LA CASA DELL'INIZIO

 

Per me

 si stenderà ancora la terra

a divorare orizzonti

graffiati d'ombre?

E di nuovo

e sempre

respirerò

il sonno delle leonesse

fra le foglie del tramonto?

 

Nel cielo di una pozza

d'acqua,

voli di canne ferme

ai fuochi sottili

delle libellule,

 

liscio palmo immobile,

delicato antico occhio

d’Africa feroce,

di me

ho abbandonato conto,

 

giorni

ore

di sorgere

e tramontare

 

anima. 

 

L’ho lasciata andare.

 

Contenta d’averla perduta

nella casa dell’inizio,

per il silenzio d'ogni parola

sulla palpebra rossa 

del giorno morente. 

 

Non fidarti più di me

guardati dalla mia canzone in un angolo quieto

guardati dal mio nome di madreperla

guardati dal mio corpo foglia pallida e serena

e dal riflesso del mio riflesso.

 

Prendimi

di questo sospiro

che

lungo

mi scivola

sull'erba

conosciuta

quando mi cantava

sola

la carne e la pioggia.