Umberto Torretta
Un Ligure contro Toro Seduto

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Titolo Un Ligure contro Toro Seduto
Gustin Devoto: da Mezzanego al Little Big Horn.
Autore Umberto Torretta
Genere Narrativa - Storico      
Pubblicata il 20/01/2009
Visite 11812
Punteggio Lettori 10
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Koine´  N.  13
ISBN 9788873882114
Pagine 102
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Agostino Devoto classe 1851, a soli sei anni partì da Mezzanego (Genova) per New York.
Dopo aver venduto giornali per le strade, si arruola nel settimo cavalleria, nel 1876 partecipa alla battaglia del Little Big Horn,  si congeda dall’esercito nel 1878 per termini di leva, avvia una fiorente attività commerciale e si sposa con una italiana da cui ha due maschi e due femmine.
L’autore, ha ricostruito la vita di questo personaggio sconosciuto sia in Italia sia in Liguria e ha raccolto, anche dai pronipoti, documenti e testimonianze dirette sulla battaglia contro Toro Seduto.

LA SCOPERTA DI AGOSTINO DEVOTO

Fin da giovane sono rimasto affascinato dai film western e in particolar modo da quelli sugli indiani d’America, passione che senz’altro coinvolse anche migliaia di miei coetanei, ma che nel mio caso diventò, col passare degli anni, un vero interesse e in seguito approfondimento e studio su quei popoli.

Pur essendo nato in una grande città, gli eventi della guerra mi costrinsero a fuggire da quell’inferno per rifugiarmi nel paese dei miei nonni sull’Appennino ligure. Devo dire che in certo qual senso, sono felice che la sorte mi abbia destinato a vivere la mia gioventù in quel villaggio e fra quelle montagne, poiché solo lassù ho imparato ad amare la natura, la nostra grande madre terra.
Quando da adolescente, sono tornato a vivere in città, mi sono sentito in prigione, soffocato e oppresso fra i palazzi e il caos cittadino.

Penso senz’altro che questo amore per la natura e gli spazi liberi, mi abbiano influenzato all’interessarmi agli indiani dell’America del Nord, che vivevano e erano parte integrante della natura stessa. Il loro stile di vita, la loro filosofia basata sul rispetto della natura e dell’ambiente in cui vivevano, hanno senz’altro stimolato il mio interesse e la simpatia verso di loro; inoltre le loro lotte contro l’invasione dei bianchi, me li ha fatti identificare con tutti i deboli che combattono contro i soprusi dei più forti. Potrebbe darsi che nella realtà le cose non fossero state effettivamente così, ma ormai lo stereotipo dell’uomo libero che lotta contro l’usurpatore mi aveva preso e la ricerca e lo studio di questo popolo è diventato uno dei miei hobby preferiti.

Dopo aver letto tutto quello che riguardava la vita e la storia degli indiani, negli ultimi anni il mio interesse si è rivolto alla ricerca di personaggi liguri emigrati negli Stati Uniti e che avessero fatto parte di quel momento storico. Dopo lunghe ricerche, devo dire che la mia tenacia venne infine premiata con la scoperta di due nostri compatrioti, padre Lorenzo Palladino e Agostino Devoto. Il primo nacque nel 1837 a Badia di Tiglieto (Ge) e diventato Gesuita fu inviato nel Montana per l’evangelizzazione degli indiani Flat Heads; della sua vita missionaria e delle tribù del Montana egli scrisse un libro che ho tradotto con il titolo di “Padre L. Palladino S. J., un ligure fra gli indiani”.

Per quanto riguarda Agostino Devoto, devo dire di averlo scoperto anni fa navigando su internet, in un articolo di Cesare Bracchi e da un libro di Cesare Marino, antropologo e studioso di storia naturale presso lo Smithsonian Institute di Washington. Pare che quest’ultimo, durante le sue ricerche, sia riuscito a scoprire che alla famosa battaglia del Little Big Horn, parteciparono pure quattro italiani.

In realtà, anni addietro, si era a conoscenza che un solo italiano avesse partecipato a quella famosa battaglia, il trombettiere (John Martin) Giovanni Martini, ma in seguito, sembra che Cesare Marino trovasse altri cinque italiani che facevano parte del settimo cavalleggeri, di cui quattro parteciparono alla battaglia. Difatti, oltre a Giovanni Martini, presero parte a quel fatto d’armi anche Charles De Rudio (Carlo Camillo Di Rudio) nato a Belluno, Augustus Devoto nato a Genova e John James (Giovanni Casella) nato a Roma, il quarto e il quinto erano Francesco Vinatieri e Francesco Lombardi, ma questi ultimi due non erano presenti quel giorno.

Il fatto che un genovese avesse combattuto la battaglia del Little Big Horn destò in me molto interesse e ciò mi spinse ad attivarmi per reperire maggiori informazioni, anche pensando che a Genova ben pochi sapessero dell’esistenza di questo personaggio. Nel prosieguo delle mie ricerche riuscii a fare la conoscenza di Salvatore Caniglia, un italo-americano che in passato aveva fatto ricerche su Augustus Devoto e ne aveva pubblicato un articolo sulla rivista della “Little Big Horn Association”.
Salvatore Caniglia è nato negli Stati Uniti da genitori italiani e si è laureato alla Temple University di Philadelphia nel 1941; dopo un primo contatto egli si dimostrò subito molto disponibile ad aiutarmi, tanto che in breve tempo mi recapitò tutto il materiale che aveva a sua disposizione.

Dai documenti raccolti da Salvatore Caniglia, risultava che Augustus Louis Devoto era nato a Genova il 27 febbraio 1851 e a sei anni si trovava già a New York vendendo giornali per le vie della città. Nel 1873, all’età di 22 anni si arruolò a St. Louis, nel settimo cavalleria e il 25 giugno 1876 partecipò alla battaglia del Little Big Horn, dove fu nominato per una decorazione. Nel 1877 partecipò all’altrettanto nota guerra contro i Nez Percés di “Capo Giuseppe”. Il 4 ottobre 1878, per termini di leva, Agostino si congedava dall’esercito presso la Standing Rock Agency (Fort Yeats).

Di Agustus Devoto si venne a conoscenza alcuni anni or sono, quando negli archivi della “Custer Battlefield Historical Association” si trovò una sua testimonianza scritta relativa alla battaglia, rilasciata allo storico Walter Camp nel 1917, che in quel periodo cercava di ricostruire i fatti della famosa battaglia.

Devo dire che il materiale inviatomi da Salvatore Caniglia mi permetteva di avere un quadro generale della vita di Augustus Devoto, ma della sua storia non mi convinceva il fatto che egli dichiarasse di essere nato a Genova, dato che tale cognome è originario del chiavarese, d’altronde è cosa nota, che trovandoci lontano da casa, viene più facile dire di provenire dal capoluogo e non dalla provincia. Ad ogni modo, questo fatto stimolò ancora di più la mia curiosità e con questo tormento in testa, mi misi alla ricerca del luogo esatto dove egli era poteva essere nato.
Le mie prime ricerche iniziarono all’Archivio Storico del Comune di Genova e all’Archivio di Stato, ma i risultati furono negativi. A questo punto presi l’elenco telefonico e stilai una lista dei paesi della Provincia dove risiedevano i Devoto. Queste località erano una decina, ma a trovare quello in cui era nato Agostino non era certo cosa facile, ad ogni modo l’interesse per scoprirlo era tale che mi misi con pazienza a telefonare alle varie parrocchie, nella speranza di essere tanto fortunato di trovare il paese giusto.

I paesi dove era maggiormente concentrato il cognome Devoto erano, Genova, Rapallo, Chiavari, Sestri Levante, Carasco e altri più o meno affacciati al mare, mentre nella Val Fontanabuona e la Val d’Aveto erano in numero minore. Secondo un mio ragionamento, pensai che i paesi rivieraschi avessero ricevuto un flusso migratorio dalle vallate verso gli inizi del 1900, pertanto, la mia ricerca avrebbe dovuto iniziare nei paesi montani, anche se attualmente la componente del cognome era presente in minor numero.

Feci la prima telefonata alla parrocchia di S. Stefano d’Aveto, ma non ebbi risposta, provai allora con quella di Borzonasca dove purtroppo non risultò essere nato nessun Agostino Luigi, ma il parroco mi assicurò che i Devoto erano originari di quei luoghi e che nei pressi di Caregli esiste una borgata chiama “Devoti”. Il giorno seguente telefonai al parroco di Temossi, dove speravo di avere una conferma, ma anche lì la risposta fu negativa. Stavo ormai perdendomi d’animo, ma provai a fare l’ultimo tentativo presso la parrocchia di Mezzanego, dove dall’elenco risultavano iscritti solo cinque Devoto. Il parroco don Olivieri, mi disse subito che sarebbe stato difficile trovare il mio personaggio presso la sua parrocchia, dato che il cognome è originario di Borzonasca, ma dietro mia insistenza accettò di controllare; per fortuna, dopo una rapida ricerca negli archivi egli mi confermò invece che aveva trovato quello che cercavo, Agostino Luigi Devoto era nato a Borgonovo di Mezzanego il 27 febbraio 1851, da Giuseppe fu Agostino e Cassinelli Angela fu Luigi.

Agostino Devoto classe 1851, a soli sei anni partì da Mezzanego (Genova) per New York.
Dopo aver venduto giornali per le strade, si arruola nel settimo cavalleria, nel 1876 partecipa alla battaglia del Little Big Horn,  si congeda dall’esercito nel 1878 per termini di leva, avvia una fiorente attività commerciale e si sposa con una italiana da cui ha due maschi e due femmine.
L’autore, ha ricostruito la vita di questo personaggio sconosciuto sia in Italia sia in Liguria e ha raccolto, anche dai pronipoti, documenti e testimonianze dirette sulla battaglia contro Toro Seduto.

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