Guido De Marchi
Strane idee - di Francesco Brunetti (AISEOP)

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Titolo Strane idee - di Francesco Brunetti (AISEOP)
Autore Guido De Marchi
Genere Attualità libri      
Pubblicata il 23/03/2010
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Strane idee
di Francesco Brunetti
ed. Liberodiscrivere Genova 2010
pag. 154 - €. 10,oo
 
 
`Al principio era il buio e il buio non conosceva la luce e quando esplose la luce solo triliardi di fotoni ne furono testimoni. Il buio e la luce non si conobbero fino a quando non nacque la prima ombra... “ Con queste parole Francesco Brunetti inizia un suo viaggio tutto interiore nell’abisso del mistero della vita, del senso della vita, dove tutto ciò a cui l’anima anela pare méta irraggiungibile, pura illusione, sogno che sfuma al mattino lasciando solo il rimpianto delle cose non godute, non avute, marginalmente percepite e sfumate nella luce del giorno.
Ma quello di Brunetti non è solo un tentativo di capire il senso delle cose, il suo discorso si dipana, pagina per pagina, come un viaggio all’interno di se stesso. La propria condizione esistenziale è dominata da una costante: l’idea di inizio. Un inizio che coincide inevitabilmente col concetto di nascita, e questo postula un processo di crescita, di trasformazione che ci porta inevitabilmente alla consapevolezza che ciascun inizio porti ad una fine; una fine che non è fisica, poiché in tal caso si raggiungerebbe la quiete, ma mentale, ammantata di dubbio, infarcita di infinite solitudini nelle quali l’amore, ora vero, ora sognato, ora puro desiderio, oppure lontano ricordo, rimane l’unica luce di speranza, unica fonte di un calore che va oltre l’irradiazione solare e ci scalda dentro, laddove neppure l’intera energia cosmica può intervenire perché il mondo fisico è chiuso fuori.
Non a caso in “Alla radice del Verbo” troviamo sangue, paura, uniti nel rapporto vita-morte. Il verbo nasce dal “grido”, dalla necessità profonda di dare un suono al dolore. “Profumo di donna” introduce l’altra metà della dimensione uomo: è un tema, quello della donna, che ritorna nelle opere di Francesco come altra ineludibile parte della vita, è quella voglia di completezza, di unità capace di rendere l’essere umano libero dalla solitudine, dall’angoscia dell’ignoto: c’è LEI e quindi la vita si completa, diventa amore, progettualità, gioia di vivere, sofferenza anche, specie quando la capacità di comunicare viene meno. Il tutto inglobato nella natura, in un universo affascinante e terribile, sconvolgente e misterioso, nel quale la dimensione umana sembra smarrirsi e tuttavia ne rimane affascinata, soggiogata, e dove l’idea di un Dio creatore si pone quale profondo dilemma alternante da fede a dubbio. Questo viaggio interiore dell’autore lo porta a contatto con un altro aspetto della condizione esistenziale: l’idea di pace, quella pace capace di consentire all’essere di librarsi al di sopra delle passioni umane, di nobilitarlo e proiettarlo oltre le miserie del quotidiano, lontano dalle lotte, dalle passioni, dal dolore, come nei versi finali di “Anestesia dell’anima”.
Ritorna, nei versi dell’autore, la presenza del mare e vi gioca diversi ruoli, sia in chiave simbolica che per le suggestioni che evoca, quasi un ricordo del bagno primordiale dal quale originò la vita.
Non possono mancare all’autore di “Lune di mare”, il primo libro di Brunetti, “Estrellas y luna” dove la presenza del cielo si lega alla danza, alla donna, dove anche i tormenti d’amore diventano cosa accettabile perché ci fanno percepire la vita. E le gioie e le difficoltà dell’amare compaiono a più riprese nell’opera di Brunetti come linfa vitale, inevitabile e necessaria per dare un senso all’esistenza.
Questo viaggio, che ci porta a visitare i gironi di quell’inferno interiore che ciascuno di noi cela in sé, esplora le solitudini infinite della notte, dei viaggi in metrò o sul treno, degli incontri spesso casuali e freddi che ogni giorno ci coinvolgono, ad un bancone di bar, in un incontro arido d’amore, sullo sfondo desolato e grigio di un paesaggio metropolitano dove i mali del nostro tempo sembrano ritmare i nostri giorni.
Restano sempre l’amore, o il sogno, come ultima spiaggia mentre intorno si consumano i drammi quotidiani, e ancora c’è un anelito alla speranza, alla voglia di pace, di quiete, che percorre le pagine di questo libro quasi come una preghiera inespressa che lo fa concludere con queste parole:
 
“...ma la luce era solo
un prestito del sole: rimase traccia d’altra luce, inconscia,
quella che c’era
e che cerchiamo ancora.”
 
 
DESCRIZIONE DELLE IMMAGINI
 
Le immagini di “Strane idee” sono state da me realizzate, in sintonia con Brunetti, seguendo alcuni filoni della sua opera che, attraverso un percorso poetico, vuole evocare il processo della “creazione”. Le illustrazioni pertanto compaiono un po’ alla volta con, in alcuni casi, sempre qualche nuovo particolare in più, in altri invece con un’elaborazione-evoluzione che via via si fa più complessa, sino a completarsi in un’immagine finale che simboleggia il compimento dello sviluppo creativo.
L’idea è stata quella di seguire alcuni filoni, come per esempio la coppia, che prima ci presenta una figura, femminile, poi l’altra, maschile, poi l’incontro, infine la consapevolezza del mondo che a mano a mano si disvela con le sue meraviglie: il cielo, la natura, la notte. In tal modo la “creazione” si completa e si arricchisce di pari passo con l’avanzare del testo. Allo stesso modo evolvono gli altri temi, come quello del “caos” simboleggiato dal cielo denso di nubi e di luci stellari e quello della “vita”, simboleggiato dagli animali, dai fiori e dalle piante. L’idea delle immagini, che in parte sono suggerite dal testo che le segue e in parte dal contesto generale dell’opera, non è quella di rappresentare visivamente lo scritto, ma quella di evocarne lo spirito fornendo di volta in volta nuovi appigli alla fantasia del lettore.

Guido De Marchi

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