Alessandra Palombo
Il lavoro del vento

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Titolo Il lavoro del vento
Autore Alessandra Palombo
Genere Poesia      
Pubblicata il 10/06/2008
Visite 10217
Punteggio Lettori 107
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  24
ISBN 978-88-7388-157-5
Pagine 62
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Nella sua terza fatica creativa Alessandra Palombo lavora la memoria, con una dizione più interiorizzata rispetto ai contraintes d´amore e d´amarore nei Tautogrammi e al percorso amniotico di Iomare. Annidata nella sua isola, la donna di mare coniuga, in tutti i verbi del vento, i soffi dell´intendimento ancestrale a folate di esperienza quotidiana, alla responsabilità degli affetti parentali, nello stormire della sua parola poetica pronunciata quasi timidamente, con raffinata misura.

È il canto della vita vissuta, da vivere, è contemplazione semplice dell´Isola con i suoi rumori, la sua gente, i suoi arrivi, le sue partenze, il suo mare. È l´ansia, ma soprattutto la gioia del tempo che passa perché diviene carica vitale, prolungamento delle proprie radici nella metamorfosi della presenza/assenza di tutto quello che è, che è stato, di tutte le anime e i corpi che ci attraversano nel corso di un´esistenza.

Lievi e generosi, i versi di questo lavoro sembrano senza gravità, e arrivano al lettore come una carezza delicata del vento, in una tarda sera d´estate, davanti al mare.



L. R. Carrino

 


L´arrivo del piroscafo *


L’arrivo del piroscafo era uno spettacolo.
Le auto imbracate nella rete
sbarcavano dal cielo
dondolando. Talvolta a terra
c’era un cellulare nero
ad attendere gli ergastolani,
che scendevano con le mani incatenate
rivolte verso il volto,
nel tentativo di nascondere
agli sguardi la vergogna;
erano giovani che avevo immaginato
vecchi e, bimba bimba,
dal balcone ricoveravo in casa
con il cuore stretto stretto,
prima che al molo chiudessero il cancello.

* tratta da Alessandra Palombo Il lavoro del vento Liberodiscrivere, 2008

Nella sua terza fatica creativa Alessandra Palombo lavora la memoria, con una dizione più interiorizzata rispetto ai contraintes d´amore e d´amarore nei Tautogrammi e al percorso amniotico di Iomare. Annidata nella sua isola, la donna di mare coniuga, in tutti i verbi del vento, i soffi dell´intendimento ancestrale a folate di esperienza quotidiana, alla responsabilità degli affetti parentali, nello stormire della sua parola poetica pronunciata quasi timidamente, con raffinata misura.

È il canto della vita vissuta, da vivere, è contemplazione semplice dell´Isola con i suoi rumori, la sua gente, i suoi arrivi, le sue partenze, il suo mare. È l´ansia, ma soprattutto la gioia del tempo che passa perché diviene carica vitale, prolungamento delle proprie radici nella metamorfosi della presenza/assenza di tutto quello che è, che è stato, di tutte le anime e i corpi che ci attraversano nel corso di un´esistenza.

Lievi e generosi, i versi di questo lavoro sembrano senza gravità, e arrivano al lettore come una carezza delicata del vento, in una tarda sera d´estate, davanti al mare.



L. R. Carrino


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