Mauro Macario
La screanza

Titolo La screanza
Autore Mauro Macario
Genere Poesia      
Pubblicata il 01/04/2012
Visite 10557
Editore Liberodiscrivere® edizioni
Collana Nuda Poesia  N.  36
ISBN 9788873883692
Pagine 108
Prezzo Libro 10,00 € PayPal

Versione Ebook

ISBN EBook 9788873884453
Prezzo eBook 4,99 €
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Poesia dunque anche civile nel senso di una ricerca di una moralità altra questa di Macario che ci orienta verso la necessità di un impegno che tanti versi, troppi versi contemporanei sembrano disattendere?

Sicuramente sì ed ecco allora la screanza. Il Grande Dizionario della Lingua Italiana così definisce screanza: “Azione sgarbata, scortese, che rivela maleducazione, inciviltà, rozzezza” e riporta un solo esempio dell’uso della parola, chiaro segno della poca frequentazione di essa nella nostra letteratura. E questo è sicuramente un vantaggio per il libro che fin dal titolo ci intriga.

Ma a chi si riferisce screanza? Al poeta che interviene con il suo piglio volutamente scortese, volutamente sgarbato per aggredire i gangli di una società che come abbiamo detto si muove in un suo circuito da cui sono escluse la pietà, la compassione, la solidarietà? O la screanza appartiene al nostro quotidiano vivere? 

VICOLO CIECO

 

Di media statura

costruito con materiale antisismico

ma fragile alle illusioni

ho avuto in natura sentimenti più grandi del corpo

e non sapendo che farne li ho distribuiti a caso

troppo spesso subendo il fascino dei demeriti

più vedevo la musa contraria fluire in un plasma aurifero

più cercavo una sbronza di sangue

per ammalarmi di un sogno incurabile

e morirne a lungo

tra le rovine di un’esistenza crollata

al settimo grado della scala Rilke

 

Sarzana, 6-8-2011

Poesia dunque anche civile nel senso di una ricerca di una moralità altra questa di Macario che ci orienta verso la necessità di un impegno che tanti versi, troppi versi contemporanei sembrano disattendere?

Sicuramente sì ed ecco allora la screanza. Il Grande Dizionario della Lingua Italiana così definisce screanza: “Azione sgarbata, scortese, che rivela maleducazione, inciviltà, rozzezza” e riporta un solo esempio dell’uso della parola, chiaro segno della poca frequentazione di essa nella nostra letteratura. E questo è sicuramente un vantaggio per il libro che fin dal titolo ci intriga.

Ma a chi si riferisce screanza? Al poeta che interviene con il suo piglio volutamente scortese, volutamente sgarbato per aggredire i gangli di una società che come abbiamo detto si muove in un suo circuito da cui sono escluse la pietà, la compassione, la solidarietà? O la screanza appartiene al nostro quotidiano vivere? 

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