Maldola Rigacci
EARTH OVERSHOOD DAY- E´ SCOMPARSO I´ CUPOLONE!

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Titolo EARTH OVERSHOOD DAY- E´ SCOMPARSO I´ CUPOLONE!
Autore Maldola Rigacci
Genere Racconti Brevi      
Dedicato a
La terra è in rosso! Oggi 23 settembre 2008 è l´Earth overshoot day, l´ora della bancarotta planetaria.Consumeremo più risorse di quanto la terra produca.
Pubblicata il 23/09/2008
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Punteggio Lettori 105
Note Mi scuso per la cattiva impaginazione del testo, ma ho un nuovo computer, che mi fa impazzire.

Un posto lontano nel Ladakh o giù di lì.

Da un mese esatto sedeva nella minuscola stanza, le gambe incrociate sulla stuoia rossa e verde, il capo un po’ chino, gli occhi appena socchiusi. Da un mese non mangiava, né dormiva,il battito del cuore come un’ eco lontana, il respiro come un’illusione rara nel volgere della luce- buio.Nessuna parola era più uscita dalle sue labbra.
Prima di tutto ciò, aveva posto vicino alla finestra, su un tavolo basso, una serie di oggetti, fra cui una grande ciotola piena di acqua. Ma da un mese non beveva. Il giovane Tajin sapeva di non doversi preoccupare, ma non lo aveva mai visto in queste condizioni così a lungo. Entrava sempre più spesso nella sua stanza, sedeva un po’ accanto a lui, gli sembrava sorridesse, ma sapeva che era solo una sua impressione. Quel giorno si accorse che l’acqua nella grande ciotola non c’era più, le pareti dell’oggetto erano asciutte, come se il liquido non ci fosse mai stato.

Firenze 23 settembre 2017
Ore 16,00

In piazza della Repubblica, quasi il cuore di Firenze, ci sono i magazzini della Rinascente, in cima, abbastanza in alto, una bellissima terrazza è un bar molto frequentato, La vista è a tutto tondo e la città, già piccola, pare ancora più raccolta, come tutta in una coppa dove affondare golosi il cucchiaino di un gelato davvero speciale. La cupola del Brunelleschi ti carezza rossa, bianca e oro come la guancia di un amante, ti sussurra all’orecchio, tanto vicina che ti verrebbe voglia di leccarla.
Settembre si era fatto fresco, ma Lisa era lassù, beata per un po’ di tempo libero. L’amica le raccontava di un viaggio in Tunisia.D’un tratto le sembrò di vedere la Cupola attraversata come da una cascata d’acqua, un liquido velo che la faceva tremolare.Lisa prese gli occhiali, che aveva appoggiato sul tavolo e se li sistemò bene sugli occhi. Guardò la Cupola.
Non c’era più!
L’amica si fece un po’ silenziosa, bevve un sorso del suo tè, poi riprese a parlare, nessuno intorno pareva diverso da prima. Lisa guardò ancora verso la cupola. No, non c’era o meglio forse era LEI che non la vedeva. Mio Dio, mio Dio, mio Dio-ora che mi succede- anche questa no! Devo stare calma- zitta- buona- che certo mi passa.
Chiese scusa,scusa Paola,ma vado in bagno. Scese al piano inferiore. La vita intorno andava normale, un po’ più di silenzio forse,ma normale.
Fece tutte le scale mobili a battiti sempre più accelerati. Uscì, a passo svelto verso piazza del Duomo. Non c’era, non c’era proprio più! Ma la gente, i turisti,gli ambulanti, insomma tutti gli imbecilli intorno, nulla, come se nulla fosse! Lisa notò che però era molta, più del normale, la gente che entrava nella chiesa, c’era come un silenzioso e ordinato flusso di persone, che si ingrossava sempre più e cercava di entrare nella basilica.
Oh mio Dio, oh mio Dio! Dentro, al posto della cupola, il bel cielo di settembre con qualche nuvola, ma lo strano era che l’interno conservava la sua penombra usuale e che niente dell’aria esterna pareva entrasse da quella voragine.
- Mi scusi, signora, mi può fare una cortesia? ‘Un ci ho i’cellulare, mi par di sentirmi poho bene, anzi mi sento proprio male,insomma la mi potrebbe chiamare i’118, la Misericordia…?-
Il signore era piuttosto giovane,guardava in alto, ma pareva non voler far notare lo sguardo allucinato.
_ Qualcosa agli occhi per caso? Sa, forse ne ho bisogno anche io-
-Dicchè?-
- Di’ 118,dell’ambulanza, di un medico dell’oculista. Ho come dei fenomeni strani…-
- Diciamo come se non vedesse …delle cose, che prima c’erano e ora ‘un ci sono più?-
- Diciamo, per esempio, come se, via si fa un po’ per dire,per esagerare, ecco come se ‘un si vedesse più i’ Cupolone?-
-Allora... anche lei…-
-Eh, già, anche io...-
- Mi scuso, molto moltificata, ma in guida non c’è sclitto nulla e se voi spiegale…-
- Ascolta, madama Butterflay, siamo tutti nella merdaaaaa!-
- Plego!?-
E così cominciò il delirio, almeno per Lisa, Il cupolone era davvero sparito. Lisa corse fuori, capì che non doveva prendere mezzi pubblici, né taxi, ma correre a piedi verso casa.Le vennero in mente i giorni dell’alluvione con il centro della città sconvolto e la periferia incredula, stranita, smarrita. Correva verso casa a testa bassa. L’accolsero le sue stanze quiete, il suo giardino tranquillo.
_ Mamma, eri in centro!? Alla televisione dicono che…-
-Ascolta bellina, la mamma questa volta e la ‘un c’entra, ‘un l’ho fatto sparire io i ‘cupolone. Però l’è vero, visto con miei occhi!-
-Oh, mamma!-
E così Lisa accese la televisione e il delirio era lì.
Tump comunicò che l'Isis o chi per esso aveva francamente esagerato, ma l'Isis mandò un video in cui un tizio a volto semi coperto,gli occhi spiritati, diceva che magari! Ma non era nelle loro possibilità. Allora Trump fece l'ipotesi di un'azione di Kim Jong-un, ma francamente pareva poco convinto.. Il Papa si affacciò alla finestra,invitando tutti a pregare,ma in gran segreto officiò una messa di ringraziamento del genere meglio il cupolone tuo che il mio. Tutti i maggiori monumenti del mondo furono messi sotto sorveglianza armata.
Mentana  organizzò immediatamente una diretta non stop che la gente si sarebbe francamente risparmiata e il pizzicagnolo, da cui Lisa aveva spedito la figlia a prendere un po’ di rifornimenti, disse che tanto e ‘un c’era nulla da fare, Firenze l’era i’ centro di’ mondo, ni’bene e ni’male.Lisa ripensò a quella sua cattedrale aperta al cielo, come se la cupola l’avesse custodito per centinaia di anni e poi si fosse schiusa, infine, come una rosa per lasciare il posto all’unica cupola, che mai dovesse esserci: la volta celeste, la terra, le stelle,la luna, gli uccelli, il passare delle stagioni. Forse il Brunelleschi l’aveva fatta tanto bella per destinarla a questa rivelazione, sì, uno scrigno prezioso destinato a schiudersi.
Elicotteri volteggiavano su Firenze e aerei di ogni genere e paese furono alzati in volo su tutti cieli di tutti i continenti. Il delirio continuò. Un passeggero di un mesto volo Alitalia a sconto pazzesco disse di averla vista passare sulla rotta Roma- Madrid, ma gli avvistamenti furono migliaia.
Gentiloni rassicurò il mondo intero che lui e Renzi proprio non c’entravano.
Furono disposti posti di blocco ovunque e tutti i bagagliai delle auto scrupolosamente perquisiti.
-Ma te dimmi, mamma, se con tutte le puttanate che ci sono al mondo, proprio i’ nostro cupolone dovevano far sparire!- Alla fine, verso sera, si giunse alla conclusione che di sicuro quella storia dell’esperimento di Ginevra doveva entrarci qualcosa. Il buco nero era cominciato! Panico planetario.
Poi, sorvolando la rotta artica, uno stormo di aerei la vide. Era lì, al Polo nord.
Galleggiava lenta, bellissima,così rossa in mezzo a tutto quel bianco azzurrino.
In mezzo ai ghiacci, sfiorando alte pareti splendenti, la cupola del Brunelleschi lanciava dalla sfera che la sormontava quieti bagliori d’oro. Alcuni orsi avevano raggiunto la lanterna e viaggiavano con lei come turisti fortunati, altri se ne stavano aggrappati lungo i suoi costoloni bianchi.

Un posto lontano nel Ladakh o giù di lì-
23 settembre,ore 24,00


Il maestro aprì piano gli occhi, guardò verso la ciotola posata sul tavolino vicino alla finestra.
Era di nuovo piena di acqua.Respirò a lungo.
-Tajin, ho fame, ma non correre,posso aspettare-
-Maestro è successo qualcosa nel mondo, qualcosa di straordinario…-
-Davvero?-il maestro sorrise- e dove?
- In Italia, in una città…Firenze…mi pare-e raccontò quello che era giunto fin lassù, quasi ai confini del cielo.
-Tajin, lo so. Vedi, se l’uomo diventa predone del suo pianeta, di tutte le sue ricchezze, non credi che possa essere derubato a sua volta di tutto ciò che di bello ha saputo creare?.
Quello che non capisco è perché proprio Firenze,non era esattamente ciò che avrei voluto.
La prossima volta sarò più concentrato-
Il sorriso del maestro diventò una bella risata sonora, bevve con gusto da quella grande ciotola l’acqua fresca e pura delle sue alte montagne.

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