Giuseppe Simonetti - Maria Leo
Il suono che trasforma

Titolo Il suono che trasforma
Autore Giuseppe Simonetti - Maria Leo
Genere Musica      
Pubblicata il 08/11/2010
Visite 7719
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Il libro si libera  N.  98
ISBN 978-88-7388-295-4
Pagine 100
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

 L’intero lavoro vuole indagare lo stretto rapporto che c’è tra l’Uomo e il Suono e le implicazioni che quest’ultimo ha per ciò che concerne la formazione dell’individuo e la relazione che può avere con la malattia. Allo stesso tempo è teso alla ricerca di un filo sottile che accomuni discipline come la Fisica Acustica, la Filosofia, l’Antropologia, la Pedagogia, la Medicina e la Psicologia quando esse parlano della Musica.   

 

Da sempre, ma grazie soprattutto a quegli amici incontrati sulla nostra strada impegnati nel campo della medicina olistica (insegnanti di yoga, operatori shiatsu, agopuntori, naturopati ecc.), siamo stati attratti ed allo stesso tempo affascinati da interessi comuni su due campi di ricerca che a nostro avviso in qualche modo si intersecano:

1) salute e malattia;

2) la musica e il suono come strumenti per lo sviluppo armonico dell’individuo.

Siamo convinti che la malattia non sia un puro accidente, un disturbo casuale senza perché, ma pensiamo che essa esprima gli aspetti repressi, profondi, temuti e accantonati della propria vita: “l’ombra…”, ciò che ciascuno stenta a riconoscere in sé e ad accettare di sé. Riteniamo che il malato non sia la vittima innocente delle imperfezioni della natura, bensì l’agente stesso della malattia, e che i sintomi patologici, considerati da questo punto di vista, si rivelano espressioni psichiche di conflitti psichici e possono smascherare col loro simbolismo il problema centrale del paziente. Non bisogna quindi, limitarsi a combattere la malattia: occorre prima di tutto capirla e, nell’ambito del possibile, prendersene cura per “ prevenirla”. Per una strana coincidenza, la conoscenza di alcuni maestri e ricercatori, ci spinse ad intraprendere alcune forme di auto-esplorazione personale ed in particolare la meditazione yoga. In quel periodo, suoni vecchi, suonati e risuonati con il violino ed il pianoforte, si trasformarono in nuovi suoni ed emozioni che potevano vibrare in maniera cosciente con i nostri corpi. Fummo spinti ad interessarci di musico-terapia. Solo dopo alcuni anni però, quando abbiamo intrapreso il corso triennale di musicoterapia organizzato dall’Istituto Filippo Smaldone di Bari, finalmente questo interesse poteva intensificarsi e strutturarsi in maniera adeguata. Fondamentali sono stati per noi, i docenti del corso, che con la loro esperienza ci hanno guidato nel percorso di formazione, delineandone le certezze e i dubbi, le vittorie e le sconfitte. A loro, e a chi ci ha permesso di frequentare il corso, va la nostra più sincera gratitudine per aver dato stimoli importanti e fondamentali alla nostra ricerca.

 


INTRODUZIONE

 

Riteniamo che il Suono, dalla sua forma più semplice al linguaggio articolato e ben organizzato di una sinfonia, sia nutrimento per l’uomo in ogni suo stato. Conoscere e rapportarsi a fondo col suono e con la musica potrebbe essere senz’altro uno degli aspetti fondanti per “l’educazione dell’uomo nuovo”, in un mondo dove si possa respirare pace ed armonia.

Relegata a fare da sfondo ad un progetto educativo troppo impegnato a valorizzare il pensiero logico e razionale, la musica chiede di essere riscoperta. Soprattutto essa va riscoperta in tutti i suoi aspetti, da quello pedagogico ed educativo a quello terapeutico e ludico ricreativo, negli ambienti preposti alla formazione musicale quali i Conservatori, le Accademie e le scuole di musica. Pensiamo che lo studio meccanico o per imitazione del linguaggio musicale, a volte troppo specialistico, abbiano ristretto il campo delle enormi risorse che la musica può offrire a ciascun individuo e nello stesso tempo alla collettività.

L’intero nostro lavoro vuole indagare lo stretto rapporto che c’è tra l’Uomo e il Suono e le implicazioni che quest’ultimo ha per ciò che concerne la formazione dell’individuo e la relazione che può avere con la malattia. Allo stesso tempo è teso alla ricerca di un filo sottile che accomuni discipline come la Fisica Acustica, la Filosofia, l’Antropologia, la Pedagogia, la Medicina e la Psicologia quando esse parlano della Musica.

Ci siamo sempre interrogati sui motivi della forte presa che il suono fin dall’adolescenza ha avuto sulle nostre emozioni. Quando, attraverso la Meditazione Trascendentale, abbiamo sperimentato che alcuni suoni, ritenuti “sacri” dalla tradizione yoga, potevano cambiare alcuni ritmi del nostro corpo e del nostro pensiero, abbiamo voluto indagare la questione più a fondo.

Sicuramente lo studio delle Cosmogonie dei popoli che ci hanno preceduto nelle varie epoche, possono darci delle risposte o se non altro indicarci dei percorsi da seguire.

Abbiamo trattato questo tema nel primo capitolo, ritenendolo fondamentale, dal momento che il Suono e la Musica hanno un ruolo centrale e determinante quando si parla dell’origine del mondo in tutte le antiche culture. Queste ultime hanno sempre considerato la musica come lo strumento privilegiato di comunicazione col Divino. Nel secondo capitolo si da un fugace sguardo al rapporto tra musica e medicina nell’antichità.

Il terzo capitolo, che tratta della Psicosomatica, è fondamentale per capire il significato profondo della malattia.

Il quarto capitolo parla delle ricerche fatte dal fisico svizzero Hans Jenny che, esplorando ed indagando le enormi potenzialità della vibrazione sonora, contribuiscono a gettare un ponte tra la saggezza antica e la nuova scienza. L’effetto del suono sulla materia è l’argomento preso in considerazione.

Il campo della ricerca si allarga nel quinto e sesto capitolo, quando il suono viene rapportato alla materia, alla cellula, alla sfera psico-emotiva dell'uomo stesso.

Nel settimo capitolo si mette in risalto, alla luce della nostra esperienza personale, l'effetto che i suoni vocali hanno sull'individuo.

Il capitolo “ Musica e Comunicazione “ prende in esame il corpo come primo argomento di riflessione, poiché abbiamo buoni motivi per credere che la nostra fisicità è in stretta relazione con il suono, e se quest’ultimo è strumento di comunicazione per eccellenza, lo è altrettanto il nostro corpo. Ogni forma di comunicazione determina inevitabilmente un cambiamento e pensiamo, che la trasformazione e il cambiamento sono tra le caratteristiche più importanti che il suono e la vita hanno in comune.

In generale, consideriamo i temi che seguono degli spunti di riflessione che, non esaurendo di certo l’argomento, posti all’attenzione di musicisti e lettori, potrebbero sollecitare ulteriori ricerche. Tali spunti di riflessione ben si collegano all’idea stessa che abbiamo della musica: ...il Suono (la Musica) è l’odore della Luce che ha il potere di trasformare…è l’essenza della vita che ci apre all’esperienza della vita stessa in un’altra forma.

Quanto più la musica ci riporta ad uno stato embrionale fisico, psichico e spirituale, tanto più è autentica. Tutto, nell’universo, è vibrazione sonora regolata dal movimento, dal cambiamento, dall’incostanza…tutte le forme emergono da un unico suono caratterizzato da infinite frequenze, intensità e timbri… La musica ha il potere e la capacità di unire ciò che nel nostro corpo e nella nostra mente è diviso e riportarlo in uno stato armonico originario.

La magia del suono, elemento di una origine a noi sconosciuta, è capace di unire il conscio e l’inconscio per consegnarli alla 'UNITA’…


 

 

 L’intero lavoro vuole indagare lo stretto rapporto che c’è tra l’Uomo e il Suono e le implicazioni che quest’ultimo ha per ciò che concerne la formazione dell’individuo e la relazione che può avere con la malattia. Allo stesso tempo è teso alla ricerca di un filo sottile che accomuni discipline come la Fisica Acustica, la Filosofia, l’Antropologia, la Pedagogia, la Medicina e la Psicologia quando esse parlano della Musica.   

 

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