Luigi Romolo Carrino
Overture

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Titolo Overture
Autore Luigi Romolo Carrino
Genere Divulgazione scientifica      
Dedicato a
alle donne che scrivono lettere
Pubblicata il 04/12/2008
Visite 4007
Punteggio Lettori 48
Note una lettera può essere uguale a un´altra, a un´altra scritta da una donna, da un´altra donna. in fondo, le lettere si somigliano. come certe ´poetesse´, ma esse esse, che ESSE proprio non si può.

Una stampata, l’altra detta, un’altra scritta a mano, consegnata alla croce nella stanza, ai rami della quercia, di fianco al muro di cinta. Una di ottobre è un giorno triste, la quarta di aprile è un silenzio al mese. La prima di maggio è diecimila parole in un’ora, un’altra di giugno dice scrivimi, scrivimi adesso, e l’ultima è assurda e, maleducata e, dice una cosa che non è mia.

Una di gennaio è tutto quello che sono stata, quella di ieri è quello che sono diventata, la seconda di novembre è esattamente chi sono. Come se non sapessi quello che dice. Un’altra è come se, non so, come se non l’avessi scritta io, proprio oggi, prima di fuggire via oltre il muro. Un’altra è come se, non so, come se non l’avessi scritta io, proprio cinque anni fa, prima di fuggire via oltre il muro. Come se non avessi già commemorato, cento milioni di parole fa, tutto quello che celebreranno. Come se fossi stata da un’altra parte mentre, la seconda e la quarta di marzo, insieme, si accumulavano nella stanza, davanti alla quercia, nelle braccia. C’è n’è una di settembre, una dispiaciuta che ricorda da sola l’altra stampata, detta, scritta a mano a ottobre, e non dice una sola parola che sia veramente vera, vera come dico io, come è stata.

Sono io il rito, sono io tutta la premura che ci ho messo per definire la liturgia della mia memoria. Sono io l’omicidio delle dita, la cinematica del mio delitto, la marionetta dei miei fili, sono io la cerimonia di qualsiasi intento, tutta quanta la bellezza di questo lamento sottovoce e stampato, detto, scritto a mano. Sono io tutta luglio, la penultima di agosto, quella che è rimasta in mezzo ai filari di tabacco di fave di piselli, sono io la lettera che ho scritto oggi.

Sono io questa lettera che ti scrive.
Io sono tutta la lettera che mi legge.

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