Luigi Romolo Carrino
Maggio

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Titolo Maggio
Autore Luigi Romolo Carrino
Genere Poesia      
Pubblicata il 22/09/2009
Visite 3306
Punteggio Lettori 60

Così mio così, che mi sembro un mese tutto fiorito di questo maggio,
apparso - sembro - e ricomparso nel celeste dei palazzi qui all’EUR
sperduto nelle ore che somigliano al mio pacchetto di Camel sul comodino.

Ti ho pensato tanto che mi sono fatto piccolo piccolo
timido uomo alato e - compagno – làscito di un piccione rosso.
Dal balcone uno mi ha lasciato mai in tutti questi giorni,
che non sapevano se fare freddo se fare caldo se fare pioggia
se farmi mattina fiero o notte, darmi un schiaffo di vento in bocca:
il mattino ha l’olio in faccia, dico sul pontile al laghetto, solo mentre,
e il celeste che viene scivola sui palazzi come attesa carezza sulla faccia.

Mi ho dovuto inventare pure il fiato tuo per respirarti un poco di notte, sai?
Mi ho sbagliato la grammatica della rinuncia tua per assolvermi tutto Maggio
che mi ha trascorso dimagrito e mi è accaduto con la calma della mia pianta del caffè:
una volta ero innamorato di Jeeg Robot d’acciaio ed ero solo una testa senza corpo.

Maggio quest’anno mi lancia i miei componenti, il big shooter lo guida sempre lei:
impavida e puntuale, mi lancia le braccia le gambe i piedi le mani e un torace inutile.

Maggio quest’anno mi ha fatto i fiori sulla pelle, mi ha fatto i fori sulla faccia
per metterci proprio quegli occhi che – una volta lo faranno - verranno a vedermi.

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