vi inviò una fregata ed un distaccamento militare, iniziandone la colonizzazione, con la nomina del primo Governatore argentino nella persona di don Pablo Areguati.
Solo sulla carta fu poi (1829) costituita la "Comandancia politica y militar de las Islas Malvinas", ma di fatto dal 1820 al 1831 l´arcipelago non fu più abitato.

Nel 1982 vi fu una guerra che, per essersi svolta a migliaia di chilometri di distanza dall’Europa, passò quasi inosservata. 

Fu sanguinosa, come purtroppo ogni conflitto, ed ebbe tali caratteristiche da essere pressoché unica nel suo genere.

Unica in quanto:
-     rappresentò l’ultimo scontro ad avere connotazioni colonialistiche;
-     intercorse fra due Stati occidentali, prima ed unica volta dopo la 2^ G.M.;
-     si svolse quasi al Polo Sud e la Gran Bretagna mise a punto la più lunga linea di rifornimenti bellici mai costituita;
-    provocò il crollo del regime militare argentino, responsabile di decine di migliaia di desaparecidos.

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