Maddalena Leali
Canto spezzato

Titolo Canto spezzato
Autore Maddalena Leali
Genere Poesia      
Pubblicata il 28/07/2011
Visite 3916
ISBN 978-88-7902-081-1
Pagine 90
Prezzo Libro 10,00 € PayPal
Un libro in tre sezioni, tre squarci di una vita intensa, faticosa, non certo triste. 


Mitologica: cinque poesie giovanili, forse da cambiare, da buttare, ma non ancora desuete. 


Gatto nero: mi arruffo come un gatto e canto, di tutto e sempre, e, se il canto si spezza, ricomincio. 


Spiccioli: appunti sparpagliati ovunque nel passato, mentre mi occupavo d’altro.


 

A Lorenzo

 

Dicesti, un giorno, parlando di là dall’edera

rossa d’autunno:

ascolta questa musica,

ascoltala anche tu.

Mi fa volare.

E volasti.

Salisti alto sopra il mondo.

Guardasti Vespero ammiccare

maliziosa, invitante,

accanto alla Luna.

Volasti,

effimera farfalla

con ali di Icaro

rosse di riccioli stanchi,

ebbre di vento,

libere, alfine.

Volasti,

lungamente,

in silenzio.

Mentre l’edera piange.

 

 

 

A mio padre

 

Andiamo.

Dove.

Via da qui, via dal dolore,

via dalla morte.

Via dalla vita.

Andiamo.

Nell’ebbrezza del vento,

nell’afrore dell’erba

rorida all’alba.

Andiamo.

Fra le rose del mio giardino,

sulle piste di caccia,

fra i pini del cimitero,

sul monte delle lepri.

Andiamo.

Nella mia casa,

nel mio letto,

fra le braccia della mia donna,

davanti al mio camino.

Fatemi stare lì, finché il fuoco

non mi consumi

come un secco ciocco,

così che mi possa disperdere

e confondere con le nuvole.

 

 

 

Callas

 

Alto, vola, il gabbiano:

l’ultimo, forse, di questo tempo

senza più gabbiani.

Posa le ali sul vento

e si lascia trasportare

verso l’eccelso,

verso il sublime.

E il corpo si tende:

e gioia e angoscia e amore.

E il mare si alza.

In un brivido senza fine

si avvolge su se stesso,

soffoca il fragore.

Tace e ascolta,

immensa distesa di silenzio.

Solo corre su di lui,

perenne ossessiva meraviglia,

il canto unico

dell’ultimo gabbiano.

 

Cesare Canuti L’onda (acrilico su tela) 1994

 

 

 

 

Libertà

 

Raccontano i vecchi

di antica memoria

che ti hanno vista

camminare

a piedi nudi nell’erba del mattino,

errare

vagabonda tra i filari,

correre

sulla linea delle colline,

all’indietro nel tempo,

cercando,

piangendo

i tuoi padri.

Dicono , i vecchi,

che ti hanno vista

vagare

lieve come la foschia di settembre,

il vento che invano

cercava di disperdere

la tua evanescenza eterna.

Mormorano, i vecchi,

la sera,

le loro storie,

e ridono e piangono

perché sanno,

solo loro sanno

il tormento

di non morire,

mai. 

 
Un libro in tre sezioni, tre squarci di una vita intensa, faticosa, non certo triste. 


Mitologica: cinque poesie giovanili, forse da cambiare, da buttare, ma non ancora desuete. 


Gatto nero: mi arruffo come un gatto e canto, di tutto e sempre, e, se il canto si spezza, ricomincio. 


Spiccioli: appunti sparpagliati ovunque nel passato, mentre mi occupavo d’altro.


 

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