Alessandra Palombo
Da spigolature ( 2009-2010)

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Titolo Da spigolature ( 2009-2010)
Autore Alessandra Palombo
Genere Poesia      
Pubblicata il 12/03/2010
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Con la fascia al braccio
per la corda al collo
smisi il nero
e nei giorni grigi
scovai i sorrisi
nella Neonata
arrivata
a lenire Lutti
su Lutti e Pianti
su Pianti e Spine
su Spine e 
sul mio Malessere
eterno.

 

( 5 luglio 2009)

 

 

*

Desidero un granello
di gaiezza che lieviti
sino a  generare
luce  là dove è buio
gioia  là dove è noia
gusto là dove è sciapo,
giusto una meta minima
da unire ai canonici
doveri.
Desidero un desiderio
per incrinare la monotonia.

 

( 20 dicembre 2009)

 

*

Acceso da novene domestiche
(fili luccicanti e stelle e canti)
lo sguardo teso all’orizzonte
terso o perso nei riflessi
ignaro delle nuvole in arrivo
nulla ombrava il Natale azzurro
(dolce più delle torte
che da bambini non amavamo )
accompagnato dall’attesa.

 

( 28 dicembre 2009)

 

*

 

Tutto m’ha dato la mia terra!
Tuoni, turbamenti
teneri buffetti irriverenti
passaggi di brezze
profumi inebrianti
spazzati da tormente
inaspettate.
Fuorché i natali
tutto m’ha dato la mia terra
che oggi, priva di piogge,
langue arida.

 

(6 gennaio 2010)

 

*

Verso un cielo terso
- un tetto sui carri -
in un maggiolino grigio
voci bianche stonavano
al pari dell’allegria
dei figuranti - all’arrivo -
nella piazza mascherata
con stelle filanti,
paesano centro festante
fatiscente cerchio
all’occhio fanciullo
dal gioco già svezzato.

 

( 4 febbraio 2010)

 

*

Sull' ambita, un tempo, terraferma
indifferente adesso,
tra la nebbia viaggiano
uomini e donne
diretti a messe a me inodori
mentre vago da parete a parete
a vivere storie nonostante
il mondo sia piccolo e un po' antico.

 

( 9 febbraio 2010)

 

*

 

Dell’ottobre
pareva non dovesse mai aver fine
l’odore peculiare del sussidiario intonso
il fruscio delle pagine inviolate
l’occhio sull'aquilone immacolato
che non mancava mai
accanto ai peschi in fiore, al Bambinello nella culla
alle lettere in corsivo e a stampatello
alle storie a lieto fine dettate con lentezza
ed ora è archeologia.

 

( 26 febbraio 2010)

 

*

 

Liquido si sparge il dolore
- nato per mano d'uomo
o per mano di natura nemica -
tra i meridiani e i paralleli
roventi e gelidi del globo
e lì e qui,
- all'intorno per nefasti fati-
pianto e stridore di denti
s'incrociano nel cielo
con stormi di rondini
aruspici di primavera
nonostante.

 

(11 marzo 2010)
 

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