Accademia Ligustica Belle Arti
Le Parole dell’Arte

Titolo Le Parole dell’Arte
Autore Accademia Ligustica Belle Arti
Genere Pittura      
Pubblicata il 07/09/2009
Visite 19134
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  3048
ISBN 978-88-7388-240-4
Pagine 32
Note Pubblicazione a colori
Prezzo Libro 8,00 € PayPal

 “Le Parole dell’Arte” nasce come una ricerca didattica al confine della storia dell’arte, o forse alla sua origine. Indaga quello che per gli storici dell’arte è un linguaggio specifico, che insieme con l’occhio attento al particolare diventa un bagaglio indispensabile, i loro “ferri del mestiere”, dal punto di vista dell’artista. Parte dalle parole che ogni giovane artista ha riconosciuto importanti per lui, quindi dai concetti che ognuno ha ritenuto fondamentali e, attraverso un percorso personalissimo, arriva ad un lavoro che le reifichi.

La ricerca non è stata facile ed ha coinvolto, con modalità diverse gli studenti dei trienni e quelli dei bienni specialistici dell’Accademia Ligustica. Il punto di partenza è stato per i primi un’indagine sugli artisti che consideravano più vicini alla propria ricerca e su quelle che erano le caratteristiche che riconoscevano loro. Con i secondi, sono stati analizzati alcuni testi storici, critici e di artisti, smontando il loro linguaggio e riflettendo sui concetti che maggiormente emergevano dalla lettura.


“Le Parole dell’Arte” è la prima di una serie di pubblicazioni rivolte a far conoscere i risultati della ricerca nelle varie discipline che da anni ha luogo all’Accademia Ligustica di Belle Arti.

"Le Parole dell’Arte”, curata da Alessandra Gagliano Candela, è la prima pubblicazione di una collana dell’Accademia Ligustica di Belle Arti per le edizioni di Liberodiscrivere.
L’Accademia Ligustica di Belle Arti è un laboratorio di ricerca in funzione permanente come esige un’attività centrata sull’elaborazione di linguaggi. Si sperimentano tecniche e tecnologie, si procede dal pensiero al fare e si alimenta il pensiero con il fare stesso, si prova a moltiplicare le connessioni tra linguaggi.
Tutto quel che si conquista e quel che si trova anche per caso è al tempo stesso risultato o punto di partenza, è motore di trasformazione, è parte del percorso di formazione e ricerca dell’allievo, è parte della didattica e della ricerca del docente, è un patrimonio che desideriamo far uscire dall’Accademia per una condivisione e un confronto.
Una legge, la cui applicazione dopo dieci anni ancora non si è compiuta, ha allineato il comparto Alta Formazione Artistica e Musicale agli Atenei, ha adeguato i piani di studi, la durata dei corsi, il numero dei crediti. La parola “ricerca” su modello del sistema universitario è entrata a far parte del vocabolario istituzionale delle accademie; ma la ricerca non è una novità per le accademie, ne è sempre stata la componente vitale.
Si tratta solo di raccontarlo. Ecco il perché di un progetto editoriale.

Emilia Marasco
Direttrice Accademia Ligustica di Belle Arti


Le Parole dell’Arte

Per Giorgio Vasari nelle “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori et architetti” (1550 e1568), la parola che descrive l’opera d’arte è uno dei mezzi per conservare e tramandare la memoria delle opere degli artisti. Sulla base della parola si è costruita la storia dell’arte, sia come storia delle vicende degli artisti e delle loro opere seguendo il modello di Vasari, sia come storia delle opere d’arte e del modo nel quale vennero eseguite.
La storia dell’arte usa tuttora le parole per interpretare e penetrare un qualcosa che è stato eseguito in un altro linguaggio, traduce con il linguaggio verbale quello che l’artista figurativo ha creato con segni e colori, immagini, foto, video e quant’altro fa parte della sua ricerca. Un legame inestricabile sembra unire la parola e l’immagine e questo legame ha assunto connotazioni di volta in volta differenti, dai Calligrammi e dalle Tavole Parolibere delle Avanguardie Storiche alla più recente poesia visiva, all’arte concettuale… La relazione tra la parola e l’immagine si propone, quindi, come un lungo ed articolato percorso che non è ancora giunto alla fine.
Cosa succede, però, quando si parla di storia dell’arte, quando si usano le parole dell’arte con studenti che utilizzano la luce e l’ombra, il segno e il colore, il disegno, la pittura, la fotografia? Quando, cioè, chi ascolta e segue determinati concetti li conosce perché per lui fanno parte di una grammatica quotidiana e naturale, sono per lui una forma espressiva? Probabilmente i concetti espressi, le spiegazioni e le interpretazioni proposte innescano in lui diverse forme dialettiche, assumono significati diversi.
“Le Parole dell’Arte” nasce come una ricerca didattica al confine della storia dell’arte, o forse alla sua origine. Indaga quello che per gli storici dell’arte è un linguaggio specifico, che insieme con l’occhio attento al particolare diventa un bagaglio indispensabile, i loro “ferri del mestiere”, dal punto di vista dell’artista. Parte dalle parole che ogni giovane artista ha riconosciuto importanti per lui, quindi dai concetti che ognuno ha ritenuto fondamentali e, attraverso un percorso personalissimo, arriva ad un lavoro che le reifichi.

La ricerca non è stata facile ed ha coinvolto, con modalità diverse, gli studenti dei trienni e quelli dei bienni specialistici dell’Accademia Ligustica. Il punto di partenza è stato per i primi un’indagine sugli artisti che consideravano più vicini alla propria ricerca e su quelle che erano le caratteristiche che riconoscevano loro. Con i secondi, sono stati analizzati alcuni testi storici, critici e di artisti, smontando il loro linguaggio e riflettendo sui concetti che maggiormente emergevano dalla lettura. Lo scopo era, in entrambi i casi, di ritornare alla radice della relazione tra la parola e il linguaggio artistico, ricomponendo una sorta di “grado zero”. Ognuno ha poi approfondito la ricerca per conto proprio. è scattato a questo punto il cortocircuito e ogni studente, o gruppo di studenti ha elaborato un lavoro.
La mappa che ne scaturisce è ovviamente complessa e varia da un’indagine sugli strumenti dell’arte ad un’elaborazione concettuale alle radici della propria matrice artistica, un affiorare allo stato cosciente di una dimensione linguistica personale, nella quale ciascuno ha lavorato con il medium che gli era in quel momento più congeniale.
Si passa quindi dal video di Giulia Avvenente, Lorena Balboni, Jessica Paderi, Laura Rossi, che ripercorre con grande freschezza le parole e, quindi, i concetti che fanno risalire all’arte, in un viaggio che parte dalla vita, anche personale e arriva alle opere d’arte, all’indagine sugli strumenti del proprio percorso artistico nell’installazione fotografica di Andrea Ponte, che significativamente accoppia la matita ed il computer. Si entra nella poliedrica presentazione del contemporaneo di Valentina Persico, una serie di foto rubate alla quotidianità, che ha cercato una parola chiave in grado di riassumere la complessità dell’arte.
Il gioco si fa riflesso nell’installazione di Lara Grillo, dove la mano dell’artista si combina con il graffito e lo specchio che inserisce la parola e l’immagine di chi legge, in un circolo virtuoso che ripropone la relazione parola-immagine. E un codice particolarissimo si annida nei dipinti di Stefania Gessi, nascosto negli sguardi dei bambini di diverse etnie che osservano un mondo dominato dal codice a barre. Mauro Panichella ripete in una scannerizzazione puramente concettuale l’immagine di quello che uno scanner, suo frequente strumento di lavoro, non può fare, e lo fa mimando con la pittura il movimento dello scanner, accompagnato dalla ripetizione ossessiva di una frase che ritma il passaggio di medium.
Michela Ruisi indaga la luce con il suo corpo in una performance video nella quale la body painting assume un chiaro sapore matissiano, dove la luce si fa colore e il colore si fa luce.
Su una lavagna l’installazione di Lyubomir Naydenov combina l’intervento sull’incisione degli ex-libris con parole scritte in bulgaro, che per la loro difficoltà di comprensione assumono la valenza di segni, giocando tra la tecnica e la parola. Giulia La Manna graffisce la superficie trasparente del plexiglas con parole che si ricollegano all’origine dell’uomo secondo gli Antichi, intrecciando le parole con le immagini dell’Androgino, singolare unione di maschile e femminile.
Elena Aromando lavora sulla trasposizione dei linguaggi, creando dispositivi di una visione complessiva, simultaneo passaggio tra la parola e la cosa. IntimaMente (La casa di Celestina) è un gioco multiforme, una rete che racchiude parole e immagini in ordine sparso, che Emanuela Tortello scompone e ricompone in continuazione.
La parola si fa indagine, segno, spunto concettuale, riflessione dell’arte su di sé e al di fuori di sé, tracciando un circuito elettrico che dalla storia giunge alla contemporaneità e ritorna alla storia. Il lessico dell’arte si apre in nuove congiunture, in altre direzioni, che non ignorano il passato, ma lo rivivono e lo reinterpretano. Il gioco continua ed ogni artista racconta in breve la propria esperienza. Poche parole ed il circuito riprende vita.


Alessandra Gagliano Candela

 

ELENCO AUTORI


- Elena Aromando
- Giulia Avvenente, Lorena Balboni,
Jessica Paderi, Laura Rossi
- Stefania Gessi
- Lara Grillo
- Giulia La Manna
- Lyubomir Naydenov
- Mauro Panichella
- Valentina Persico
- Andrea Ponte
- Michela Ruisi
- Emanuela Tortello

 

 “Le Parole dell’Arte” nasce come una ricerca didattica al confine della storia dell’arte, o forse alla sua origine. Indaga quello che per gli storici dell’arte è un linguaggio specifico, che insieme con l’occhio attento al particolare diventa un bagaglio indispensabile, i loro “ferri del mestiere”, dal punto di vista dell’artista. Parte dalle parole che ogni giovane artista ha riconosciuto importanti per lui, quindi dai concetti che ognuno ha ritenuto fondamentali e, attraverso un percorso personalissimo, arriva ad un lavoro che le reifichi.

La ricerca non è stata facile ed ha coinvolto, con modalità diverse gli studenti dei trienni e quelli dei bienni specialistici dell’Accademia Ligustica. Il punto di partenza è stato per i primi un’indagine sugli artisti che consideravano più vicini alla propria ricerca e su quelle che erano le caratteristiche che riconoscevano loro. Con i secondi, sono stati analizzati alcuni testi storici, critici e di artisti, smontando il loro linguaggio e riflettendo sui concetti che maggiormente emergevano dalla lettura.


“Le Parole dell’Arte” è la prima di una serie di pubblicazioni rivolte a far conoscere i risultati della ricerca nelle varie discipline che da anni ha luogo all’Accademia Ligustica di Belle Arti.

 

Non ci sono commenti presenti.

Pubblica il tuo commento (minimo 5 - massimo 2.000 caratteri)

Qui devi inserire la tua Login!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password?

Qui devi inserire il tuo nickname!

Qui devi inserire la tua email!

Nascondi Qui devi inserire la tua password!

Hai dimenticato la password? Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai i dati di accesso.

Qui devi inserire la tua email!

Ritorna alla login

Chiudi