Stefano Errile
Antonio Balletto

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Titolo Antonio Balletto
Sulle strade del pensare per costruire ancora insieme
Autore Stefano Errile
Genere Saggistica - Filosofia      
Pubblicata il 10/04/2008
Visite 8987
Punteggio Lettori 8
Editore Liberodiscrivere® edizioni (STUDIO64 srl Genova)
Collana Il libro si libera  N.  43
ISBN 978-88-7388-171-1
Pagine 130
Note Pubblicazione a cura di aldo, Sabina e stefano Errile.
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

“…vivendo secondo la verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di Lui…”
Efesini, 4,15
E allora, ci siamo detti: proviamo ad “inventare” una traccia sul suo esempio, ascoltando, come lui ci ha insegnato, le “voci” che ci arrivano da lontano e al tempo stesso tanto vicine; è un segno, un sentiero che può ricollegarci a lui, alla sua bontà ed alla sua cultura ed anche riavvicinarci a Dio e al mondo dentro il quale viviamo.

“Egli è un principe!”
“Ancor di più – Egli è un uomo!”
Dal Flauto Magico di W.A.Mozart

E’ una mattina quasi primaverile, la prima domenica di marzo: l’aria è piacevolmente frizzante; la quiete, una quiete strana, avvolge tutta la città.
Salgo in auto e passo dall’edicola per acquistare, come tutte le mattine, i quotidiani genovesi.
La sera precedente, intorno alle ore 21,00, segno premonitore mi dirò poi, l’ascolto del Requiem e dell’Ave Verum di Mozart col pensiero ad un amico…..; l’idea, nelle mie intenzioni ingenue, ma anche, visto il peggioramento delle sue condizioni negli ultimi giorni, di dedicare un’ora di comune amore nella musica, in omaggio ai tempi passati, alle tante volte che ci siamo trovati, in momenti anche difficili, a cercare conforto e speranza anche nella musica amata.
L’occhio, quasi timoroso di apprendere la notizia non gradita dal giornale, cade su un trafiletto del Secolo XIX: “Morto Don Balletto, il prete del dialogo”.
Un pesante senso di tristezza e sconforto mi pervade: al bivio di via Barrili sono tentato di proseguire verso casa, deciso a mantenere di lui un ricordo vivo fatto di tanti momenti costruiti insieme.
Tanti i flash in un istante…
L’affetto, una forza superiore e un forte senso di appartenenza mi convincono ad andare da lui. Salgo alla piccola cappella; lì ci sono già alcuni amici presi, anche loro, da una strana sensazione, incapaci di proferire parola, senza sapere cosa dire in un momento così importante ed apparentemente così “ultimo”.
C’è una strana fissità nell’aria, quasi mattina di risurrezione… dopo il grande evento… Si fosse verificato il miracolo… Lazzaro! No! La sua rinascita avviene ora, adesso, nel Regno di Dio, da sempre studiato, cercato, scrutato, approfondito, da umano illuminato, per mille percorsi diversi, compagno di tanti che lo hanno preceduto in questo momento anche “liberatorio” e di tanti altri che lo raggiungeranno.

Il corpo: statuario, “da Santo”, dice uno dei presenti; il volto: pur provato dalla malattia, è quello solito, fiero e umile al tempo stesso, quasi appartenente ad “altra epoca”; l’aspetto: tranquillo, finalmente, dopo la difficile, estenuante, battaglia con il Drago.
…Vinta nella nuova vita.

Le ore, i giorni a seguire, gli articoli sui giornali, le manifestazioni di amicizia, di cordoglio, la presenza, al suo commiato dalla città in San Siro, di tante persone (anche di tanti che in vita non si erano dimostrate troppo benevoli con lui) hanno reso solo in parte giustizia ad un’esistenza, ad una mente certo tra le più esemplari degli ultimi anni non solo a Genova ma anche in Italia.

Il senso che si prova, per chi ha vissuto vicino a lui almeno vent’anni, è, ora, di vuoto, di difficoltà e di incapacità a riassumere in poco spazio tutto quello che da lui è emerso, correndo anche il rischio di banalizzare molto del suo operato.

Il mio incontro, insieme ai miei fratelli, Aldo e Sabina, con Antonio Balletto risale all’anno 1985.
Si metteva in cammino, in quel periodo di vivace dibattito culturale e di fermenti all’interno di una Chiesa genovese fin troppo conservatrice, il Corso di Teologia in Quartiere che prese le prime mosse nella Sede del Consiglio di Circoscrizione di San Fruttuoso in Via Manuzio, per iniziativa di un gruppo di giovani laici, del Gruppo Giovani della Parrocchia di Santa Sabina e del suo allora Parroco Don Angelo Guderzo.
L’idea era quella di portare una scienza sconosciuta ai più, la Teologia, alla conoscenza delle persone semplici per permettere a tutti di organizzare un proprio cammino di ricerca e di approfondimento della Verità “nella Chiesa”, ma più in generale “nella Società” di cui la Chiesa dovrebbe essere una componente in dialogo e di dialogo.

Come avrete modo di vedere, dalle semplici pagine che seguono, dalla Teologia a tutte le altre sfaccettature del vivere umano e cristiano il passo fu breve grazie soprattutto alla preparazione di Antonio Balletto.

Gli anni erano quelli dove, nella Chiesa genovese, e non solo, si avvertiva ancora presente un modo di “gestire” il sacro che tanto sapeva di “elitario” e “principesco”, sicuramente nell’ufficialità e, purtroppo spesso, anche nella sostanza teologica poco incline alle novità del Concilio Vaticano II°.
Intorno ad Antonio Balletto si muovevano le coscienze più critiche e propositive del mondo cattolico genovese e non solo; merito questo, anche della rilanciata esperienza culturale della “Casa Editrice Marietti” che, grazie a lui, Direttore editoriale e futuro Presidente e ad altri zelanti personaggi genovesi, imprenditori e uomini di cultura - raramente politici - iniziava a far conoscere e pubblicare testi fino ad allora tenuti “in soffitta” o mai tradotti in italiano.
Questa esperienza, tuttavia, nonostante il grande sforzo di Antonio Balletto, non trovò a Genova e in troppi genovesi, terreno fertile per far sì che la città si aprisse ad un discorso di ampliamento dei confini culturali e comprendesse meglio i mutamenti sociali che, inesorabilmente, stavano avvenendo come nel resto d’Italia e nel mondo.

L’esperienza, quindi, che più ebbe una continuità nella vita di Antonio Balletto, oltre alla sua vocazione sacerdotale e al sentimento di amore che provava per la sua famiglia, il povero, e per tutti coloro che dimostravano interesse al dibattito culturale e morale culminato nel suo impegno per il centro storico, fu proprio il Corso tenuto nel Consiglio di Circoscrizione di San Fruttuoso.

A circa un mese dalla sua scomparsa, è sembrato giusto, partendo proprio da questo avvenimento portato avanti strenuamente per ventitré anni, provare a dare il via alla divulgazione del metodo che ci ha lasciato; ecco quindi un primo, umile e senza pretese “riassunto” delle tante ore di approfondimento e di dialogo sviluppati in quella sede laica. La Fede e il mondo cristiano davvero in mezzo alla gente!
Un “riassunto”, ogni anno un capitolo, in forma di “citazioni” tratte da sue opere o raccolte da scritti dei suoi “compagni di viaggio, di esistenza e di gioia, e sofferenza, anche” come amava spesso chiamarli.
Ecco allora tornare a noi in tutta la loro grandezza etica, le sue citazioni di Küng, Turoldo, di Papa Giovanni XXIII, di Padre Enrico di Rovasenda e di Padre Chenu; e poi ancora Ungaretti, Rebora, Caproni, Montale, i grandi pensatori francesi e tedeschi, la tradizione classica, da Sant’Agostino a San Tommaso d’Aquino, Dante, il mondo ebraico e arabo, il Corano, l’Olocausto; le tante citazioni dalla sua musica amata, Mozart e Bach su tutti, fino alle persone che hanno condiviso esperienze dirette con lui, tra tutti Fabbretti e gli amici de “Il Gallo”.
Su tutto, la Bibbia: voce diretta di Dio per l’uomo.

E allora, ci siamo detti: proviamo ad “inventare” una traccia sul suo esempio, ascoltando, come lui ci ha insegnato, le “voci” che ci arrivano da lontano e al tempo stesso tanto vicine; è un segno, un sentiero che può ricollegarci a lui, alla sua bontà ed alla sua cultura ed anche riavvicinarci a Dio e al mondo dentro il quale viviamo.
Gli strumenti sono i suoi; quelli che ci ha indicato nei tanti incontri in San Matteo, nelle Lezioni, nelle Celebrazioni, in ospedale: l’arte, la scrittura, il ricordo e la speranza nei fratelli siano essi ebrei, cristiani, musulmani o non credenti (ma in quanto tutte creature di Dio!), l’ascolto, il domandare, il cercare risposte sapendo quanto sia difficile ottenerle. La sua esistenza.

Fortunatamente tutto quello che Antonio Balletto ha detto in tutti questi anni di Corso si può rivivere attraverso le registrazioni audio effettuate a partire dal secondo anno delle Lezioni e lì si rimandano gli interessati per un discorso dettagliato e completo; il presente lavoro ha l’umile proposito di un “avvio”.

Un pensiero sincero di gratitudine a tutti quelli che lo hanno conosciuto e che, per quanto nelle loro possibilità, lo hanno aiutato nelle sue coraggiose iniziative “fuori dal coro”, certi che da loro, dalla loro testimonianza, si potrà irradiare l’insegnamento libero e grande che ci ha voluto trasmettere.

Un pensiero sincero di pace e amore, come lui ci ha sempre insegnato, anche verso coloro che hanno sempre guardato a lui con sospetto, come ad un pericolo per “tradizioni” consolidate, non sapendo loro cogliere i messaggi di novità grandiosa da lui introdotti e spesso fatti propri in un secondo tempo: questo perchè si ricordino più spesso della “novità” che, persone entrate “ai posteri” nella nostra vita - Gesù e San Francesco possono essere solo due esempi -, hanno rappresentato nella storia del loro e del nostro tempo.

Buon cammino e buona lettura per nuove tracce e nuovi stimoli a cercare e a pensare con lui.

Stefano Errile

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