Carlo Menzinger
SERATA UCRONICA MODENESE

Vedi
Titolo SERATA UCRONICA MODENESE
Ucronie per il terzo millennio
Autore Carlo Menzinger
Genere Attualità libri      
Dedicato a
A tutti gli ucronici di Liberodiscrivere
Pubblicata il 27/05/2008
Visite 4124
Scritta il 27/05/2008  
Punteggio Lettori 68
Note Resoconto dell´incontro modenese con gli autori ucronici di Liberodiscrivere

Anche la seconda serata ucronica è andata alla grande!

Dopo il pienone che abbiamo avuto per la presentazione di Firenze, siamo riusciti a riempire anche il Salotto Aggazzotti di Modena. Merito soprattutto di Angela Rosati, la modenese del gruppo degli scrittori ucronici, che ha organizzato l’incontro e scelto, felicemente, il locale.

Sergio Calamandrei (uno degli autori fiorentini) ed io siamo arrivati assieme da Firenze sabato 24 maggio con le nostre famiglie nel bel palazzo nobiliare della famiglia Aggazzotti, che ospita mostre, presentazioni e eventi vari.

C’aspettavano già alcuni dei diciotto autori dell’antologia “UCRONIE PER IL TERZO MILLENNIO”.

Dopo poco la sala si è riempita e dopo un saluto della padrona di casa Simonetta Aggazzotti, e l’introduzione di Angela Rosati, che ha anche letto una poesia sul tempo, ho parlato in veste di curatore dell’antologia edita da Liberodiscrivere.

Ho spiegato brevemente che l’ucronia è un genere letterario autonomo che, per certi aspetti, si pone a metà strada tra romanzo storico e fantascienza. Ho raccontato come il termine sia nato nel 1857 sul calco di “utopia” e, letteralmente, significhi “non-tempo”. Ho cercato di far capire che l’ucronia o allostoria racconta di possibili sviluppi ipotetici della Storia, come quando immaginiamo, ad esempio che Cristoforo Colombo, giunto in America, sia rimasto prigioniero (come avviene nel romanzo da me scritto “Il Colombo divergente”).

Dopo aver fatto notare l’enorme potenziale narrativo di questo genere, ho raccontato come l’ho scoperto e come sia nato il progetto “Ucronie per il terzo millennio” e quindi l’antologia.

Dopo aver spiegato che l’ucronia può descrivere sia il momento in cui si verifica la divergenza storica, sia eventi successivi, mostrando gli effetti nel tempo, ho letto un esempio di racconto del primo tipo, “Vita nuova”, in cui ipotizzo che Dante bambino provi antipatia per Beatrice e che, quindi, non la ponga più al centro della propria poetica.

Ho quindi ceduto la parola alla prof.ssa Sandra Tassi, che ha fatto un discorso assai interessante con il quale ha sostenuto il ruolo culturale della letteratura, che deve ricercare non solo la sostanza ma, soprattutto, la forma. Ha quindi fatto alcuni raffronti tra “Ucronie per il terzo millennio” e l’antologia creata dal gruppo dei Semi Neri “Solitudine giapponese” in cui, da quanto mi è parso di capire, la forma ha un ruolo assai importante. Ha poi espresso alcuni dubbi sull’effetto che l’ucronia potrebbe avere sulla percezione della Storia da parte dei lettori.

Sebbene apprezzando tale punto di vista, le ho fatto notare che, pur essendo, potenzialmente, l’ucronia un interessante strumento di analisi storica, poiché consente di fare ipotesi sulle alternative di questa e, quindi, di capire meglio le ragioni di certi eventi, come una sorta di metodo sperimentale “teorico”, il nostro intento come autori era soprattutto quello di scrivere per il nostro piacere e per quello dei lettori, senza pretese di fare “alta letteratura” o “critica storica”. Il volume, infatti, raccoglie 46 racconti in ordine cronologico “da Adamo a Berlusconi” (come recita il sottotitolo), scritti con diversi timbri, dal serio all’ironico, e, corredato, di note storiche, si presenta come un piacevole volume per avvicinare alla Storia anche i ragazzi che poco la conoscano. Non mi pare, infatti, che possa esserci il rischio di creare nuovi mondi alternativi, in cui i giovani rischino di perdersi e scambiarli per reali, anche perché l’intento fantasioso e ucronico è sempre espressamente dichiarato.

L’argomento ci ha, peraltro, permesso di allargare la discussione ad altri mondi alternativi, da quelli fantascientifici, a quelli fantasy, a quelli, assai più concreti e “quotidiani” che incontriamo nel web, popolato di nickname e avatar.

Ha preso poi la parola Sergio Calamandrei, che oltre ad essere autore ucronico è anche un giallista (ricordo, in particolare, il suo romanzo “L’unico peccato”) che, nel presentare il suo racconto “Caput mundi” c’ha fornito un esempio di ucronia in cui è presente contemporaneamente sia il momento della divergenza (la sconfitta dei Romani da parte dei Sabini, dopo il celebre ratto), sia la descrizione dei suoi effetti (un mondo in cui Roma non sia mai diventata un impero ma in cui la civiltà etrusca si sia protratta nei secoli). Calamandrei c’ha anche raccontato i ragionamenti ed i meccanismi che l’hanno portato a costruire questo racconto, partendo da un brano di Tito Livio.

È poi intervenuto Giuseppe Pompò, autore di quattro racconti dell’antologia, che ha scelto di parlare de “Il piccolo Giorgio”, un racconto che parla di un personaggio che gli è particolarmente caro, l’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Skandeberg, colui che ha fermato l’invasione ottomana dell’Europa, di cui Pompò immagina l’infanzia ucronica.

Dopo di lui, Vera Bianchini ha scelto di parlare del suo racconto “Perché Amerigo Vespucci non diede il suo nome all’America”, che arriva alla conseguenza allostorica del titolo, partendo addirittura dall’ipotesi di un amore tra il Botticelli e Simonetta Cattaneo, la modella della sua primavera, nonché moglie di Marco Vespucci.

Ha preso poi nuovamente la parola Angela Rosati, autrice di otto racconti dell’antologia, nonché della copertina, e ha letto il suo simpatico racconto sulle origini ucronicamente egizie della cassata.

La scelta del brano non è stato affatto casuale, perché dopo il bel rinfresco e la cena, c’ha offerto proprio una squisita cassata preparata da lei stessa!

L’aperitivo e la cena sono state un’ottima occasione per continuare la discussione con i numerosi ospiti della serata, che hanno continuato a farci domande sull’ucronia e non solo.

Durante la cena abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza con alcuni autori del gruppo dei Semi Neri che fa capo a Sandra Tassi.

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi