Luigi Romolo Carrino
Certi ragazzi (anaphora -not- edit version)

Vedi
Titolo Certi ragazzi (anaphora -not- edit version)
Autore Luigi Romolo Carrino
Genere Poesia      
Dedicato a
certi bambini
Pubblicata il 01/08/2008
Visite 4588
Punteggio Lettori 51
Note un ciclo. si chiama proprio così, ´certi ragazzi´. comprende audio, video, pagine bianche, stronzate varie insomma. non è che so´ convinto... però è un lavoro senza editing, senza refactoring.
Certi ragazzi tremano ma non lo fanno vedere e si facevano di coca
: guardavano il golfo di Napoli e poi morivano come in un proverbio.

Certi ragazzi hanno quarant’anni e non lo vogliono sapere e alcuni
sono ragazzi: è per questo che tutta le gente li chiama così, ragazzi.
Hanno vocabolari incerti ma definiti, si drogano di vento e di pensieri,
rubano le tue guerre e ti fanno da mangiare solo se possono saziarsi.
Certi ragazzi parlano del mare, ma non sanno dove cazzo sta di casa
il mare, e staccano etichette da magliette nuove e non le mettono mai
e vergini certi ragazzi bevono, e si privano dell’udito per sentirsi finalmente soli.

Certi ragazzi li vedi tre volte l’anno e hanno immenso piacere di vederti
purché tu sia loro di commiato per il solito saluto. Sanno che tu sei lì,
sanno che sei per loro qualcosa di più dello stolto “sì, certo che lo so”.
Certi ragazzi sbuffano fuori la furia e non sono tanto grandi: ti guardano
furbetti, timorosi di essere scoperti solo ragazzi e con la faccia sulle dita
di una mano portano la carezza nel palmo d’occhi, la camorra di ogni gesto.

Alcuni vivono a Forlì da quarant’anni, altri confusi vanno nelle vie di Roma,
certi fuggono da Napoli solo per errore e non sanno che presto torneranno.
Certi altri vivono a Palermo e si spendono la vita come ticket restaurant e
sognano, sognano di far notizia nella stessa propria vita con l’io for president.

Certi ragazzi, quelli come me per esempio, erano disgraziati ragazzi di campagna
che presero una laurea perché non avevano altro da fare se non uccidere o
o morire a diciott’anni il padre e la madre e il fratello o anche solo una sorella.
Certi ragazzi, quelli vecchi come me, sono sempre lo stesso ragazzo, e non
non avranno quarant’anni mai di esperienza ma solo la pazienza, quella calma
di dare ogni abbraccio quando viene richiesto e anche quando non viene richiesto,

anche quando quell’abbraccio sarà ancora una volta lo stesso,
lo stesso di quello che ci è rimasto appeso sulle spalle a otto anni, sui gradini della porta di casa.


_________________________________________________________
Al solito, un file audio.
Stavolta vi metto la mia versione di 'Hai ucciso Lorelai'. Nella versione definitiva, la voce sarà quella (milgiore e più bella, più vera) di Alessio Arena. A me però 'sta versione piace parecchio. Ve la propongo

Hai ucciso Lorelai

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi