M. Gisella Catuogno
Il Treno della Memoria

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Titolo Il Treno della Memoria
Autore M. Gisella Catuogno
Genere Articolo - Informazione      
Pubblicata il 27/01/2011
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Lunedì 24 gennaio, quattro allievi dell’ITCG Cerboni, accompagnati dalla prof.ssa Annamaria Contestabile, sono saliti alla Stazione di Santa Maria Novella sul Treno della Memoria per il viaggio-studio Firenze-Auschwitz, insieme a studenti di tutte le scuole superiori della Toscana e ai loro insegnanti: in tutto settecento persone, compresi anche cinque ragazzi del Liceo Foresi e il loro accompagnatore, prof. Nunzio Marotti, per ripercorrere le tappe del viaggio-calvario, su vagoni merci, in condizioni inenarrabili,  compiuto dagli ebrei italiani, negli anni della deportazione, verso il campo di sterminio polacco.

Un’esperienza forte e irripetibile che la Regione Toscana offre ai suoi giovani, perché si imprima indelebilmente nelle menti e nei cuori, come argine e impegno contro ogni possibile deriva discriminatoria presente e futura.

Il viaggio coincide con la Giornata Internazionale della Memoria, che si celebra ormai da un decennio, in ricordo della liberazione del campo di Auschwitz da parte dei russi il 27 gennaio 1945, quando quei cancelli, sormontati dal motto crudelmente beffardo “Il lavoro rende liberi”, vennero finalmente spalancati e il mondo cominciò a conoscere l’orrore che celavano.

Proprio qualche giorno fa, il 15 gennaio, moltissimi studenti di tutte le scuole elbane hanno potuto ascoltare, nella Sala De Laugier, la commovente testimonianza di una sopravvissuta di quel campo, la signora Hanna Kugler Weiss, di ottantatre anni, che vi trascorse nove mesi insieme alla sorella Ghisi, dopo aver perduto la mamma, la sorellina e i nonni materni, soppressi subito dopo l’arrivo. Hanna ha subito umiliazioni a non finire, dal tatuaggio sul braccio, che toglieva ai prigionieri la loro identità sostituendola con un numero, alla rasatura dei capelli, al tormento della fame, della sete, della sporcizia, dei pidocchi, dei piedi nella neve, del lavoro massacrante e talora del tutto inutile, come spostare pietre pesanti, da un luogo all’altro, senza potersele accostare al petto, per faticare di più. “Cosa le dava la forza per resistere?” ha chiesto una studentessa; “Vi auguro, ragazzi, di non dover mai sperimentare quanta forza c’è in ognuno di noi” ha risposto Hanna, che ora vive in Israele, dirige il Museo della Shoà di Nazareth Ill, ha tre figli, sette nipoti e un bisnipote. Hanna è riuscita con la sua narrazione semplice e spontanea a catturare l’attenzione dei ragazzi, che non hanno perso una parola di quel racconto incredibile eppure atrocemente vero, come il tatuaggio indelebile di quei numeri sul braccio. Dal 1968, dopo un silenzio durato più di vent’anni, gira il mondo, incontra i giovani e racconta, racconta, perché quel che è stato non si ripeta più. Mai.

Buon viaggio, dunque, ai nostri ragazzi e ai loro accompagnatori e che facciano tesoro di tutto quel che vedono e sentono, per rendercene partecipi al loro rientro.

 

Maria Gisella Catuogno (Addetta stampa ITCG Cerboni Portoferraio)

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