François Zille
Manifesto Per una Lettura Critica Sistemica dell’Arte Contemporanea

Titolo Manifesto Per una Lettura Critica Sistemica dell’Arte Contemporanea
Autore François Zille
Genere Parole in Libertà      
Pubblicata il 29/10/2010
Visite 7506
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Spazioautori  N.  30
ISBN 978-88-7388-298-5
Pagine 254
Note Immagini Originali di Anna Gili, Sophie Elisabetta Zille, Jean-Pierre Elia Zille, Alessandro Mendini, Riccardo Dalisi, Cleto Munari, Luigi Ciccognani, Riccardo Voglino, Roberto Maci, Alessandro, Valentina e Matilda Mannocchi, Marco Santilli, Elio Si
Prezzo Libro 13,00 € PayPal

 Dopo aver trattato “dell’imprescindibilità di un’inserimento della ‘funzione panica’ nell’Arredo urbano del XXI secolo” (L’Occhio di Panopolis, Electa Napoli 1999)… Del “cattivo rapporto tra Etica e Design” (Ethos & Design, Electa Napoli 2001- ambedue le opere in collaborazione con l’Amico

Prof. Riccardo Dalisi, l’Università di Napoli “ Federico II ” e lo IED di Roma)…  Dopo aver “preso d’assalto le impalcature di neuro-psico-pseudologia legate all’imperversante e maniacale ostentazione di superiorità morale da parte di ‘ disabili progettuali ’ e ormai di qualsivoglia stolto”, e aver parallelamente “smilitarizzato la nozione di Pace con la formulazione  di una ‘Dichiarazione Universale dei Diritti della Pace’ ” (De Anhelitu ad Virtutem, Liberodiscrivere 2009)… François Zille concentra ora la sua potente tensione ermeneutica e psicofilosofica sull’Arte Contemporanea. Questo Manifesto cristallino ha il pregio di riuscire a immergere il Lettore in un “viaggio al termine del profondo”, con apprezzabili tocchi di ‘glamour testuale’ e leggerezza, nello spirito della grande scuola francese di Voltaire, Rabelais e Frédéric Dard, a cui il perenne ex-poliomielitico, francofono, “argotfono” e Figlio di Emigranti friulani-ferraresi François Zille, è legatissimo. Al pari di pressoché ogni sua opera, questa si presenta come “Libro di Testo”, particolarmente dedicato alle Nuove Generazioni di oggi e di domani. E in buona sostanza, il volume che il Lettore ha ora tra le mani e sotto gli occhi è un puro concentrato di Arte, che di pagina in pagina si avvera essere esso stesso un’autentica Opera d’Arte.  
 
la cifra
sinestetica del profumo della
biodiversità nell’arte 
 
 
Ai miei occhi ermeneutici 
di Antropologo visivo 
eterno studioso & studente  di Progettualità comparata, 
ogni Artista degno di tale appellativo
che io considero un nobilissimo
“titolo etico-estetico-poetico” è dotato 
di una triplice anima psicofilosofica.
Che irradia 
Autenticità, Unicità, Eccellenza.  
L’intera Storia dell’Arte,
nella sua accezione più “barbizonesca”  
così come in quella più alienata…  
Nella sua trasversale e teatrante 
diversità “terzoventricolare”…
Incluse anche le innumerevoli Letture Critiche,
da quelle in punta di fioretto 
a quelle a grandi sciabolate trasversali,
 tutte quante abbondantemente interdisciplinari 
e più o meno illuminate 
pur non sempre illuminanti…
Di Testimoni magni e meno magni,
meravigliosi e meno meravigliosi,
intensi e meno intensi, 
generalmente dotati 
di una forte tensione intellettuale
pur non sempre sinonimo 
né di aspirazione spirituale
né di altrettanta tensione ermeneutica
& psicofilosofica…
Quali, per citarne solo alcuni tra i più emblematici… 
Lao Zi, Pitagora, Eraclito, 
Virgilio, Seneca, Sant’Agostino da Ippona,
Tertulliano, San Tommaso d’Aquino, 
Hugues de Saint Victoire, Wolfram Von Eschenbach, 
San Francesco d’Assisi, Giotto, Cimabue, 
Hildegard von Bigen, Meister Eckart, 
Leonardo da Vinci, Giorgio Vasari, Caravaggio, Giordano Bruno, Voltaire, Rabelais, 
Baruch Spinoza, Leibniz, William Shakespeare, 
William Blake, David Hume, Charles Beaudelaire, 
Wolfgang Goethe, Novalis, Rudolph Steiner, 
Paul Virilio, Friedrich Nietzche,
Hans Sedlmayer,  Aldous Huxley, Hegel,
Carl Gustav Jung, Walter Gropius, Vassilij Kandinskij, Fëdor Dostoevskij, Modest Petrovic Musorgskij, Maurice Ravel, Claude Debussy, Ortega y Gasset,
Simone Weil, Pablo Picasso, Qi Baishi,
Paul Klee, Paul Eluard, Paul Claudel,
Tommaso Marinetti, Marcel Duchamp, 
Jean Cocteau, Jorge Luis Borges, Alan Watts,
Ernst Gombrich, Mircea Eliade, Andy Warhol,
Gregory Bateson, Karl Popper, 
Roberto Rossellini, Vittorio De Sica,
Cesare Zavattini, Marshall McLuhan, 
Ennio Flaiano, Federico Fellini, Sergio Leone,
Susan Sontag, John Cage, 
Gaston Bachelard, Roland Barthes, Robert Rosenblum, 
Louis Aragon, Theodor Schwenk, Giovanni Testori, Gianni Rodari, Ettore Sottsass, P. Bourdieu,
Léo Ferré, Gillo Dorfles, Nathalie Heinich, 
Daniel Arasse, Peter Burke, Jon R. Snyder,
James Lovelock, Semir Zeki, Irma Richter,
Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri, 
Beatrice Buscaroli, Richard Sennet,
Alexander Roob, Carl Herman Voss, Paul Davies, Robert Gilmore, Noam Chomsky, André Glucksmann, Jacques Legoff, Jean Beaudrillard, 
Luis Racionero, Akira Kurosawa, 
Oscar Niemeyer, Alessandro Mendini,
Riccardo Dalisi, Enzo Mari, Vittorio Gregotti, 
Gaetano Pesce, Tomás Maldonado, Milan Kundera, Vanni Scheiwiller,  Roberto Calasso,
Ernesto Galli della Loggia, Umberto Eco,
Claudio Magris,  Martin Kemp, Jerry A. Fodor,
Franco Zeffirelli, Vittorio Storaro, Robert Hugues, Robert Storr, Giosetta Fioroni, Christian Boltanski, Germano Celant, Philippe Daverio, Dario Fo,
Roberto Benigni, Paolo Conte,
Alexander McQueen, Olaf Hajek, Bill Viola,
Jan Fabre, Janet Echelman, Elémire Zola,
Guido Ceronetti, Giovanni Raboni, Vittorio Sgarbi…
Così come nella miriade di accezioni parastigmatiche
che dell’intera Storia dell’Arte
costituiscono le indelebilissime impronte… 
Dalla stupefacente incisione preistorica 
cosiddetta “la vache qui rit” 
su una roccia grigiastro-rossiccia 
del Deserto del Thassili nel Sud dell’Algeria…
Ai filoprospettivisti dipinti & affreschi medievali 
sontuosamente magistraleggianti e discepolòsofi 
di Giotto & Cimabue…  
Al pan-estatico e cristiano-catto-esoterico 
Giudizio Universale rinascimentale di Michelangelo
dagli innumerevoli livelli di lettura 
stratificati e sovrapposti come i Corpi Astrali
e i Chakra… 
All’acutissimo aneddoto de “ La mosca e il Papa ” 
del Nobile e dotto Gesuita parmense 
Pietro Sforza Pallavicini,
in provocatorio conversar filosofico 
con il Papa Alessandro VII 
e il suo Scultore preferito il sommo Artista Bernini,
nei giardini del Vaticano in Roma nel 1657…
Che conduce alla sintesi dell’Estetica del Barocco 
nel modus dicendi e landmark linguistico 
“ quel certo non so che ”…
Anticipando la decodifica rigorosa 
non soltanto dell’Architettura
ma anche dell’Arte del periodo cosiddetto
“Barocco” in termini di genialissima
“Geometria polisemica nello Spazio interiore
& esteriore” 
versus quel giudizio ipointelligente e superficiale 
di “trionfo formale-ornamentale fine a se stesso”…  
Alla sorprendentemente pre-foto-cinematografica 
maestria impressionistica di Renoir 
nel dipingere i capelli, 
peraltro già anticipata da Tiziano, 
vero & proprio “Chef” del colore 
e Profeta della Cromatologia …
All’anelito di Kandinskij e della Scuola Russa 
di cifrare la spiritualità nell’Arte 
e di forzare i limiti dell’approccio figurativo
contribuendo alla allora per nulla probabile 
genesi dell’Astrattismo 
mediante “la Celebrazione del Mistero” 
anziché la sua “penetrazione”…
Alla mostruosamente angosciosa 
e lacerante matericità 
dell’urlo di Edward Munch…   
Che incarna in modo “estremendo” 
la potente visione anelante quanto disalienante
degli Artisti espressionisti…
Ossia…
Riuscire a sviluppare forme pittoriche
esprimendo le emozioni 
oceanicamente più intime & profonde 
del loro “Testimone interiore”
e del loro “Paesaggio interiore”
anziché
rappresentare il mondo esterno
e “Paesaggio esteriore”…
Alla fildiferrosa & libellulosa extra-establishmentzialità 
dell’umile e spaziale Alexander Calder…
Alla poppatissima, 
papatissima, pompatissima
ma inspompabilissima 
Pop Art di Andy Warhol, 
Lichtenstein, Hamilton & Company… 
Iperpermeatissima di Marketing & Advertising,
di businessologia applicata, 
di fotocinematografia, 
di photomontage-collage-assemblage 
sia sul piano psicologico 
che rappresentativo-narrativo-realizzativo,  
di Cartellonistica, Grafica pubblicitaria
& Art Direction…
Nonché… 
Nel caso specifico e più emblematico
di Warhol,
   di una polisemia semiotico-cromatologica 
e para-agiografica
radicalmente legata 
a ritualità e liturgie ortodosse
della Mitteleuropa…  
Alle decorativissime, testureggianti  
e altrettanto socio-gelotologiche 
opere paragraffittiche contemporanee 
di Keith Haring… 
All’emblematico e “pionieristico”
uso sistemico della Sociobiologia 
e della “consilience” 
(unione della conoscenza che collega i fatti 
e la teoria basata sui fatti, 
attraverso le discipline per creare una base comune
di spiegazione) da parte di Jan Fabre,
per realizzare le sue magiche opere & video-installazioni 
di “Ghestalt del Mutante Sconosciuto”…
Alla comunque benvenuta Neo-Scienza 
cosiddetta “Neuro-Estetica”…
Che speriaminbene 
e lasciatemi pur fare 
mille e un scongiuri scaramanticanti 
made in Napoli…
Affinché, con i suoi sofisticati sistemi 
di brain imaging
e l’assoggettamento e la vivisezione 
dei “neuroni specchio” dell’empatia,
anziché confermare 
seppur ego-pompeggiantemente 
la peraltro arcinota 
missione cosmico-biochimico-terapeutica a 360° 
dell’Arte e della Bellezza 
già meravigliosamente intuita e poetizzata 
dai Filosofi della Tradizione 
e dal mio amatissimo Dostoevskij,  
non finisca col trasformare 
l’osservazione in vitro dell’attività cerebrale
in una ennesima ideologia 
alterofoba & ideeicida 
come si avvera risultare 
invariabilissimamente 
sul piano crono-storico-fenomenologico 
qualsivoglia ideologia… 
Con la scusa di voler tentare 
a tutti i costi 
di stabilire i fondamenti neurobiologici 
dell’esperienza estetica…    
Così come la cosiddetta “Neuro-Etica”
nata solo qualche anno prima di essa,
per la somma gioia nostra 
e del nostro Maestro Baruch Spinoza,
sembra stia già giungendo a delineare 
un commovente
fondamento biologico dell’Etica,
attraverso lo studio comparato 
del comportamento delle cellule…  
Confermando la non-autonomia costituzionale 
delle tre nozioni fondamentali di Etica: 
individualismo, perfezionismo e razionalismo. 
Argomento che già nel 2002 
avemmo voglia & modo di trattare   
nella prefazione del nostro lavoro 
“Ethos & Design” 
(pubblicato da Electa Napoli),
opera scritta a quattro mani 
insieme al carissimo Riccardo Dalisi... 
Insomma…
Tutta questa proliferazione 
di nozioni & accezioni testimonianti
e tutto questo “Ben di Dio” 
di Progettualità accademica, 
professionale, artistica & scientifica 
dimostra pacificamente… 
Sia che i cromosomi-memoria della geniale 
e tuttora ampiamente inintelletta 
intuizione aristotelica nota come “entelechia” 
(dal greco entelécheia “compimento di sé”:
si veda, ad esempio,
la risonanza & corrispondenza in Metafisica, 
Filosofia della Tradizione e Antropologia culturale, 
con la componente cosiddetta di “auto-realizzazione dell’Anelito” nella polisemia ghestaltica,
nel linguaggio logo-iconico iniziatico
e nella Ritualità propiziatoria, 
nei 4 Esagrammi de I Ching cinesi 
cosiddetti “Pi Gua/Stagnazione,
Wei Ji Gua/Pre-Compimento,
Tai Gua/Pace e Ji Ji Gua/Post-compimento,
e con il “magico & segreto potere creativo” 
della Legge dell’Amore o Legge d’Attrazione…)
sono autentici Esseri Mutanti & proliferanti, 
dotati di una poderosa & perenne Insufflazione Originaria… 
Sia che i tre fattori discriminanti 
Autenticità-Unicità-Eccellenza
vengono generati 
essenzialmente & fondamentalmente
dalla natura stessa dell’Identità dell’Artista.
Ossia 
dalla sua “Biodiversità Individuale”.
Peraltro 
è bene osservare, pure en passant, che…
Alla pari 
della Biodiversità specifica di un Territorio, 
il tasso di Biodiversità di un Inviduo 
può essere più o meno elevato o basso.
A seconda di numerosi fattori.
In primis, 
in virtù degli aspetti 
del suo carattere filogenetico-originario 
e del suo carattere acquisito. 
Nonché per la sua cronistoria spazio temporale 
e geo-socio-antropologica. 
Orbene…
In questo mondo ipermutante in cui 
“il progresso avanza
più in fretta dell’intelligenza”,
come ebbe a dire 
il Filosofo francese Jean Guitton, 
mitico-mistico allievo di Henry Bergson…  
Che si accinge a passare 
dalla globalizzazione alla “spazializzazione” 
andando alla conquista delle Stelle 
con le prime Colonie Spaziali abitate… 
In questo desolante momento 
di assenza di Visioni &  Progetti 
generati da… e a loro volta generatori di...
“Sistemi Valoriali”…
In questa era 
dolorosamente post-dostoevskijiana 
e post-kandinskijiana, 
in cui senso, significato e significante 
del termine Arte 
si vanno smarrendo nei quartieri più malfamati 
degli stilemi di Culture & Caste dominanti... 
E nei quadri appesi 
alle pareti delle stanze dei bottoni 
delle risucchiantissime Lobbies 
dell’onnipervadente conformismo  
pseudo-intellettuale, pseudo-progettuale
e pseudo-artistico… 
Dando vita a una fenomenologia perniciosa 
che snatura “biotecnologicamente” 
il DNA stesso dell’Arte…
E trasforma 
“la Nobile Arte dei Guerrieri della Luce”, 
come direbbe Paulo Coelho,
in un circus sempre più autoreferenziale 
e sempre più autocombustibile
come quello della Formula 1, per intenderci…
E in un taffanoso fritto misto fastfoodesco 
di “Cabarettismo metaconcettuale”, 
“Performance-ismo markettinghese”, 
“Installazionismo franchisinghero”
nonché 
in “Eccetterismo ammiccante pseudo-iniziatico”…
E cioè a dire, 
“trasmutando” l’Arte in un brocantesco vric à vrac 
di Arti applicate & Commedia dell’Arte 
penosamente scimmiottate, 
e iperparaculescamente contrabbandate 
e mimetizzate “ad Arte”.
 È proprio il caso di dirlo!!!
Ebbene, in un contesto epocale del genere, 
in cui la distanza psicofisica
nonché le sovrastrutture concettuali, 
materiali & strumentali 
tra l’Artista e l’espressione della propria Arte 
aumentano vertiginosamente…
 
Lasciatemi dire con gioia che…
 
SAREBBE BELLO 
CI POTESSE ACCADERE 
CON MAGGIOR FREQUENZA   
DI TROVARE ANCORA 
QUALCHE TRACCIA DI VITA 
E PERCEPIRE 
IL PROFUMO DELLA BIODIVERSITA’ INDIVIDUALE 
IN UNA MOSTRA 
D’ARTE CONTEMPORANEA!!!

 Dopo aver trattato “dell’imprescindibilità di un’inserimento della ‘funzione panica’ nell’Arredo urbano del XXI secolo” (L’Occhio di Panopolis, Electa Napoli 1999)… Del “cattivo rapporto tra Etica e Design” (Ethos & Design, Electa Napoli 2001- ambedue le opere in collaborazione con l’Amico

Prof. Riccardo Dalisi, l’Università di Napoli “ Federico II ” e lo IED di Roma)…  Dopo aver “preso d’assalto le impalcature di neuro-psico-pseudologia legate all’imperversante e maniacale ostentazione di superiorità morale da parte di ‘ disabili progettuali ’ e ormai di qualsivoglia stolto”, e aver parallelamente “smilitarizzato la nozione di Pace con la formulazione  di una ‘Dichiarazione Universale dei Diritti della Pace’ ” (De Anhelitu ad Virtutem, Liberodiscrivere 2009)… François Zille concentra ora la sua potente tensione ermeneutica e psicofilosofica sull’Arte Contemporanea. Questo Manifesto cristallino ha il pregio di riuscire a immergere il Lettore in un “viaggio al termine del profondo”, con apprezzabili tocchi di ‘glamour testuale’ e leggerezza, nello spirito della grande scuola francese di Voltaire, Rabelais e Frédéric Dard, a cui il perenne ex-poliomielitico, francofono, “argotfono” e Figlio di Emigranti friulani-ferraresi François Zille, è legatissimo. Al pari di pressoché ogni sua opera, questa si presenta come “Libro di Testo”, particolarmente dedicato alle Nuove Generazioni di oggi e di domani. E in buona sostanza, il volume che il Lettore ha ora tra le mani e sotto gli occhi è un puro concentrato di Arte, che di pagina in pagina si avvera essere esso stesso un’autentica Opera d’Arte.  
 

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