Luigi Romolo Carrino
Terry a novembre

Vedi
Titolo Terry a novembre
Autore Luigi Romolo Carrino
Genere Poesia      
Dedicato a
terry, e a chi?
Pubblicata il 10/07/2008
Visite 5932
Punteggio Lettori 127
Note a cura di www.nuoviautori.org



Mia cara Ivette,
tuttora non conosco le parole per convincere questo strano inverno che alla fine di tutto quanto, adesso, sta per finire ogni cosa. Il tempo ci arrugginisce gli occhi, Ivette. Il tempo accade e ci ossida i dispiaceri, zittisce la voce e persino il silenzio…

Oh Ivette Ivette, io non conosco le parole per convincere questo inverno che alla fine di tutto quanto, alla fine di tutto, finisce ogni cosa.

Cara Ivette,
Terry ed io siamo morti tenendoci per mano. È mio padre che lo dice, ma la madre di Terry nega. Io ricordo che c’era la carcassa di un cane sulla spiaggia, morto da almeno una settimana, tutto ricoperto di mosche. Mio padre dice che c’erano migliaia di mosche carnarie, ma la madre di Terry nega. Mio padre dice che Terry era un tenace sognatore di tutto ciò che ha a che fare con l’acqua, che ogni cosa che sognava fosse, in qualche modo collegata all’acqua, ma la madre di Terry nega. Io ricordo che Terry, sulla spiaggia, mi parlava del suo ultimo sogno, il suo Sogno d’acqua… E sai una cosa Ivette?, Mi piacerebbe se nevicasse a novembre, abbraccerebbe la sua piccola casetta di marmo, con una neve che scompare subito, una neve che smette la sua consistenza come un abbraccio scivolato via distratto, di spalle.
Una neve debole, friabile, opaca, una neve ancora in cerca del suo nitore… Ivette, oh Ivette Ivette…

Ivette, io e Terry siamo morti tenendoci per mano. Mio padre dice che c’era anche un medico ma la madre di Terry nega. Io urlavo e dicevo a mio padre che non sentivo più il suo calore, che stava diventando freddo. Mio padre dice che io non volevo lasciarlo andare. Eravamo sulla spiaggia e lui aveva gli occhi chiari chiari e ci vedevo il cielo al contrario nei suoi occhi.

… Terry parlava del sapore dell’acqua di mare. Mio padre dice che tu Ivette gli tenevi con un abbraccio le spalle ferme da dietro. Terry parlava del sogno dell’acqua, di quanto può essere lungo un ritorno per chi aspetta e di quanto sia breve la partenza per chi va via, soprattutto di chi va via di spalle. Terry parlava delle sue braccia troppo corte e delle tue dita affusolate sulla sua testa, tu Ivette parlavi del rumore dell’aria, del vento di novembre che anticipa i ricordi infreddoliti, che si prevede nel soffio e predice una specie di ritorno a casa. Ivette…

Non mi resta molto tempo Ivette, non ce ne resta molto. È di vitale importanza che tu tenga conto solo della mia versione dei fatti. Lascia stare la gente, quello che ti dicono, quello che hanno detto. Ivette, sulla spiaggia quel giorno di tanto tempo fa, Ivette tu non c’eri.

Vengono gli ultimi anni Ivette, stanno arrivando. Vengono anni ad arrugginirci gli occhi, ad ossidarci un dispiacere, la voce, mentre il silenzio continua a dimagrire nella mia stanza.
Ed è questa malattia mi ha portato via la dignità.
Per favore Ivette, prima di andare via, dai un bacio a mia madre, e dille che l’ho amata tantissimo.


tuo Terry

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi