Maldola Rigacci
LA RAGAZZA CON I DRAGHI E LA PISTOLA

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Titolo LA RAGAZZA CON I DRAGHI E LA PISTOLA
Autore Maldola Rigacci
Genere Racconti Brevi      
Dedicato a
Darì
Pubblicata il 11/07/2008
Visite 3995
Punteggio Lettori 35
Note Capisco che questo è più un abbozzo, un flash, che un racconto , anche se breve, ma per ora corro col tempo. Cerco comunque di fissare qualcosa della bellezza e della terribilità della vita nel nostro incredibile quotidiano.
Le fu dipinta la camera di blu,ci furono discussioni su quel blu. Diventava così oscura la stanza, che già non era luminosa! Concesse loro un tono appena più chiaro e il soffitto bianco, ma i genitori rabbrividivano ad entrarci, soprattutto per i draghi. I draghi volavano in notti nere e temporalesche o se ne stavano appollaiati sui mobili con occhi di fuoco verso chi entrava nella camera. Anche quelli piccoli non erano rassicuranti, soprattutto uno, che veniva dall´Etna e brillava di lave incandescenti. Fu il periodo della notte,quella che invade anche il giorno e tenta di cancellarlo.Era così giovane la mia ragazza e odiava i suoi capelli neppure tanto chiari, ma ancora troppo, troppo per tutta quella oscurità tanto desiderata. Sto bene la notte, io, non dormo,sono una creatura notturna, io Ribelle, certo, giovane giovane e ribelle, normale certo.Aveva paura però e quei draghi la proteggevano, i draghi notturni la proteggevano nella notte così amata. Poi i poster con i draghi furono tolti e così tutte le altre cianfrusaglie draghesche. Forse era anche passato un amore.Trascorse un pò di tempo, non molto, a dire la verità, la mia ragazza viaggiava nei suoi mondi più o meno paralleli,straziava la sua bellezza a colpi di maglio e accompagnava la sua paura tenendola stretta per mano come un bimbo piccolo da allevare.
Poi venne l´anno della nana assassina e allora la notte amica gettò luci ad affondare in un cuore, che stava conoscendo un dolore tanto profondo che non aveva penna, nè tastiera nè sms per comunicarlo.Il dolore pioveva nel ventre della mia ragazza. Però lei continuava ad uscire sempre di notte. Una sera, mentre era in sosta sull´auto, fu avvicinata da una nana,che le chiese un passaggio.La deformità spaventò la mia bella.Il passaggio non lo dette. Continuò a vedere quel picolo essere, che chissà chi era e cosa faceva e da dove veniva ,ancora per molte notti nei pressi dell´abitazione dove il dolore aveva portato la mia ragazza.
E così la paura si dichiarò in pieno e fece un bell´inchino, le disse Riconoscimi, per dio! Le cedette, prese una lupa, che portava sempre con sè per difenderla dalla nana assassina. Ma poi la vita nel volgere di un sole e di una luna fece sparire nana e lupa.
La mia ragazza entrò nell´urna di cristallo e aspettò un pò che draghi e nane e amori e dolori profondi fuggissero. Ma non la notte, che amava forse davvero, nè la paura, madre di tutti noi.
Quando si svegliò era davvero bellissima, la mia ragazza.
Un mese fa ha indossato la divisa. La vestizione di un cavaliere. Tutta blu è la divisa come la sua vecchia cameretta. La mia bellissima cinge la pistola e spera di salvar dame e cavalieri, santi ed assassini, poveri e ricchi, mendicanti e viandanti, draghi e nane assassine. Spera di salvar Madre Paura e Sorella Notte.La mia ragazza lavora così.

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